martedì 3 maggio 2011

Bin Laden: la foto

Vivo, morto. Foto vera, finta. Chissenefrega.
Ad ogni modo è stato di pessimo gusto pubblicarla.
Qui Sofri.

domenica 1 maggio 2011

Domande senza risposta


Se penso all'immagine di un lavoratore mi immagino una tuta blu, con le mani sporche e screpolate, un panino nella borsa e tanto sonno arretrato. Uno di quelli che non va alle Maldive e che non si fa il problema se la frutta della sua macedonia è tagliata grossa.
Se penso ad un lavoratore chino il capo al mio panettiere. Mi alzo alle 7 e lui è già alle prese con farina e acqua da ore, eppure quando la sera passate le 7 (di sera) gli chiedo se posso entrare a prendere una ciabatta mi sorride lo stesso.

Chi non si sporca le mani, chi raggiunge tutto facile, non mi sa di lavoratore. Sarà un retaggio politico e culturale.

Eppure adesso che senso ha festeggiare il primo maggio? Lo festeggio anche io? Festeggio adesso un lavoro precario che limita il mio orizzonte a 3-6 mesi? Che paga poco un aver investito tanto mio e dei miei genitori?

Un ricercatore che studia tutta la vita se è borsista (se lo è) porta a casa a fine mese meno di mille euro, uno spiantato famoso per essere famoso sta 2 ore in una casa piena di telecamere e poi fa le serate in giro. Prende fino a 10.000 euro. Dov'è la nostra uguaglianza sociale? Dov'è il criterio meritocratico in questo strampalato paese?

Che (mi autocensuro) c'è da festeggiare oggi in Italia?

Woityla e Pinochet

E va bene Wojtyla con Pinochet. Ma anche io ho una foto con D'Alessio in fondo a qualche cassetto.

martedì 26 aprile 2011

IC Reggio Calabria - Milano Centrale

Quanta varia umanità attraversando lo stivale in lungo.
Scopri città nuove e sconosciute che ti sembra siano lì solo per i fumatori con la testa in fuori e il resto del corpo nel vagone, che aspirano una boccata di sigaretta prima che il segnale sia verde.
Dialetti e stereotipi si mischiano. Ascolti pezzetti di storie, racconti divertenti e ti allontani da casa.

sabato 23 aprile 2011

Che te costa a venì ccà?

Pane e sogni


Datemi il pane e i sogni e sarò felice. Se non mi date sogni dovete darmi tanto pane da riempirmi la pancia e stordire le aspirazioni. Se mi date sogni posso anche saziarmi di quelli.

venerdì 22 aprile 2011

Era solo un anno fa

"Chissà quando l'apriranno", si rideva, si scherzava sui lavori in corso nella piazza della Camera di Commercio, parlando della nuova fermata della metropolitana e cercando di sovrastare il rumore dei lavori. Era qualche giorno prima di Pasqua e un bel sole caldo rasserenava la pausa pranzo e noi un pò in anticipo sui tempi condividevamo un tortano (o casatiello?) mangiato nei fazzoletti di carta.
Era solo un anno fa.

lunedì 18 aprile 2011

Gessetti colorati


Mia mamma e mio padre sono stati qui da me. Ho potuto chiacchierare seduta sul marciapiede del negozio d'animali sotto casa con papà, raccontare a mamma che quando torno dal lavoro trovo i disegni dei bambini sulla strada che mi riporta a casa, fatti con i gessetti colorati.
Mi hanno riempito frigo, dispensa e il cuore, tanto.
Ero presa da una grande frenesia ed energia. Mio padre ha reso funzionante in casa tutto ciò che non lo era e - pensavo - non lo sarebbe mai stato. Mamma ha sistemato fiori e piante muovendosi fra le stanze come se le conoscesse da sempre, senza sbattere contro gli spigoli delle porte, come continuo a fare io dopo due mesi.

giovedì 17 febbraio 2011

In un frullatore

Fra il brivido della novità e la mancanza d'approdo. In strade che non sono le mie e che i miei occhi vedono per la prima volta mi copro le orecchie con la musica di cd che ho lasciato a casa mia per sentirmi più al sicuro. Sotto a uno scanner perennemente a passare in rassegna le facce cercando di memorizzare nomi e ruoli. Vestiti non stirati e letti singoli da condividere per svegliarsi stanchi. Sorridendo a un raggio di sole che si fa spazio sotto questa patina da grattaevinci e arriva a te.

sabato 22 gennaio 2011

Le cose che restano


La più bella fiction Rai degli ultimi anni, con giovani attori bravissimi. Punte di diamante Paola Cortellesi e Claudio Santamaria.

martedì 18 gennaio 2011

Lì dove ti avevo lasciato

Probabilmente potrà sembrare presuntuoso e arrogante, ma c'è una riflessione che tendenzialmente ricorre, visto che sono continuamente alla ricerca di persone che ne sappiano più di me da cui imparare e quindi mi confronto sempre e comunque con chiunque. Se questa considerazione - tutta sul mio modo di vivere - la associamo alla possibilità di recuperare contatti persi o di vedere un pò "a che punto sono gli altri", data dalle nuove piattaforme e tecnologie con cui comunichiamo, forse si inizia a capire dove voglio andare a parare. O forse no.
E' che dovendo sempre evolvere, cambiare, reinventarmi, crescere, professionalizzarmi quando vedo altri rimasti dove li avevo lasciati in fatto di amicizie, abitudini, modo di fare...
Devo andare, ho un nuovo lavoro da fare.