mercoledì 2 aprile 2008

Vederla sonnecchiare e accorgermi che è bella

Stamattina era così presto che i posti auto erano tutti liberi a via Caracciolo.
Mi sono goduta il lungomare e il timido sole sempre più caldo.
Senza il cicalare, i clacson, il caos consueto, la cartolina del Castel dell'Ovo che si stagliava sull'azzurro del cielo di aprile, mi ha commosso.
A volte verrebbe da accarezzarla questa città, non è certo colpa del Golfo se siamo messi in questo modo.
Com'era? Napoli è un bel presepe, sono i pastori... (che lasciano a desiderare).

Una foto con Trombetti

Non ha prezzo.

lunedì 31 marzo 2008

Manifesto ammiccante, ti aspetti che si rida, sorrida, per passare una serata diversa. Mentre vedi Grande, Grosso e... Verdone rimpiangi Bianco, Rosso e Verdone di tanti anni prima.

Quei personaggi erano insoddisfatti, sfortunati, stereotipi di un modello italiano di
(in) successo, ma non patetici e privi di originalità nonchè spessore come quelli dell'ultimo film firmato da Verdone.
Non si ride nè si sorride.
I tre episodi si aprono e si chiudono senza intrecciarsi. I primi due sono tristi e brevi, il terzo e più lungo, a metà fra Viaggi di nozze - sempre di Verdone - e i cine-panettoni degli ultimi anni.

Una famiglia romana va a Taormina per ritrovarsi. Madre, padre e figlio adolescente. Sono personaggi che abbiamo già visto, l'unica differenza è che lì lo facevano strano. Stereotipi già visti, anche con gli stessi attori, Carlo Verdone e Claudia Gerini.
La rivisitazione sta nell'aggiungere elementi che per forza di cose erano assenti negli scorsi film, le videocamere per ogni minimo evento meglio se costruito, telefonini e bizzarre suonerie annesse, reality e tutto l'inventario della televisione trash.
Grande spazio in questo film anche per il denaro e la prostituzione, meglio se intrecciati fra loro.

Se avete resistito alla tentazione di vederlo fino ad adesso, non mollate, glissate a favore di altre pellicole.

M.Sans.

giovedì 27 marzo 2008

Milano, Rho, Magenta... Un anno dopo

Posto questa cosa che ho scritto esattamente un anno fa.

Mi strappa anche un sorriso leggerla, sembra un'altra vita a guardarla adesso. E' la mia città di cui parlo, ma a parte questo non provo nostalgia.

Questo post è un estratto di un vecchio blog che mi chiesero di curare per il forum non ufficiale della facoltà. In questo Diario di bordo ho descritto l'ultimo percorso verso la laurea, difatti si chiamava "Spingersi più in là ed afferrare un sogno: la laurea". Con questo blog è nata LeMilleBolleBlu.

Son tornata, non per il motivo, che io avrei voluto ma son tornata. Quel cartellone blu, rettangolare con la scritta in bianco "Novara" per me, è diverso da tutti gli altri.

Ho lasciato davanti alla porta dell'Eurostar Napoli e adesso sono qui - mi son detta - mentre l'aria frizzante della sera mi pungeva le guance.
Prendo il mio bagaglio leggero e scivolo via, sottopassaggio, e poi di nuovo fuori. Lì, mentre aspetto che arrivi l'autobus numero 7 mi viene in contro sorridente un bimbetto di colore con gli occhi grandi, mi saluta, gli sorrido.
E' il mio "benvenuta".
Non sono stanca, non mi hanno stremato le 7-8 ore di viaggio, anzi, più mi avvicino alla meta e più mi sento forte e decisa, più mi sento meglio.

Abbandono l'autobus e imbocco il divieto d'accesso, salgo i 4 piani e il calore dei termosifoni centralizzati si fa sempre più forte, acuito dalla fatica. Arrivo sulla porta decorata con il decoupage, sorrido di nuovo, può essere solo sua questa porta.

Apre, ha gli occhi felici, gli inconfondibili capelli rossi e la voce squillante. Mi abbraccia con il braccio "buono" quello sinistro. Io tiro un sospiro di sollievo, finalmente la vedo, vedo lei, il suo stato d'animo, la sua enorme ferita chiusa da 48 graffette, che orgogliosa subito mi mostra. Posso esserci, essere il suo braccio destro, la sua confidente negli attimi di sconforto, posso farla sorridere. Essere amica, figlia e nipote. Almeno per un pò.
"Comme staje?"
"...Ora sto meglio zia...".

Tanto gentile e tanto onesta pare...

Cappottino grigio, capelli raccolti e mani giunte per la First lady francese, Carla Bruni, al cospetto dei sovrani d'Inghilterra.
Qual'è il messaggio subliminale?

lunedì 24 marzo 2008

Mettiamoci la pancia

Ma anche tutto il resto quando si parla di legge 194 (www.nontoccarla.it).
La 194 non si tocca.
Semmai dobbiamo rivedere una legge, quella è la 40 sulla fecondazione umana assistita, che fa acqua da tutte le parti, è solo un groviglio di divieti e ostracismi. Dalla sua entrata in vigore sono solo aumentate le gravidanze plurigemellari ed è diminuita l'efficacia della tecnica (fonte Ministero della Sanità, luglio 2007).
Mi chiedo, chissà quanti bambini fortemente desiderati non sono nati, non lo sapremo mai.

Federconsumatori

Due link interessanti da Federconsumatori: "Di fronte a questa tragedia, in Italia, non esiste più il nord, il centro e il sud. Siamo tutti napoletani" qui e "oltre all'ambiente risparmi per almeno 1.2 miliardi di euro" qui.
Inserisco fra i preferiti.

domenica 23 marzo 2008

Le poesie di Massimo

Enzo Decaro, amico e collega del compianto Massimo Troisi, ha messo in musica 12 poesie scritte nel 1975. Un modo per ricordare un napoletano che non dimenticheremo mai.


"A volte i versi gli venivano di getto, altre volte preferiva tornarci su per conto suo, li cancellava, li correggeva, me li rimandava. E io a lui, all'infinito. Ho conservato queste nostre carte per così tanto tempo; poi, improvvisamente, è accaduto un piccolo episodio, qualcosa che mi ha fatto cadere addosso la necessità di affrontare quel capitolo della nostra vita. Ho sentito l'urgenza di rendere nota una pagina importante e ancora inedita della carriera artistica di Massimo. Per me è stato un po' come finire "un compito di testimonianza" di cui sono solo per caso il protagonista di servizio, il tramite per offrire al pubblico, soprattutto a quello più giovane, le prove del grande valore poetico di Massimo. Quello venuto fuori completamente con Il Postino".


Qui trovate la commossa intervista a Enzo Decaro che chiude così:
"Adesso, con queste canzoni, attraverso un percorso circolare e perfetto, si è finalmente chiuso in cerchio il ciclo poetico di Massimo".


Rai analogica

La Rai non è sinonimo di avanguardia e nuove tecnologie. Alberto Contri di RaiNet se ne va sbattendo la porta e lasciando un dossier spigoloso.

domenica 16 marzo 2008

E' quello che pensavo

L'Italia non deve partecipare alle olimpiadi di Pechino.
Sono d'accordo con Grillo al 100% su questo.

sabato 15 marzo 2008

Invito

Volevo postare una cosa simpatica, ironica, poi mi sono imbattuta nel blog di Franco Mennitto, e in Lucia, una donna che la settimana scorsa si è data alle fiamme a Taverna del Re, e allora vi invito a leggere l'articolo di Franco. Non c'è altro da dire.

venerdì 14 marzo 2008