martedì 8 aprile 2008

Comunicato stampa, 9 Aprile, ore 17.15


Un mese dopo l’incontro con Raffaele Del Giudice, responsabile regionale di Legambiente e protagonista del documentario Biùtiful cauntri, “Notecologiche”, programma di F2 Radio Lab , della Federico II, dedicato ai temi ambientali e in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del mare invita ai propri microfoni Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori “G.Pascale” di Napoli.

Dalla mozzarella di bufala alla diossina, fino alla percentuale di tumori nel nostro territorio, le domande da porsi sono infinite. Ai microfoni di F2 Radio Lab le risposte a tutti i dubbi e i quesiti.

L'appuntamento, è per domani, mercoledì 9 aprile, alle ore 17.15, al termine del “Workshow”. Inviate le vostre domande all’ospite all’indirizzo notecologiche@gmail.com.


lunedì 7 aprile 2008

Paolo Virzì firma “Tutta la vita davanti” una commedia sulla scottante tema del precariato giovanile. La protagonista è Marta, palermitana, laureata con lode e abbraccio accademico in filosofia a Roma. Il mondo accademico e quello editoriale post-laurea non le spalancano le porte, anzi. Marta si troverà ad essere “scelta” in metropolitana da Lara come sua baby-sitter. Sarà la mamma-sbandata della bambina, Sonia, interpretata da Micaela Ramazzotti, a introdurla alla Multiple.

La Multiple è una grossa agenzia di vendita tramite call center, un perfetto microcosmo autonomo e autosufficiente finché le vicende personali dei protagonisti non lo fanno scricchiolare sotto la pressione dello stesso sistema e poi definitivamente implodere. I balli, i canti, i premi e i larghi sorrisi dell’inizio culminano in uno psicodramma collettivo.

Bravissimi gli attori del cast, da una sorprendente capo-reparto interpretata da Sabrina Ferilli, Daniela, al sindacalista volenteroso ma sfigato Giorgio Conforti di Valerio Mastandrea, passando per il fragile Lucio 2 interpretato da Elio Germano.

Una commedia agro-dolce, dove si ride e si piange e nella quale non si può evitare di immedesimarsi.


M.Sans.

sabato 5 aprile 2008

Aspettando il voto

Ero piccina e a votare si andava in bici, lì sì che si poteva.
Tutto il vicinato allegramente al seggio, e il seggio come un luogo religioso da rispettare.
Seppure dotato di scatoli di cartone e matite il significato di quel gesto di mamma e papà era profondamente importante.

Sono passati gli anni, ho cominciato a razionalizzare questa mia ammirazione per la politica, a capirci qualcosa in più. Ho cambiato città nel frattempo.

C'è stato un tempo - quello del proporzionale - in cui a casa mia ci si rallegrava in percentuali di crescita infinitamente piccole. Mi ricordo l'attesa di quei risultati di sera, la tv accesa.

Sono arrivati poi una sfilza di referendum falliti perchè pochi, troppo pochi, italiani erano andati a fare questa gita al seggio. E come un ciclone di disgusto è arrivata Tangentopoli.

Il sistema politico si è polarizzato sempre di più. Le coalizioni e i partitini si mettevano d'accordo prima delle elezioni, e meno male, dopo erano litigi comunque. Al cospetto di un panettone o di una colomba cadevano i governi: 6 mesi, un anno, qualcuno è arrivato addirittura a concludere una legislatura intera. Uno per la precisione. Lui, l'uomo nuovo, il self-made-man. Direttamente dalle navi da crociera alla presidenza del consiglio attraverso sondaggi e marketing.

Montanelli diceva che abbiamo bisogno di un vaccino anti-berlusconi. Dobbiamo provarlo dappertutto, dal Parlamento alla Presidenza della Repubblica per sviluppare un antidoto.

Manca una settimana alle elezioni, e una domanda mi assilla.
Gli Italiani ne hanno avuto abbastanza?


Stereotipi made in Italy

Tutti lo vogliono, il dominio pizza.com.

Sarkò mi sei piaciuto

"Dialogo con il Tibet o non verrò", il presidente francese adotta la linea dura con Pechino.

mercoledì 2 aprile 2008

Vederla sonnecchiare e accorgermi che è bella

Stamattina era così presto che i posti auto erano tutti liberi a via Caracciolo.
Mi sono goduta il lungomare e il timido sole sempre più caldo.
Senza il cicalare, i clacson, il caos consueto, la cartolina del Castel dell'Ovo che si stagliava sull'azzurro del cielo di aprile, mi ha commosso.
A volte verrebbe da accarezzarla questa città, non è certo colpa del Golfo se siamo messi in questo modo.
Com'era? Napoli è un bel presepe, sono i pastori... (che lasciano a desiderare).

Una foto con Trombetti

Non ha prezzo.

lunedì 31 marzo 2008

Manifesto ammiccante, ti aspetti che si rida, sorrida, per passare una serata diversa. Mentre vedi Grande, Grosso e... Verdone rimpiangi Bianco, Rosso e Verdone di tanti anni prima.

Quei personaggi erano insoddisfatti, sfortunati, stereotipi di un modello italiano di
(in) successo, ma non patetici e privi di originalità nonchè spessore come quelli dell'ultimo film firmato da Verdone.
Non si ride nè si sorride.
I tre episodi si aprono e si chiudono senza intrecciarsi. I primi due sono tristi e brevi, il terzo e più lungo, a metà fra Viaggi di nozze - sempre di Verdone - e i cine-panettoni degli ultimi anni.

