lunedì 7 dicembre 2009

Forse erano rondini

Non so cosa fossero. All'inizio ho guardato i cielo e mi sono sorpresa di vedere questo stormo volteggiare su piazza Garibaldi. Mi aspettavo sparisse dopo poco, giusto il tempo di danzare sotto lo sguardo di chi salutava una valigia piena e un affetto prendere il bus verso un'altra regione. Invece a quello stormo se ne è aggiunto un altro e un altro ancora. Il cielo si è fatto screziato di rosa, il sole calava, e questi uccelli danzavano. Prendevano forme tonde, forme appuntite. Scrivevano appunti nell'aria. Tantissimi eppure un solo movimento. Un saluto. Sono andati via e dopo poco l'autobus è partito. Ciao. Ciao. E buona fortuna.

mercoledì 2 dicembre 2009

Pulcinella di plastica

Un pezzo di Napoli sopravvive anche in chi ne rinnega le qualità, perchè si è trasferito altrove da tempo. Non respira più l'odore della storia passata fra il Vesuvio e il Golfo ma la nebbiolina e la compostezza sotto un cielo sempre velato. Eppure, anche nelle case più piccole trova spazio un pulcinella di plastica, una moka vecchio stile, una veduta stereotipata con il mare.
Credo sia una sorta di herpes che emerge anche a distanza di anni e chilometri in chi è stato contagiato e ha qualcosa di Napoli che gli scorre fra le vene. E' un qualcosa che torna di tanto in tanto e non è mai sopito. E che permette quella una stupefacente sensazione. Anche quando senti parlare di criminalità, ascolti chiacchiere sulla monnezza o farneticazioni su leggi aggirate impunemente, nella mente si staglia il profilo del Maschio Angioino visto dal San carlo in un giorno di sole, e allora nonostante tutto, ce vulisse turnà.

giovedì 19 novembre 2009

Sbagliando prendi la strada giusta

E lì incontri il mare, calmo piatto e scuro. Le navi da crociera che sbuffano fumo nero, la biglietteria del porto deserta in novembre. Ma il sole è caldo e forte e ti ricorda quante volte sei stata qui al porto. Quest'anno tante. Una volta per raggiungere Procida e fare una fuga romantica, altre due per raggiungere Ischia e il mio migliore amico. Tutte toccataefuga. E tutte memorabili.
Con Marco di Bristol che esclama "qui è meglio di Mugnano" davanti al tramonto dalla Chiesa del Soccorso che mi strugge solo al ricordo. O a cantare canzoni e renderci sceme e felici insieme a Carla in questo insolito e insospettabile trio con Gennaro. Oppure ancora a guardarti dormire sotto ad un faro illuminato dai raggi di sole che annunciano l'estate.

martedì 17 novembre 2009

Antenna Uno e Nano

Il martedì alle 10.30 circa sono in onda con Mena di Antenna Uno per uno spazio dedicato agli appuntamenti della settimana in giro per la città di Napoli, spazio radiofonico in collaborazione con il free press nano. Buon ascolto!

sabato 7 novembre 2009

La settimana della ricerca sul cancro

E' la settimana della ricerca sul cancro, ricordiamoci anche che fra Marigliano-Nola-Acerra l’indice di mortalità per tumore è ben più alto rispetto alla media nazionale. E risposte certe in questo senso non ne abbiamo ancora avute.

giovedì 5 novembre 2009

Il bello della radio

In metropolitana, quando fai un tragitto che ogni giorno ti sembra sempre più lungo, la mente vaga.
Con le cuffiette ascolto musica e riesco a malapena a distringuere la batteria per lo stridere del vagone sulle rotaie, e proprio questo mi aiuta a immaginare, ricordare...
Oggi avevo mentalmente speso già tutti i soldi appena guadagnati nelle prime 3 fermate. Me ne mancavano almeno 10 e così ho dovuto cercarmi un altro pensiero. Sono finita su uno dei miei amori, su una delle mie passioni, la radio. E una cosa curiosa che mi succede ogni volta che dico: "lavoro in radio" è che gli occhi della persona a cui lo hai appena detto si spostano un pò a destra. In quel momento solo le sue orecchie si concentrano su di te. Lui/lei è un gigantesco orecchio che analizza ogni suono che emetti per una manciata di secondi hai catturato tutta la sua attenzione, è attento al 100% perchè ti sta ascoltando, non ti vede più. Poi quello spazio che il suono ruba all'occhio svanisce e torni ad essere per chi ti sta di fronte anche un'immagine, che lo distrae. Sta tutta lì la potenza del suono, avvolge e ti prende in tutto e per tutto. L'immagine. A quella puoi stare solo di fronte.

mercoledì 21 ottobre 2009

Lezioni di storia

Non una storia qualsiasi, la storia di Napoli in 10 incontri all'Auditorium Rai di Viale Marconi.
Stasera terzo appuntamento, va in scena la Napoli Ducale e Bizantina.

domenica 13 settembre 2009

“Lo cunto de lu mare - Storie di viaggio”

Dopo il successo del marzo 2008, la collaborazione tra l’Associazione Whipart Onlus e CMM – Compagnia Marittima Meridionale ha dato vita, per il secondo anno consecutivo, alla collettiva d’arte contemporanea “Lo Cunto de lu mare”.

