sabato 31 maggio 2008

Ciao Lorenzo

E' morto Lorenzo Odone, il ragazzo affetto da una grave malattia genetica, vissuto vent'anni in più rispetto alle previsioni dei medici grazie alle cure dei genitori che per lui hanno inventato "L'olio di Lorenzo". La vicenda aveva ispirato anche un commovente film con Susan Saradone e Nick Nolte.

Napoli. Cosa, dove e quando

Ultimo sabato di maggio, finalmente arrivano le belle giornate e inizia questa lunga estate napoletana. Sì , ma qual è l'evento da non perdere, il concerto a Napoli a cui non puoi mancare, la mostra più interessante, il locale più cool della movida partenopea?
Non ti crucciare, c'è nano. Devi solo trovarlo.
Qualche indizio: è piccolo, è colorato, è attraente, è vivace.
Ti accompagna di giorno e ti diverte la sera.

mercoledì 28 maggio 2008

Convince e colpisce “Il Divo” di Sorrentino

Giulio Andreotti è l’asse gravitazionale della vita politica italiana. Era presente all’Assemblea Costituente, a cui partecipò a soli 29 anni. Classe 1919, Andreotti, ha ricoperto decine di volte la carica di Ministro (Interni, Esteri, Tesoro) e ben sette volte la carica di Presidente del Consiglio, fino a diventare Senatore a vita nel 1991. Una figura misteriosa e imperturbabile che il regista de “Il DivoPaolo Sorrentino ha voluto rappresentare in 110 minuti di film maestosamente diretto che gli è valso il premio della giuria all’ultimo Festival di Cannes.

L’attore protagonista è lo straordinario Toni Servillo, di cui si riconoscono a stento gli occhi sotto la trasformazione operata per renderlo Guilio Andreotti. Quasi tutto il tempo la telecamera è schiacciata su quei tratti riconoscibilissimi, e quanto più preme sul personaggio più lui rimane immobile, perennemente pacato, come se tutto gli scivolasse addosso come la lunga sequela di omicidi e di suicidi che la regia non lascia intendere ma mostra nella sua crudezza.

Il film inizia con un glossario: Brigate Rosse, Democrazia Cristiana, Loggia P2, Moro Aldo e ripercorre i fatti della storia italiana degli ultimi quarant’anni attraverso Andreotti che tiene le fila direttamente o indirettamente di tutto quello che nel paese accade. Accanto a lui Paolo Cirino Pomicino (interpretato da un convincente Carlo Buccirosso), Aldo Moro, Totò Riina, Giuseppe Ciarrapico, ma anche la moglie Livia e la storica segretaria Enea, due figure femminili chiave nella vita del vero statista.

Il ritratto di questo uomo politico è tratteggiato attraverso gesti metodici e reiterati, l’aspirina per il perenne mal di testa, i movimenti delle mani, i passi lenti, le battute ironiche. Solo sulla fine del film emerge l’uomo Andreotti, con un lungo monologo in cui – sconcertante per la figura curva che conosciamo – usa dei toni accesi. “Le reazioni incontrollate ci imbarazzano ma ci confortano perché ci ricordano che siamo umani” questa è la frase emblematica della figura di Andreotti tratteggiata da Sorrentino.

Presentazione per la stampa de "Il divo" di Paolo Sorrentino

lunedì 26 maggio 2008

Jova al Palamaggiò di Caserta

E' una girandola di emozioni anche solo il ricordo di questo concerto.
Ventimila spettatori per la data campana del Safari Tour 2008, ad intrattenerli prima dell'inizio del concerto la Jova Tv sul megaschermo. Fuori uno stuolo di parcheggiatori da 5 euro a macchina in questo posto un pò dimenticato da tutti e i bagarini, che sembrano essere abbastanza onesti, 40 euro per un biglietto acquistato all'ultimo momento con sconto comitiva per chi si presenta in massa. Il costo del biglietto era di 32 euro con prevendita, ma andava acquistato prima che venissero tutti esauriti a un paio di settimane dalla data.

Ore 21.30, precisissimo Jova appare sul megaschermo dal backstage, saluta, sorride e si racconta. Ha dovuto ricorrere alle iniezioni miracolose di una dottoressa casertana per poter salire sul palco per una distorsione alla caviglia, infatti saltellerà tutto il tempo su e giù con una gamba sola. Da dietro le quinte attacca "Bella" il pubblico si scalda ed è solo l'inizio. Jova sale sul palco con una giacca dai profili luminosi, intorno tutto tutto buio. Stupendo. E' iniziata la festa, "voi sarete il mio antidolorifico magnifico", e i primi pezzi sono tutti tratti da "Safari". Fra le prime anche "A te" l'erede naturale della canzone d'amore d'eccellenza. Molte coppie sugli spalti e gli occhi sono tutti un luccichio.

Jovanotti riesce a coincolgere tutto il pubblico, chi ha un posto a sedere raramente ne approfitta, è coinvolgente, è energico, e non fa sentire nessuno solo anche con la caviglia che - si vedeva - gli faceva un gran male. Si cambia parecchie volte: cappellino da ragazzo fortunato, giacca luminosa, frak sul finale. Tanti cambi anche per le luci e per la scenografia.

