lunedì 9 giugno 2008

Study Box , Perugia 5-7 giugno

Rieccoci a Napoli dopo due giorni a Perugia in occasione del primo forum europero sul Diritto allo studio e Università, Study Box.
Perugia è una città dall'urbanistica particolare, piccole stradine, tante scale, salite e discese la fanno da padrone. Una città medievale interamente popolata da studenti di tutte le città italiane e non solo.
La strada principale è il corso Vannucci, lì c'erano i gazebi bianchi dello Study Box. Ci hanno accolto i simpaticissimi ragazzi di Radiophonica, Michela, Simone e gli altri, ottimi padroni di casa e una città in fermento per l'evento.
In fermento anche il tempo atmosferico, sole e temperatura elevata e improvvisamente freddi scrosci di pioggia. Nonostante questo a sera la Piazza della Repubblica era sovrastata da un cielo sereno per il concerto di Enzo Avitabile. Balli scatenati con il coro di Catania, chiacchierate sui programmi dei rispettivi corsi di laurea e informazioni sui format radiofonici. Questa la prima sera a Perugia.
Il mattino dopo un pò assonnati siamo stati accolti dalla bellissima sala affrescata della Provincia di Perugia per partecipare al convegno come relatori della redazione di Radio F2.
Nel pomeriggio, dopo la favolosa mensa universitaria di Perugia, diretta a radio unificate per Radiophonica di Perugia, 6023 di Vercelli, e F2 di Napoli.

Ci è sembrata un'occasione giusta per portare per mano gli ascoltatori in quei vicoletti della città che pochi conoscono, per fargli aprire gli occhi sulla parte sana della città e della regione Campania.
A sera poi, cantare insieme ai ragazzi di Vercelli "O'Surdat nnammurat" è stato il perfetto coronamento di una bellissima esperienza.

M.Sans.

mercoledì 4 giugno 2008

Study Box 2008

Si terrà a Perugia dal 5 al 7 Giugno, Study Box 2008, un forum Europeo per il Diritto allo studio e Università. Io ci andrò come rappresentante di Radio F2, al mio ritorno vi farò sapere le eventuali novità.
Postilla: Di nuovo Perugia, sarà un segno?

martedì 3 giugno 2008

Rimandati al 31 agosto

Salvo nuove rettifiche i debiti scolastici vanno colmati entro il 31 agosto. So già che mi aspetta un'estate rovente, di studio e ripetizioni.

Cibo etnico nella terra dei babà

La città è tutto un pullulare di locali grandi e piccoli di cibo proveniente da terre più o meno lontante. Dal kebab al sushi il cibo d'altri luoghi ha preso anche la terra della pizza e delle più grandi prelibatezze culinarie.
Questo l'argomento del Workshow di oggi, alle 15 alle 17, su Radio F2.

lunedì 2 giugno 2008

2 giugno

Non ci credo che buona parte degli italiani non conosce il significato di questo lunedì di festa.
Il 2 giugno 1946 gli italiani votarono per il referendum più importante della storia d'Italia. Dovendo scegliere se continuare ad essere governati dalla monarchia o essere sovrani scelsero la Repubblica. Con il voto di 12.717.923 italiani e l'Assemblea Costituente è iniziata la nostra storia repubblicana, all'indomani del ventennio fascista e della Seconda Guerra Mondiale. Impossibile dimenticarlo.

sabato 31 maggio 2008

Ciao Lorenzo

E' morto Lorenzo Odone, il ragazzo affetto da una grave malattia genetica, vissuto vent'anni in più rispetto alle previsioni dei medici grazie alle cure dei genitori che per lui hanno inventato "L'olio di Lorenzo". La vicenda aveva ispirato anche un commovente film con Susan Saradone e Nick Nolte.

Napoli. Cosa, dove e quando

Ultimo sabato di maggio, finalmente arrivano le belle giornate e inizia questa lunga estate napoletana. Sì , ma qual è l'evento da non perdere, il concerto a Napoli a cui non puoi mancare, la mostra più interessante, il locale più cool della movida partenopea?
Non ti crucciare, c'è nano. Devi solo trovarlo.
Qualche indizio: è piccolo, è colorato, è attraente, è vivace.
Ti accompagna di giorno e ti diverte la sera.

mercoledì 28 maggio 2008

Convince e colpisce “Il Divo” di Sorrentino

Giulio Andreotti è l’asse gravitazionale della vita politica italiana. Era presente all’Assemblea Costituente, a cui partecipò a soli 29 anni. Classe 1919, Andreotti, ha ricoperto decine di volte la carica di Ministro (Interni, Esteri, Tesoro) e ben sette volte la carica di Presidente del Consiglio, fino a diventare Senatore a vita nel 1991. Una figura misteriosa e imperturbabile che il regista de “Il DivoPaolo Sorrentino ha voluto rappresentare in 110 minuti di film maestosamente diretto che gli è valso il premio della giuria all’ultimo Festival di Cannes.

