Ore 8.00 Canillo si approssima al mio letto cercando di attirare la mia attenzione a suon di "woof" e grattatine. Se si arrende se ne va, altrimenti rimane lì a fissarmi dormire e con l'unico intento di svegliarmi.
Ore 8.30 La vecchiaccia con la suoneria isterica inizia a ricevere telefonate a cui risponde "Bronto?" e deve parlare esclusivamente sul suo balcone (in camera mia cioè) con la sua soave voce da strega di Biancaneve.
Ore 9.00 Ritiro sacchetti della differenziata con canto degli addetti incluso (mi sa che ricevono un incentivo, non si spiega).
Ore 10.00 Risveglio del pargolo e della relativa madre al piano terra. Il bambino si chiama Gennaro, lo so per certo, non posso sbagliarmi.
Ore 10.00-12.00 Sottofondo di aspirapolveri, sedie spostate e porte che sbattono. Relativa calma.
Ore 12.00-14.00 E' l'ora della pappa. Con urla di richiamo alla caverna per i cuccioli, sottofondo di Beautiful e Tg oltre i decibel consentiti dall'umana sopportazione.
Ore 14.00-16.00 L'ora preferita per Oronzo e consorte per il litigio. Anche loro che si apostrofano rispettivamente con epiteti irripetibili che di sicuro non sono "credino" e "perdindirindina" e lo fanno rigorosamente out door. Sennò che sfizio c'è. In alternativa ad Oronzo e consorte o in appoggio sinfonico agli stessi c'è il Tizio con la macchina verde pisello. Lui deve ricaricare la batteria della suddetta auto con il carburatore rotto, sotto la mia finestra. E per farlo il Genio la lascia in moto 2 ore. La sua scusante è che: micalofatuttiigiorni. Chiaro.
Ore 16.00-19.00 Mentre il bimbo, Gennaro, gioca con le pentole e i cuppini inizia alternativamente il torneo di calcio o la corsa in bici degli adorabili avanzi di galera formato mignon sparsi nel circondario. Sempre e rigorosamente sotto la mia finestra. Il rimbalzo del pallone è condito da chiacchiere allegre sulle mamme dei componenti delle rispettive squadre. Talvolta vengono coinvolte anche le sorelle nelle discussioni.
Ore 20.00 prima di cena e non avendo smaronato abbastanza, è sano e giusto prendere il motorino modello rumorosissimo e scorrazzare su e giù.
Ore 22.00 Dopo cena riprende il torneo o la gara. Senza sosta. Pecchè e' criature song e' dio.
Sono convinta che anche Hemingway ha scritto Il vecchio e il mare esattamente nelle stesse condizioni. Ne sono sicura, anzi mi invidia.
martedì 21 settembre 2010
sabato 11 settembre 2010
venerdì 10 settembre 2010
lunedì 6 settembre 2010
Avallone, Vespa, Murgia e décolleté
Nel paese delle veline-ministre, anche se una donna vince un premio culturale la si butta sul décolleté (Avallone). E se poi si non apprezza - la Murgia non ha gradito il modo con cui Vespa ha commentato la scollatura della collega Avallone - "non ha il senso dell'umorismo" (di chi governa questo paese).
Devono rifletterci le donne ma soprattutto gli uomini, in che contesto culturale siete cresciuti? e come ha influenzato la vostra percezione del genere femminile?
Tutta la faccenda su Corriere.it
mercoledì 1 settembre 2010
Buoni propositi
1° settembre, buoni propositi. Sgonfiare l'agenda da persone, impegni e indirizzi inutili, riempire le giornate di musica, mostre, passeggiate e affetti.
martedì 17 agosto 2010
Salite su e ppò a destra
Sono le 10.07 e mi trovo alla stazione della Linea 1 Museo, di Napoli. La mia è una città bellissima e c'è tanto da vedere. Le stesse stazioni della metropolitana di questa linea sono molto belle, in ognuna ci sono pezzi di arte contemporanea e vengono organizzati dei tour per vederle tutte.
Qui accanto ad una splendida statua greco-romana c'è una pensilina informativa. Mi chiedo quanto sia costata, cerco un pò di informazioni, trovo il minimo sindacale. Il bar - che vende anche biglietti - è chiuso. Per comprare i titoli di viaggio ci si deve servire di due emettitrici, su entrambe c'è scritto "Non da resto". Al varco oggi lavorano 2 persone e ho assistito a due scene poco edificanti. In una urlavano contro due ragazzi di colore colpevoli di non aver messo nel verso giusto e al primo colpo il biglietto, nell'altra a due turisti stranieri che chiedevano informazioni hanno risposto a gesti: "salite su e ppò a destra". E allora ancor più perplessi di prima hanno raggiunto le scale dicendo addirittura "grazie". Infatti, se mi guardo in giro non c'è una sola indicazione in inglese. Neanche "exit". E mi vengono in mente Berlino o Parigi dove l'emettitrice ti chiede se sei studente per farti lo sconto, Amsterdam dove gli stuart della Gvb ti indirizzano in perfetto inglese, Londra con i suoi mille "sorry/yo're welcome".
