mercoledì 17 dicembre 2008

Ora si che è Natale

Sempre più ricco nella sua versione natalizia, nano, il free press che ti informa sugli eventi di napoli e dintorni, anche durante le feste.
All'interno ci sono: le vignette di Sbadituf, la rubrica Neapolitan Problem Solving, gli scatti, la striscia, il ricco calendario, l'intervista a Beppe Severgnini, il Gamecon, la nanoinchiesta sullo Slow Food vs Fast Food, il cinema con Come Dio Comanda e Madagascar 2, la musica con Britney Spears ed Eminem, il MyTube, l'Amarcord Natale, l'Oroscopo, i Viaggi con New York, Una strada/Un nome...
Curioso/a? Cerca sul myspace dove trovarlo www.myspace.com/nanoedizioni e su Facebook diventa fan di nano.

lunedì 15 dicembre 2008

Su e giù fra l'Emilia e la Romagna fra passato e futuro

E come li riassumo questi giorni?
Ho dormito in 5 giorni in 3 posti diversi. Credo di essere stata bagnata da centinaia di gocce di pioggia. Ho rivisto i miei amici di sempre, Noemi e Simone, che preparano il terreno ad una nuova famiglia. Vedere il corredo e i mobili mi ha emozionato. Sembra un battito di ciglia che giocavamo con le barbie, poi ci siamo diplomate, siamo andati a Londra... Ho pensato: allora siamo cresciuti, possiamo dirci "grandi"? Difficile dirlo. Ogni vita è così diversa e a sè e segue un percorso suo, tortuoso o meno, ma suo. E allora da una Natale all'altro gli amici comprano casa e cambiano città, pensano ad un bambino, o - semplicemente - cambiano lavoro. Il cambiamento impercettibile di quello che viviamo per chi ci guarda segue brusche frenate o accelerazioni. La prossima volta che sarò a Ravenna forse la casa sarà pronta e la nuova famiglia pure.
Oggi si è anche sposata Sonia, immagino solo come sarà stata emozionata. Sono sicura che tirerà fuori dei bellissimi racconti da questa fase così felice.

E poi sono stata in due città nuove. Prima a Bologna, di cui ho visto per anni sono la piccola porzione di città che offre la stazione. Stavolta l'ho vista e apprezzata meglio. Il suo fermento culturale, le tante librerie, lo Urban centre, il caldo dei negozi e il freddo umido della strada, i portici della città, il grande albero in piazza e le luminarie sui negozi griffati. e il Paladozza, il palazzetto dello sport in cui ho tentato l'ardua impresa delle 100 risposte in un'ora dopo 5 ore al freddo seduta sul giornale per evitare il contatto diretto con lo scalino.

La seconda città è stata Reggio Emilia, inizialmente non prevista nell'itinerario e per questa variazione ho provato anche l'ebrezza di cambiare i biglietti del treno con sommo dispiacere del bigliettaglio pennellato dalla evidente ricrescita. Anche Reggio Emilia mi è piaciuta, e lì ho conosciuto una persona dai capelli biondi e ricci, con gli occhi sinceri. La ringrazio della bella giornata trascorsa insieme e delle tante chiacchiere fatte insieme.

Il viaggio di ritorno è stato lungo, a Roma è salita una signora con tre cagnolini minuscoli, uno di loro si è acciambellato sulle mie gambe e così abbiamo continuato il viaggio. Come faceva a sapere che avevo nostalgia di Casa, del mio Milo?

martedì 9 dicembre 2008

Qui tutto bene

Mi rilasso, il freddo è secco e faccio lunghe passeggiate.
Mi ci voleva proprio.

martedì 2 dicembre 2008

Il delirante seme della discordia

Avere una sala cinematografica vicino casa. Una di quelle con le poltroncine usurate rosse, che diventa anche teatro e ti fa pagare il biglietto tutti i giorni della settimana 4.00 euro. Io ce l'ho, è il Cinema-teatro Siani, il lunedì c'è l'appuntamento con il Cineforum e ieri hanno proiettato: Il seme della discordia di Pappi Corsicato. Volevo vederlo quando è uscito qualche me se fa e l'ho anche postato sul blog ma poi mi è sfuggito come tanti film. Quando Alessandro Gassman ne ha parlato dopo l'intervista (vedi foto su facebook) pensavo fosse un piccolo siparietto di corna, trito e ritrito. Invece no.