L’attore protagonista è lo straordinario Toni Servillo, di cui si riconoscono a stento gli occhi sotto la trasformazione operata per renderlo Guilio Andreotti. Quasi tutto il tempo la telecamera è schiacciata su quei tratti riconoscibilissimi, e quanto più preme sul personaggio più lui rimane immobile, perennemente pacato, come se tutto gli scivolasse addosso come la lunga sequela di omicidi e di suicidi che la regia non lascia intendere ma mostra nella sua crudezza.

Il film inizia con un glossario: Brigate Rosse, Democrazia Cristiana, Loggia P2, Moro Aldo e ripercorre i fatti della storia italiana degli ultimi quarant’anni attraverso Andreotti che tiene le fila direttamente o indirettamente di tutto quello che nel paese accade. Accanto a lui Paolo Cirino Pomicino (interpretato da un convincente Carlo Buccirosso), Aldo Moro, Totò Riina, Giuseppe Ciarrapico, ma anche la moglie Livia e la storica segretaria Enea, due figure femminili chiave nella vita del vero statista.

Il ritratto di questo uomo politico è tratteggiato attraverso gesti metodici e reiterati, l’aspirina per il perenne mal di testa, i movimenti delle mani, i passi lenti, le battute ironiche. Solo sulla fine del film emerge l’uomo Andreotti, con un lungo monologo in cui – sconcertante per la figura curva che conosciamo – usa dei toni accesi. “Le reazioni incontrollate ci imbarazzano ma ci confortano perché ci ricordano che siamo umani” questa è la frase emblematica della figura di Andreotti tratteggiata da Sorrentino.

Presentazione per la stampa de "Il divo" di Paolo Sorrentino

lunedì 26 maggio 2008

Jova al Palamaggiò di Caserta

E' una girandola di emozioni anche solo il ricordo di questo concerto.
Ventimila spettatori per la data campana del Safari Tour 2008, ad intrattenerli prima dell'inizio del concerto la Jova Tv sul megaschermo. Fuori uno stuolo di parcheggiatori da 5 euro a macchina in questo posto un pò dimenticato da tutti e i bagarini, che sembrano essere abbastanza onesti, 40 euro per un biglietto acquistato all'ultimo momento con sconto comitiva per chi si presenta in massa. Il costo del biglietto era di 32 euro con prevendita, ma andava acquistato prima che venissero tutti esauriti a un paio di settimane dalla data.

Ore 21.30, precisissimo Jova appare sul megaschermo dal backstage, saluta, sorride e si racconta. Ha dovuto ricorrere alle iniezioni miracolose di una dottoressa casertana per poter salire sul palco per una distorsione alla caviglia, infatti saltellerà tutto il tempo su e giù con una gamba sola. Da dietro le quinte attacca "Bella" il pubblico si scalda ed è solo l'inizio. Jova sale sul palco con una giacca dai profili luminosi, intorno tutto tutto buio. Stupendo. E' iniziata la festa, "voi sarete il mio antidolorifico magnifico", e i primi pezzi sono tutti tratti da "Safari". Fra le prime anche "A te" l'erede naturale della canzone d'amore d'eccellenza. Molte coppie sugli spalti e gli occhi sono tutti un luccichio.

Jovanotti riesce a coincolgere tutto il pubblico, chi ha un posto a sedere raramente ne approfitta, è coinvolgente, è energico, e non fa sentire nessuno solo anche con la caviglia che - si vedeva - gli faceva un gran male. Si cambia parecchie volte: cappellino da ragazzo fortunato, giacca luminosa, frak sul finale. Tanti cambi anche per le luci e per la scenografia.

Condensati in due ore di spettacolo vent'anni della sua carriera, da Chissà se stai dormendo, all'Ombelico del mondo, da Serenata rap, a Mi fido di te, da Falla girare a Ragazzo fortunato, da Tanto a Penso positivo. E da Safari A te, In orbita, Safari, Fango, Mezzogiorno, Dove ho visto te e Come musica.

Ma c'è anche spazio per un tributo a Napoli da leggere fra le righe, Jova va nel punto più centrale del palco, in mezzo alla folla, prende un foglietto e canta "Terra mia". Tutto un brivido anche adesso a ripensarci. Alla fine, in frak lui e la sua band, dice: "vi voglio bene, mi avete accolto come un fratello e io vi voglio bene. Voi vi aspettate che io vi dica qualcosa [un cartellone durante il concerto diceva "No alla discarica"] io non vi dirò niente, perchè per cambiare per superare le cose ci vuole passione e voi siete maestri di passione, ed io non vi devo dire niente".

Che dire Jova cittadino onorario di Napoli, della Campania. Il safari Tour inoltre, in collaborazione con Eni e AzzeraCO2 è a zero emissioni, saranno piantati oltre 2.500 alberi in tutta Italia.
Anche noi ti vogliamo bene Jova!

Ps Per le foto attendo che Antonio a cui ho regalato i biglietti me le mandi. Nel frattempo potete leggere anche quanto sono entusiasti del concerto lui, e Gennaro. Miei compagni di viaggio in questa bellissima serata.

sabato 24 maggio 2008

Ore 13, 24 maggio, Marano

La rotonda "Rosa dei Venti" di Marano è ancora piena di persone, diverse le voci su quello che sia successo, discordanti le cifre sui contusi dall'una e dall'altra parte.
Le camionette della polizia hanno leggermente arretrato.
Un albero è stato abbattuto. L'autobus che ieri sera occludeva il passaggio verso la Cupa dei Cani è stato tolto.