Condensati in due ore di spettacolo vent'anni della sua carriera, da Chissà se stai dormendo, all'Ombelico del mondo, da Serenata rap, a Mi fido di te, da Falla girare a Ragazzo fortunato, da Tanto a Penso positivo. E da Safari A te, In orbita, Safari, Fango, Mezzogiorno, Dove ho visto te e Come musica.

Ma c'è anche spazio per un tributo a Napoli da leggere fra le righe, Jova va nel punto più centrale del palco, in mezzo alla folla, prende un foglietto e canta "Terra mia". Tutto un brivido anche adesso a ripensarci. Alla fine, in frak lui e la sua band, dice: "vi voglio bene, mi avete accolto come un fratello e io vi voglio bene. Voi vi aspettate che io vi dica qualcosa [un cartellone durante il concerto diceva "No alla discarica"] io non vi dirò niente, perchè per cambiare per superare le cose ci vuole passione e voi siete maestri di passione, ed io non vi devo dire niente".

Che dire Jova cittadino onorario di Napoli, della Campania. Il safari Tour inoltre, in collaborazione con Eni e AzzeraCO2 è a zero emissioni, saranno piantati oltre 2.500 alberi in tutta Italia.
Anche noi ti vogliamo bene Jova!

Ps Per le foto attendo che Antonio a cui ho regalato i biglietti me le mandi. Nel frattempo potete leggere anche quanto sono entusiasti del concerto lui, e Gennaro. Miei compagni di viaggio in questa bellissima serata.

sabato 24 maggio 2008

Ore 13, 24 maggio, Marano

La rotonda "Rosa dei Venti" di Marano è ancora piena di persone, diverse le voci su quello che sia successo, discordanti le cifre sui contusi dall'una e dall'altra parte.
Le camionette della polizia hanno leggermente arretrato.
Un albero è stato abbattuto. L'autobus che ieri sera occludeva il passaggio verso la Cupa dei Cani è stato tolto.

Sul modo con cui la televisione continua a parlare delle cose che qui accadono ci sarebbe da discutere a lungo. Studio aperto ha fatto vedere una giornalista ai bordi di una strada libera che ha chiamato "Chiaiano".

Tutti indisciminatamente sui Tg nazionali continuano a chiamare Chiaiano questa rotonda "Rosa dei Venti" dove infuria la protesta, che è Marano al confine con Mugnano. Tant'è che il sindaco di Chiaiano qui non si è visto e sono stati intervistati i sindaci di Marano e Mugnano.

M.Sans.

Ore 11.00, 24 maggio 2008

L'elicottero sulla nostra testa. La tensione contro la discarica di Chiaiano, nei paesi circostanti: Marano, Mugnano, continua.

Faccia a faccia con i militari del presidio di Marano

Sono appena tornata dal presidio di Marano. Fa freddo, quel freddo che in questo insolito maggio ha permesso di scongiurare le epidemie con i cumuli di spazzatura per le strade.
Il blocco è imponente a dimostrare che lo "Stato c'è". Una ventina di poliziotti nella strada che porta alla "Rosa dei Venti" di Marano, quattro camionette di traverso occludono il passaggio. Chi è in là è in "piazza" chi è al di qua non può arrivarci e viceversa.

Il tono di questi poliziotti è giustamente autoritario, sbarrano la strada. Il loro equipaggiamento non l'ho mai visto da vicino, fa molto assetto da stadio. Davanti a me ce ne sono per la precisione due, uno navigato ma la fisionomia del buon padre di famiglia, l'altro è un ragazzo più giovane con la faccia pulita. E' soprattutto in lui che si vede il disagio dall'inizio.

A mano a mano un piccolo gruppo affolla quell'entrata che presidiano e inizia il chiacchiereccio. Passano i minuti, le ore, il piccolo gruppo si assottiglia, gli argomenti sono la politica, lo Stato, la raccolta differenziata che non parte, ognuno dice la sua e a volte gli animi si scaldano in questa serata così fredda. Sandro Ruotolo va via con il suo staff, sono le 23.30.

Rimaniamo solo noi, mio padre, mia madre e i due poliziotti. Il poliziotto giovane racconta della Cecenia, quello maturo del suo stipendio da fame. Non vorrebbero stare da quella parte della barricata ma non è pensabile neanche una totale anarchia o il blocco delle strade così come va avanti da settimane. E' inevitabile pensare anche a quanto sia duro per loro tutto questo.

Oltre il cordone si alternano al microfono diverse persone su questo "Titanic" diventato un palco.
La notte scende, il freddo pure. L'unica concretezza è che la situazione è molto grave, per tutti.