Le “Storie di Viaggio” sono il tema affrontato quest’anno dagli artisti partecipanti, che esporranno le loro opere – dal 16 al 22 settembre 2009 – nella moderna e suggestiva cornice della Stazione Marittima di Calata Porta di Massa, nel porto di Napoli.

Sessantuno tra dipinti, sculture e fotografie, ma anche installazioni e tante opere realizzate con innovative tecniche miste racconteranno al pubblico “in partenza” la metafora dell’intimo viaggio dei trentasette autori scelti tra coloro che hanno partecipato alle selezioni. A loro disposizione un’eccezionale ed insolita vetrina, il porto, che realizza l’obiettivo di rendere l’arte fruibile anche al di fuori dei convenzionali spazi museali, in linea con le stazioni e le metropolitane dell’Arte.

Il vernissage della mostra si terrà mercoledì 16 settembre, a partire dalle ore 19. Tra gli ospiti della serata, anche il duo musicale “Il riso degli stolti” e “Il trio della posteggia”.

E per un viaggio nel virtuale, la mostra “Lo cunto de lu mare - Storie di viaggio” sarà anche su Second Life presso la Torre dell’arte alla CSW Island.

Dal 16 al 22 settembre 2009 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Stazione marittima CMM- Calata porta di Massa, Molo 18 – Napoli

Ingresso libero

Info e catalogo su www.whipart.it

giovedì 23 luglio 2009

Clau-dio! Clau-dio!

Nun se po' capì. Quando riesci a strappare i tuoi genitori agli impegni e riesci ad andare insieme a loro in una bellissima serata estiva nella splendida cornice della Reggia di Caserta ad ascoltare il concerto di Claudio Baglioni. Clau-dio, Clau-dio! intanto si affacciano le stelle, la musica è carica di ricordi e tutti e tre ci stringiamo e cantiamo canzoni che sono pezzi di storia, della nostra storia.
Poi io mi commuovo e piango come una fontana, mamma e papà si abbracciano come eterni fidanzati e Claudio canta la "mia" canzone! Una serata che non dimenticherò mai.

venerdì 17 luglio 2009

I miei vicini

Meritano un post tutto per loro, i miei vicini. Sono: Oronzo, la Bestemmiatrice e la Fumatrice.
Ineguagliabili. Mi auguro che non ce ne siano in giro di altrettanti esempi.

Oronzo ha la testa pelata ed è inevitabile accorgersi che è rientrato o che sta uscendo di casa. E' fondamentalmente rumoroso (a dir poco). Si sveglia al mattino e sbadiglia rumorosamente in pantaloncini sul suo ballatoio che confina con il mio. Se è in vena sputa oltre il cancello, in strada. Anche questa operazione viene fatta rumorosamente. Quando torna, con qualsiasi mezzo di locomozione, deve bussare forsennatamente "pe pe pe pe" e chiamare a gran voce la moglie che si chiede ancora "chi è?" (ma chi può essere se non questo bocconcino d'uomo che hai spostato?!).
Oronzo e signora hanno avuto da poco due gemelli, i bambini sono silenziosissimi, incredibile.

Sul lato sinistro di casa mia c'è la Fumatrice. Credo abbia la mia età, quando tiro su la tapparella al risveglio me la trovo sulla finestra a fumare con l'immancabile mollettone giallo nei capelli, che si mangia le unghie mentre tira una boccata dopo l'altra di fumo. Ha due figli. Infatti la prima immagine che ho di lei è di un pancione enorme, seduta su uno scalino a fumare. Non mi ha fatto una buona impressione, sin da subito. Da una settimana oltre ad urlare come un'ossessa contro i due pargoli e fumare ha un altro hobby per dar fastidio. Mette lo stereo a palla con i neomelodic singer e ci canta su a squarciagola. Mi viene in mente che è l'esatto prototipo di invitata alle cerimonie con cantante annesso. Di quelle che si sbracciano di fronte al pseudoartista e si fanno firmare gli autografi con foto ricordo. E' lei non c'è dubbio.

Dulcis in fundo c'è la Bestemmiatrice, potrebbe essere la madre della Fumatrice, hanno molto in comune. Ha uno stuolo di figli che non sono mai riuscita a contare (5-6, chissà?) si alza al mattino e bestemmia. Alterna la bestemmia alla sigaretta tutto l'arco delle 24 ore. Urlano per dirsi anche "passami il sale" in famiglia e la giornata è scandita da accesi dibattiti e scaramucce.