Su una parete brilla la targa dell'UE, questa stazione è costruita anche con il contributo europeo, accanto una mappa, mostra come sarà efficiente e integrata la rete di trasporti, fra un trilione di anni. Intanto la linea 6 (utilissima) resta chiusa fino al 5 settembre, la funicolare di Chiaia fino al 29 agosto, scendo dalla metro e il prossimo treno arriverà dopo 15 minuti.
Al varco mi guardano scrivere e si fanno più gentili con i turisti.
Mi consola la magnificenza del Duomo, con il Battistero di Giovanni in fonte (il più antico d'occidente), la Cripta di San Gennaro, la sala con i Cardinali. Mi rinfranca il caffè con foto all'altarino votivo a Maradona. Mi stupisce ancora una volta la bellezza della Chiesa di Santa Chiara e del suo Chiostro maiolicato. Per chiudere poi con la Piazza del Gesù Nuovo e un cartoccio prelibato con vino bianco fresco.
domenica 15 agosto 2010
Basilicata Coast to Coast

Quando ho visto il film di Papaleo ho pensato che fosse una figata fare a piedi da una cosa all'altra la Basilicata, attraversare quei piccoli paesini e perdersi in quegli ampi spazi. Ho pensato che fosse un ottimo modo per dire "c'è anche la Basilicata", fra la Puglia e la Calabria, ma c'è.
I ragazzi di Populorum Progressio sulle orme di Papaleo, Gassman, la Mezzogiorno e gli altri questa passeggiata la stanno facendo sul serio, per porre l'attenzione su un turismo sostenibile. Ne parlo qui, su Econote.it. E l'anno prossimo voglio andarci anche io.
giovedì 12 agosto 2010
I AMstedam
Mulini a vento, droga, tulipani, canali, luci rosse, patatine fritte, bici, Van Gogh e poco altro. Sono appena rientrata da Amsterdam. Due giorni per girarla sono già abbastanza. Ciò che la caratterizza è in realtà l'atmosfera. Una strana alchimia fra trasgressione e regole. Un equilibrio fra le donnine in vetrina della zona rossa (che tristezza) e gli autisti della GVB che salutano e ringraziano ogni passeggero che sale sul bus o sul tram. Fra gli spinelli dei coffee shop e il sorriso degli olandesi. Fra la libertà di costumi e la rigidità del non poter mangiare o bere sul tram. Fra la carta FSC dei biglietti del treno e i motorini sulle strisce pedonali. Una lingua a metà fra l'inglese e il tedesco, con suoni biascicati. Una città in cui puoi mangiare greco o indonesiano, ma non olandese. Una città vissuta e brulicante ma senza schiamazzi, giusto qualche cartaccia qui e lì. E tante ma proprio tante, tante bici. Troppe.
giovedì 5 agosto 2010
Sfogliatelle e domande
Ora so perchè la cattiva matrigna di Cenerentola aveva quella voce orribile. Esattamente per lo stesso motivo per cui una bella persona come Rosaria Renna ha una voce così deliziosa.
Vorrei non perdere nulla di questa giornata che si va spegnendo. So che non basterebbero decine di riprese e centinaia di fotografie a conservare anche le briciole di questi momenti. Sono sicura però che i ricordi belli lascino un solco profondo, come quello di un sorriso perenne.
La stanchezza piena della soddisfazione mi permette di continuare a scrivere anche se tra poco sarò sveglia da più di 20 ore. Mi fa compagnia lo sguardo vigile di Milo che mi aspetta per andare a dormire, paziente.
Forse toccherebbe affiancare il detto "gli occhi sono lo specchio dell'anima" alla voce. Ci rappresenta e ci racconta come le impronte digitali, uniche e irripetibili. Speciali, come una giornata tutta da raccontare.
Grazie.
(non c'è bisogno di aggiungere destinatari)
Vorrei non perdere nulla di questa giornata che si va spegnendo. So che non basterebbero decine di riprese e centinaia di fotografie a conservare anche le briciole di questi momenti. Sono sicura però che i ricordi belli lascino un solco profondo, come quello di un sorriso perenne.
La stanchezza piena della soddisfazione mi permette di continuare a scrivere anche se tra poco sarò sveglia da più di 20 ore. Mi fa compagnia lo sguardo vigile di Milo che mi aspetta per andare a dormire, paziente.
Forse toccherebbe affiancare il detto "gli occhi sono lo specchio dell'anima" alla voce. Ci rappresenta e ci racconta come le impronte digitali, uniche e irripetibili. Speciali, come una giornata tutta da raccontare.
Grazie.
(non c'è bisogno di aggiungere destinatari)
martedì 3 agosto 2010
Rullo compressore all'occorrenza
Che mese è stato questo luglio. Pieno, difficile, con punte di gioia.