Sul modo con cui la televisione continua a parlare delle cose che qui accadono ci sarebbe da discutere a lungo. Studio aperto ha fatto vedere una giornalista ai bordi di una strada libera che ha chiamato "Chiaiano".

Tutti indisciminatamente sui Tg nazionali continuano a chiamare Chiaiano questa rotonda "Rosa dei Venti" dove infuria la protesta, che è Marano al confine con Mugnano. Tant'è che il sindaco di Chiaiano qui non si è visto e sono stati intervistati i sindaci di Marano e Mugnano.

M.Sans.

Ore 11.00, 24 maggio 2008

L'elicottero sulla nostra testa. La tensione contro la discarica di Chiaiano, nei paesi circostanti: Marano, Mugnano, continua.

Faccia a faccia con i militari del presidio di Marano

Sono appena tornata dal presidio di Marano. Fa freddo, quel freddo che in questo insolito maggio ha permesso di scongiurare le epidemie con i cumuli di spazzatura per le strade.
Il blocco è imponente a dimostrare che lo "Stato c'è". Una ventina di poliziotti nella strada che porta alla "Rosa dei Venti" di Marano, quattro camionette di traverso occludono il passaggio. Chi è in là è in "piazza" chi è al di qua non può arrivarci e viceversa.

Il tono di questi poliziotti è giustamente autoritario, sbarrano la strada. Il loro equipaggiamento non l'ho mai visto da vicino, fa molto assetto da stadio. Davanti a me ce ne sono per la precisione due, uno navigato ma la fisionomia del buon padre di famiglia, l'altro è un ragazzo più giovane con la faccia pulita. E' soprattutto in lui che si vede il disagio dall'inizio.

A mano a mano un piccolo gruppo affolla quell'entrata che presidiano e inizia il chiacchiereccio. Passano i minuti, le ore, il piccolo gruppo si assottiglia, gli argomenti sono la politica, lo Stato, la raccolta differenziata che non parte, ognuno dice la sua e a volte gli animi si scaldano in questa serata così fredda. Sandro Ruotolo va via con il suo staff, sono le 23.30.

Rimaniamo solo noi, mio padre, mia madre e i due poliziotti. Il poliziotto giovane racconta della Cecenia, quello maturo del suo stipendio da fame. Non vorrebbero stare da quella parte della barricata ma non è pensabile neanche una totale anarchia o il blocco delle strade così come va avanti da settimane. E' inevitabile pensare anche a quanto sia duro per loro tutto questo.

Oltre il cordone si alternano al microfono diverse persone su questo "Titanic" diventato un palco.
La notte scende, il freddo pure. L'unica concretezza è che la situazione è molto grave, per tutti.

M.Sans.

venerdì 23 maggio 2008

Guerra Civile anti-discarica a Chiaiano

Ore 20.00 - Un elicottero rimane fisso su un punto ben noto. Il rombo delle sue pale rende l’aria pesante, tesa, nulla in confronto a quello che si sta consumando un po’ più in là. Un primo cordone di polizia in tenuta antisommossa transenna la grande arteria stradale che porta alla rotonda “Rosa Dei Venti” di Marano. Sono poliziotti grandi, navigati, compatti non lasciano passare nessuno e si chiudono come un contagocce sempre più stretto.

Riusciamo ad arginare il primo blocco, siamo del posto e conosciamo un piccolo vialetto sterrato che bypassa il Bivio di Mugnano chiuso. Siamo più vicini al sit-in adesso. Scavalchiamo un cancello e ci troviamo al di là di quella che è stata battezzata “piazza”. Non lo è e non lo è mai stata, questa rotonda era chiamata il “Titanic” adesso sarà ribattezzata. Centinaia di persone la riempiono.

Un autobus è stato messo di traverso all’imbocco del Poggio Vallesana, dove da settimane c’è il presidio anti-discarica. La folla prosegue a perdita d’occhio verso il Corso di Marano, riempie gli spazi lasciati liberi dalla rotonda e si ferma troncata da un cordone di Poliziotti, Guardie di Finanza e Carabinieri. Questi sono più giovani del primo troncone, forse vorrebbero essere al di là della barricata, rimangono immobili. Cittadini e cittadini, separati da scudi e manganelli.

Il capopopolo è giovane ha un foulard colorato al collo, urla con il megafono di stare seduti. Qualcuno si sente male e cercano di fargli spazio, le guardie non arretrano e la tensione sale. Dopo un po’ – un po’ troppo – arriva l’ambulanza e le camionette sono costrette ad arretrare per farla passare. I manifestanti fanno passare le donne avanti, a loro il compito di fare da prima barriera.

Quelle madri possiamo star certi che da lì non si schioderanno.


M.Sans.

giovedì 22 maggio 2008

E' finito l'anno scolastico

Ovviamente per me. Ho salutato i ragazzi del doposcuola, alcuni sospirando e con sollievo altri con un pò di magone. A settembre piccerì.