Insomma un bel vicinato, che non smette mai di sorprendermi (in negativo).
Vi state chiedendo perchè sono ancora qui? Amo il folklore.

lunedì 29 giugno 2009

Si cambia

Dove eravamo rimasti.
I referendum sono di nuovo miseramente falliti e Silvio tiene una fetta di elettorato.
Potrei riscrivere la mia tesi di laurea: Il fallimento dei referendum. Nulla di nuovo sotto il sole si potrebbe dire, se non fosse che in questo fine giugno il sole non s'è visto. Metereologicamente parlando. I weekend degli irriducibili della tintarella sono finiti in solarium ed io sono rimasta a studiare per uno dei 10 esami che mi mancano per concludere questa insignificante specialistica.
Così divago su questo blog per troppo tempo abbandonato, ma voluto e coccolato, in questo penultimo giorno di un piovoso e freddo giugno.

domenica 7 giugno 2009

Fenomenologia del mio voto

Una manciata di ore ci separano dalla chiusura dei seggi: amministrative ed europee. Massima espressione del governo multilivello.
In questa occasione le informazioni sono state scarse e cattive. Sappiamo tutto del collier di Noemi, non sappiamo niente del referendum del 21. Potenti mezzi di distrazione di massa.

Ho dovuto cercare la mia tessera elettorale nei meandri dei cassetti di camera mia, perchè non era insieme alle altre dei votanti di questa casa. La mia tessera si era autoesclusa.
E pronta a farmi timbrare il terzo spazio libero sulla cartoncino beige sono andata al seggio in una scuola che non conosco, di questo paese - il mio - che non frequento se non per i miei 80 metri quandri di casa e vialetto per la pipì del mio cane.

Cinque persone al seggio. A votare? No. Uno dice buongiorno, l'altro 'rno, uno prende la tessera, l'altro mette il tibro, 4 su 5 ti guardano per vedere se sei tu e l'ultimo ti apre la scheda e ti da la matita-simil-ikea (quest'ultimo è un gran lavoratore!).
A circa 150 euro ciascuno moltiplicato per il numero di seggi e delle scuole etc, i soldi dei contribuienti non razionalizzati si moltiplicano esponenzialmente. E vabbè.

Mi avvio alla postazione con il lenzuolo giallo delle provinciali e il fogliettino arancio delle europee. In alto una scritta con tanto di punto esclamativo nero su bianco: "non sovrapporre le schede!"
E voi fate presentare meno partiti così non devo portare un lenzuolo in cabina! mi verrebbe da scrivere sotto l'avviso, ma sorvoliamo.

Devo esprimere il mio diritto-dovere. Inizio dalle europee, su quello ho le idee più precise.
Chiariamo, non ho grandi perpessità in politica. So da che parte stare quasi sempre, e la politica non fa eccezione. Ma voglio calibrare bene il mio voto.
La prima X è fatta. Ripiego la scheda arancione e affronto la gialla.
Liste lunghissime e tanti simboli. Mi soffermo un attimo a riflettere sulla loro collocazione. Alcuni simboli mi rifiuto proprio di vederli. Poi un ultimo scarto fra pro e contro e vai con un'altra X. Richiudo il foglio e mi da la sensazione di una vecchia cartina stradale che non sai come sistemare.

Esco e imbuco foglio giallo nell'urna gialla e foglio arancio nell'urna arancio (facile no?), restituisco la matita e mi riprendo la tessera e la carta d'identità, poi mi rendo conto di essere stata troppo veloce e per questo ho tolto il da fare ai 5 che sono lì a braccia conserte.

Spiacente.
Arrivederci.
Arrivederci.

venerdì 5 giugno 2009

A ridosso delle elezioni

Tappano i buchi del manto stradale, i vigili escono dai bar e si posizionano sugli incroci, gli autobus passano più spesso e mettono addirittura uno specchio richiesto tre anni fa! In vista delle elezioni succede questo e tanto altro.
Evviva la caducità dei governi, elezioni tutti i mesi, per un Paese migliore.

sabato 30 maggio 2009

24 ore a Procida

Mica tanto piccola, anzi. E che sarà mai la google map indica 17 minuti dal porto al Faro, ma in salita. Procida è la più piccola dell'arcipelago napoletano: Ischia, Capri e Procida. Ha tante case colorate a tinte tenui che affacciano sul mare. Sembra che si spintonino a vedere chi arriva al porto.
E poi arriviamo noi. Occhiali da sole e sorriso, tutto sembra bello, tutto è lontano. Anche solo per 24 ore questa è la nostra isola.