Si è laureato uno dei miei cugini più cari, ho festeggiato il compleanno della mia metà (con la mia metà, piccoli particolari che in determinate situazioni diventano rilevanti), ho finito gli esami della LS. Ancora non riesco a crederci. E lo so che "gli esami non finiscono mai" ma il mio tributo di 24 esami contro i 12 di chi si iscrive adesso, io l'ho "pagato". Sangue e sudore. Svogliatezza e lavoro da fare. So anche perchè ce l'ho fatta. Ho una perla d'uomo che mi ascolta anche quando sono più insopportabile del solito e ho avuto i messaggi di in bocca al lupo di mia madre a sostenermi. Così all'ultimo esame l'ho mandato io a lei: "Grazie mamma, senza di te non ce l'avrei fatta".
Non nutro alcuna malinconia sul fatto che non starò più di fronte a una persona che deve esaminarmi con il libretto universitario, anzi. Ma magari è una sensazione momentanea.
Adesso lavoro alla tesi, piano piano prende forma.
Altre cose di questo luglio appena trascorso? Novità per Econote.it nei prossimi mesi.
E poi ho tagliato dei rami secchi, ma questa è un'altra storia.
Eccomi, rullo compressore all'occorrenza.
Si è laureato uno dei miei cugini più cari, ho festeggiato il compleanno della mia metà (con la mia metà, piccoli particolari che in determinate situazioni diventano rilevanti), ho finito gli esami della LS. Ancora non riesco a crederci. E lo so che "gli esami non finiscono mai" ma il mio tributo di 24 esami contro i 12 di chi si iscrive adesso, io l'ho "pagato". Sangue e sudore. Svogliatezza e lavoro da fare. So anche perchè ce l'ho fatta. Ho una perla d'uomo che mi ascolta anche quando sono più insopportabile del solito e ho avuto i messaggi di in bocca al lupo di mia madre a sostenermi. Così all'ultimo esame l'ho mandato io a lei: "Grazie mamma, senza di te non ce l'avrei fatta".
Non nutro alcuna malinconia sul fatto che non starò più di fronte a una persona che deve esaminarmi con il libretto universitario, anzi. Ma magari è una sensazione momentanea.
Adesso lavoro alla tesi, piano piano prende forma.
Altre cose di questo luglio appena trascorso? Novità per Econote.it nei prossimi mesi.
E poi ho tagliato dei rami secchi, ma questa è un'altra storia.
Eccomi, rullo compressore all'occorrenza.
venerdì 30 luglio 2010
Una volta sì, ora non più
Ma lo spiego domani. Forse.
sabato 17 luglio 2010
Polvere e carta
Carta di tutti i tipi. Biglietti del cinema di come non se ne usano più, scontrini su cui oramai non leggi più cosa hai comprato, biglietti dell'autobus che costavano ancora 0.77 centesimi. Il primo giorno delle superiori, il primo giorno dell'Università, la Licenza media presa nel '97-'98, il primo esame: 9 ore d'attesa. E poi lettere, tanto inchiostro a ricoprire fogli letti più di una volta, spiegazzati e colorati, sui quali adesso - passati 5,6,7 o 10 anni - cerchi di scorgere gli elementi giusti a farti venire in mente cosa succedeva allora. Chi eri, cosa facevi, cosa ti aspettavi dagli anni che sarebbero venuti e se poi questi anni hanno veramente portato tutto ciò che ti aspettavi.
E allora polvere, carta e qualche lacrima, per i biglietti di mamma "Buon pranzo". E anche qualche smorfia a pensare che nell'età dell'incoscienza stavi con uno che scriveva "stra ordinario" e "inpazzire". Mi chiedo se poi sia andato avanti e mi interrogo sulla provvidenza del mio giudizio successivo. E ancora fiori secchi schiacciati, cuori di plastica sgonfiati. Parole su parole che il tempo non svuota di significato anche se se le è portate via.
Cuori, nastri e malinconia in una scatola verde lunga che stava sull'armadio coperta di polvere, fino ad oggi.
sabato 3 luglio 2010
Non piangere coglione, il nuovo libro ISBN
Maternità, differenze di genere surreali e divertenti. L'ho letto tutto in un giorno. Mi ha divertito e rapito questo libro appena uscito per ISBN.
Una storia surreale nella quale il lettore cerca di capire quanto ci sia di vero nelle differenze descritte fra uomo e donna. Andrea - il protagonista - è appunto un coglione ma si finisce con il comprendere anche la sua follia e ad apprezzarlo così com'è. In realtà è Lena la vera protagonista, il punto fermo della vicenda, forse ancora più matta di lui.
L'autore è Amedeo Romeo e questo è il suo primo romanzo.
Una storia surreale nella quale il lettore cerca di capire quanto ci sia di vero nelle differenze descritte fra uomo e donna. Andrea - il protagonista - è appunto un coglione ma si finisce con il comprendere anche la sua follia e ad apprezzarlo così com'è. In realtà è Lena la vera protagonista, il punto fermo della vicenda, forse ancora più matta di lui.
L'autore è Amedeo Romeo e questo è il suo primo romanzo.
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