Il seme della discordia mi è piaciuto, molto. E' un film con ambientazione anni '60 in cui hanno molto peso i particolari e le colonne sonore. Allo stesso tempo è molto attuale, si parla di fecondazione assistita, di test di fertilità.
E' stato girato a Napoli, ma non una città riconoscibile e già vista, una Napoli che sembra Torino o giù di lì: il Centro Direzionale.
Le figure femminili sono quelle in primo piano, anche se si parla di seme maschile. E poi mi va di sottolineare due interpreti in particolare, Martina Stella che fa la commessa/ballerina stupida e narcisa (chissà perchè) e Alessandro Gassman che fa il marito sterile e precoce della coppia protagonista. Sostanzialmente un marito assente che fa il rappresentante di fertilizzanti (ironia della sorte), ha amanti improbabili (dai reggiseni improbabili più che altro) e poi lascia la moglie adultera (che in realtà adultera non è anche se le circostanze portano a pensare questo).

Insomma a Gassman si preferisce un onesto vigilante (Gabriele interpretato da Michele Venitucci già visto nel CSI italiano RIS) che ha le mani callose ma delicate e stende mutande e calzini ad asciugare, e già questo vale la sola visione del film per capire come mai sia possibile arrivare a pensare questo. E poi per il pubblico maschile Caterina Murino è davvero splendida perennemente su tacchi vertiginosi e con l'eye-liner che la fa sembrare un cerbiatto.

Tre appunti: uno il reggiseno "snep" di Rosalia Porcaro, due una Isabella Ferrari sfacciatamente e falsamente prosperosa, e tre il finale in cui i due bambini con il neo sullo zigomo sinistro si mettono a giocare.

venerdì 28 novembre 2008

In questi giorni ho imparato e messo in discussione molte cose. Tutta la mia vita è stata scrollata come un albero d'autunno a cui cadono delle foglie e altre invece rimangono attaccate al ramo sottile dalla linfa che gli scorre dentro. Ho visto la morte irrompere nella quotidianità come uccellini che cercano le briciole di pane e poi come un onda dirompente, ma poi ho pecepito la vita opporsi a tutto questo piccola e indifesa e poi forte come una risata e come il sole sui tetti. Ho sentito la solitudine del dolore, l'impossibilità di condividere il mio o quello altrui perchè mi esplodeva dentro e di me rimaneva solo un sottile strato attorno a tutto quello strazio. Ho ricordato di come mi sono maledetta quando mi sono resa conto di aver speso i 10 euro che mi aveva regalato nonno Peppe prima di andare in ospedale. A volte sogno ancora di ritrovarli.
Ho visto i tratti somatici di famiglia in tutte le fasi della vita e ho ricordato quelli di chi non c'era più cercandoli nella memoria fra le foto e i compleanni: baffi bianchi e gilet, sigarette e brillantina, occhi vispi e mani callose.
Lasciando che il dolore mi attraversasse e mi scavasse dentro ho fatto piazza pulita di tutti i pensieri così che mi ritornassero solo i ricordi. Mi sono chiesta quando mio padre avrebbe sorriso di nuovo, quando avrebbe preso in mano la chitarra e con le lacrime che cadevano pesanti sul pavimento senza fare rumore ho toccato i tasti bianchi del pianoforte.
Di quelli che hanno fatto la guerra e hanno patito tanto, che hanno camminato dalle Alpi a casa appena ventenni, che a Cassino ci andavano in bicicletta fumando sigarette, e a lavorare sulla Vespa con i giornali sotto il cappotto, non ce ne sono più. Quelli come te il gallo lo sentivano cantare già da svegli mentre andavano a lavorare pronti con le maniche alzate, e così hai fatto anche l'ultimo mattino. Te ne sei andato presto senza svegliare nessuno, una mattina di sole in mezzo alla pioggia lasciando un pò di te in tutti quelli che rimangono qui. Addio nonno.