M.Sans.

venerdì 23 maggio 2008

Guerra Civile anti-discarica a Chiaiano

Ore 20.00 - Un elicottero rimane fisso su un punto ben noto. Il rombo delle sue pale rende l’aria pesante, tesa, nulla in confronto a quello che si sta consumando un po’ più in là. Un primo cordone di polizia in tenuta antisommossa transenna la grande arteria stradale che porta alla rotonda “Rosa Dei Venti” di Marano. Sono poliziotti grandi, navigati, compatti non lasciano passare nessuno e si chiudono come un contagocce sempre più stretto.

Riusciamo ad arginare il primo blocco, siamo del posto e conosciamo un piccolo vialetto sterrato che bypassa il Bivio di Mugnano chiuso. Siamo più vicini al sit-in adesso. Scavalchiamo un cancello e ci troviamo al di là di quella che è stata battezzata “piazza”. Non lo è e non lo è mai stata, questa rotonda era chiamata il “Titanic” adesso sarà ribattezzata. Centinaia di persone la riempiono.

Un autobus è stato messo di traverso all’imbocco del Poggio Vallesana, dove da settimane c’è il presidio anti-discarica. La folla prosegue a perdita d’occhio verso il Corso di Marano, riempie gli spazi lasciati liberi dalla rotonda e si ferma troncata da un cordone di Poliziotti, Guardie di Finanza e Carabinieri. Questi sono più giovani del primo troncone, forse vorrebbero essere al di là della barricata, rimangono immobili. Cittadini e cittadini, separati da scudi e manganelli.

Il capopopolo è giovane ha un foulard colorato al collo, urla con il megafono di stare seduti. Qualcuno si sente male e cercano di fargli spazio, le guardie non arretrano e la tensione sale. Dopo un po’ – un po’ troppo – arriva l’ambulanza e le camionette sono costrette ad arretrare per farla passare. I manifestanti fanno passare le donne avanti, a loro il compito di fare da prima barriera.

Quelle madri possiamo star certi che da lì non si schioderanno.


M.Sans.

giovedì 22 maggio 2008

E' finito l'anno scolastico

Ovviamente per me. Ho salutato i ragazzi del doposcuola, alcuni sospirando e con sollievo altri con un pò di magone. A settembre piccerì.

mercoledì 21 maggio 2008

Barricate che non fanno rumore

Mi sono accorta di non aver postato qui, un mio pezzo del 5 maggio. Ma lo trovate anche su Notecologiche, sul Corriere del Mezzogiorno.it, su Internapoli.it e sul Denaro.it. Un pò in giro insomma.

Il bivio di Mugnano è il crocevia fra il centro e la periferia di Napoli. È un punto nevralgico. Lì confluiscono dalla zona ospedaliera, dall’hinterland formato da paesetti o cittadine come Marano, Calvizzano, Villaricca Giugliano, per andare o venire dal centro. Da lì in poi è Napoli.

Eppure da una settimana il bivio è transennato in lungo e in largo da cassonetti rovesciati, scie di rifiuti e striscioni fatti con lenzuola bianche. Qui e lì spunta sfacciato qualche divieto d’accesso.

Una processione silenziosa si muove lenta ai due lati della grande arteria – Santa Maria a Cubito – che collega la periferia con la metropolitana Collinare. Ci si rassegna in breve anche ad arrivare a piedi alla metro per andare a scuola o a lavorare in questa città, anche se dista un km. O a dover macinare km in più in macchina per arginare questo enorme ostacolo. Nessun autobus delle linee 162, 163, 164 e 165, può valicare la maleodorante barricata e quindi ci si arrangia. Tutto frutto della montante protesta contro la “Mega-discarica” nelle Cave di Chiaiano. E più cresce la protesta più su di essa cade il silenzio. Silenzio dei governanti, silenzio dei media, silenzio di chi s’incammina per non litigare con gli uomini dei presidi. E mi chiedo a che cosa serve che la stazione di Chiaiano della metro sia blindata dalle camionette della polizia, se tutto lo scempio e il disordine me lo sono lasciata alle spalle non più di 500 metri prima.

Uno striscione accoglie chi arriva da Napoli “Mugnano resiste” mentre un bambino sul cartellone pubblicitario fa la faccia sorpresa e sbigottita.


M.Sans.

Festeggiamenti del 20 e del 21

Il 20 e il 21 maggio ho dei compleanni importanti da festeggiare. Auguri al mio splendido e ineguagliabile papà.
Auguri alla mia amica di sempre Noemi, auguri cuginone e auguri nonno.

Auguri ai miei festeggiati del 20 e 21 maggio. Finisco la torta.

Incredibile

Pare che al Vomero non vogliano Roberto Saviano come inquilino.

Scatta che ti passa

La macchina fotografica è sulla panchina assicurata da un filo (non si sa mai), un biglietto invita ad utilizzarla. Accomodatevi e scattate, potreste scoprire di essere degli artisti. Non si sa mai.

Attenzione ai giavellotti

Un fotografo è stato infilzato alla gamba da un giavellotto, ma con professionalità e self control ha continuato a scattare. Solo dopo l'hanno portato all'ospedale, 13 punti di sutura ma nessuna lesione particolare.
E pare che non sia la prima volta che capita.