Una famiglia romana va a Taormina per ritrovarsi. Madre, padre e figlio adolescente. Sono personaggi che abbiamo già visto, l'unica differenza è che lì lo facevano strano. Stereotipi già visti, anche con gli stessi attori, Carlo Verdone e Claudia Gerini.
La rivisitazione sta nell'aggiungere elementi che per forza di cose erano assenti negli scorsi film, le videocamere per ogni minimo evento meglio se costruito, telefonini e bizzarre suonerie annesse, reality e tutto l'inventario della televisione trash.
Grande spazio in questo film anche per il denaro e la prostituzione, meglio se intrecciati fra loro.

Se avete resistito alla tentazione di vederlo fino ad adesso, non mollate, glissate a favore di altre pellicole.

M.Sans.

giovedì 27 marzo 2008

Milano, Rho, Magenta... Un anno dopo

Posto questa cosa che ho scritto esattamente un anno fa.

Mi strappa anche un sorriso leggerla, sembra un'altra vita a guardarla adesso. E' la mia città di cui parlo, ma a parte questo non provo nostalgia.

Questo post è un estratto di un vecchio blog che mi chiesero di curare per il forum non ufficiale della facoltà. In questo Diario di bordo ho descritto l'ultimo percorso verso la laurea, difatti si chiamava "Spingersi più in là ed afferrare un sogno: la laurea". Con questo blog è nata LeMilleBolleBlu.

Son tornata, non per il motivo, che io avrei voluto ma son tornata. Quel cartellone blu, rettangolare con la scritta in bianco "Novara" per me, è diverso da tutti gli altri.

Ho lasciato davanti alla porta dell'Eurostar Napoli e adesso sono qui - mi son detta - mentre l'aria frizzante della sera mi pungeva le guance.
Prendo il mio bagaglio leggero e scivolo via, sottopassaggio, e poi di nuovo fuori. Lì, mentre aspetto che arrivi l'autobus numero 7 mi viene in contro sorridente un bimbetto di colore con gli occhi grandi, mi saluta, gli sorrido.
E' il mio "benvenuta".
Non sono stanca, non mi hanno stremato le 7-8 ore di viaggio, anzi, più mi avvicino alla meta e più mi sento forte e decisa, più mi sento meglio.

Abbandono l'autobus e imbocco il divieto d'accesso, salgo i 4 piani e il calore dei termosifoni centralizzati si fa sempre più forte, acuito dalla fatica. Arrivo sulla porta decorata con il decoupage, sorrido di nuovo, può essere solo sua questa porta.

Apre, ha gli occhi felici, gli inconfondibili capelli rossi e la voce squillante. Mi abbraccia con il braccio "buono" quello sinistro. Io tiro un sospiro di sollievo, finalmente la vedo, vedo lei, il suo stato d'animo, la sua enorme ferita chiusa da 48 graffette, che orgogliosa subito mi mostra. Posso esserci, essere il suo braccio destro, la sua confidente negli attimi di sconforto, posso farla sorridere. Essere amica, figlia e nipote. Almeno per un pò.
"Comme staje?"
"...Ora sto meglio zia...".

Tanto gentile e tanto onesta pare...

Cappottino grigio, capelli raccolti e mani giunte per la First lady francese, Carla Bruni, al cospetto dei sovrani d'Inghilterra.
Qual'è il messaggio subliminale?

lunedì 24 marzo 2008

Mettiamoci la pancia

Ma anche tutto il resto quando si parla di legge 194 (www.nontoccarla.it).
La 194 non si tocca.
Semmai dobbiamo rivedere una legge, quella è la 40 sulla fecondazione umana assistita, che fa acqua da tutte le parti, è solo un groviglio di divieti e ostracismi. Dalla sua entrata in vigore sono solo aumentate le gravidanze plurigemellari ed è diminuita l'efficacia della tecnica (fonte Ministero della Sanità, luglio 2007).
Mi chiedo, chissà quanti bambini fortemente desiderati non sono nati, non lo sapremo mai.

Federconsumatori

Due link interessanti da Federconsumatori: "Di fronte a questa tragedia, in Italia, non esiste più il nord, il centro e il sud. Siamo tutti napoletani" qui e "oltre all'ambiente risparmi per almeno 1.2 miliardi di euro" qui.
Inserisco fra i preferiti.

domenica 23 marzo 2008

Le poesie di Massimo

Enzo Decaro, amico e collega del compianto Massimo Troisi, ha messo in musica 12 poesie scritte nel 1975. Un modo per ricordare un napoletano che non dimenticheremo mai.


"A volte i versi gli venivano di getto, altre volte preferiva tornarci su per conto suo, li cancellava, li correggeva, me li rimandava. E io a lui, all'infinito. Ho conservato queste nostre carte per così tanto tempo; poi, improvvisamente, è accaduto un piccolo episodio, qualcosa che mi ha fatto cadere addosso la necessità di affrontare quel capitolo della nostra vita. Ho sentito l'urgenza di rendere nota una pagina importante e ancora inedita della carriera artistica di Massimo. Per me è stato un po' come finire "un compito di testimonianza" di cui sono solo per caso il protagonista di servizio, il tramite per offrire al pubblico, soprattutto a quello più giovane, le prove del grande valore poetico di Massimo. Quello venuto fuori completamente con Il Postino".


Qui trovate la commossa intervista a Enzo Decaro che chiude così:
"Adesso, con queste canzoni, attraverso un percorso circolare e perfetto, si è finalmente chiuso in cerchio il ciclo poetico di Massimo".


Rai analogica

La Rai non è sinonimo di avanguardia e nuove tecnologie. Alberto Contri di RaiNet se ne va sbattendo la porta e lasciando un dossier spigoloso.