domenica 23 novembre 2008

Vista dal Vesuvio

La città dalla sua imponente icona è bella e colorata. Predomina il rosso dei tetti e le strade sembrano solchi ordinati. Ieri a rendere tutto un pò più misterioso c'rea una nebbia sottile che abbracciava tutto quello che uno sguardo abituato alle brevi distanze poteva cogliere affascinato dallo spazio ampio. A me è sembrata un pò Praga. Lo so che è un pagagone azzardato, ma mi ha messo la stessa calma dello scorrere lento della Moldava su un paesaggio immobile. Sarà stato il comune denominatore del freddo o la sospensione dei pensieri davanti a uno scenario emozionante.
Lì sopra al Vesuvio mentre accompagnavo 40 ragazzi per l'Itinerario scientifico la città ha iniziato a mancarmi o a salutarmi. Non sono riuscita a distinguere.
A sinistra c'era il cono del Vesuvio, la bocca che seminò terrore e distruzione. Davanti a me la calma e nelle orecchie il silenzio che non reggevo più. Così sono andata a cercare i ragazzi e ad esaminare lapilli. Erano tutti in una enorme teca conservati in piccoli vasetti di vetro, su questi cento e più anni fa avevano scritto - chissà chi - la data con una scrittura aggraziata e elegante che mi si è palesata davanti agli occhi la scena di un gentiluomo in bianco e nero: 1860, 1833, 1896.
Giù per le curve che abbracciano il Vesuvio la città si è fatta più vera e l'immagine da cartolina è diventata caos e consuetudine, si è fatta vita brulicante di metropolitane affollate e sciarpe pesanti e strana inquietudine contraria alla calma del vulcano che dorme.

mercoledì 19 novembre 2008

La zia Santa

Se non fosse per qualche parulella penseresti a una tipica romagnola allegra ed espansiva.
La zia Santa ha la risata contagiosa e tanti capelli ricci e rossi. Nella sua casa di Napoli aveva una famiglia di Dalmata che mi sembravano enormi e alti come cavalli. Gli faceva da mangiare in grosse scodelle, è una delle poche immagini che la memoria mi restituisce. In questi frammenti di ricordi c'è lei e questa massa di capelli rossi, anche al di là della porta dell'Intercity di stamattina, ma stavolta non ho sentito la sua risata. Forse perchè mi ronzavano in testa tanti pensieri e sgomitando uno solo si è fatto spazio fra gli altri: "chissà quando ci rivedremo". E poi ogni volta che un treno con i suoi colori freddi mi scorre davanti dopo aver chiuso a me le sue porte, mi sembra porti via un pezzetto di me, lontano.

venerdì 14 novembre 2008

Spettacolare Paola Cortellesi

Nel caso in cui ve li siate persi, vi consiglio questi monologhi "La mia famiglia" di Paola Cortellesi in "Non perdiamoci di vista". Stupendi, da guardare con il fiato sospeso.


mercoledì 12 novembre 2008

E' morto il cane più brutto del mondo

Spellacchiato, malato di cancro, senza un occhio e senza una zampa. Si chiamava Gus , ma per tutti era: il cane "più brutto del mondo", e basta.
L'appellativo poteva essere scherzoso riferito a razze non propriamente aderenti ai canoni estetici secondo i giudici del "concorso", ma in questo caso il povero esserino era gravemente malato. Speriamo che almeno adesso lo lascino in pace. Ce ne sono di concorsi stupidi. Ciao Gus.

giovedì 6 novembre 2008

Ok, basta. Vado via.

Oggi ne ho abbastanza più che mai di questa città e non sono neanche uscita di casa.
Napoli è una città violenta e sporca. I suoi abitanti si incattiviscono ogni momento che salvi riusciamo a fare un passo. Vecchi e bambini hanno la faccia contratta in smorfie incazzate e dure. Non c'è nulla che vada nel verso giusto, nessuna ancora a cui aggrapparsi. Nessun sole, mare che tenga. Scura, brutta e interminabile appare la nottata.

E non voglio restar qui a perdere chances e indurirmi anche io. Non mi illudo di poter trovare un lavoro, casa, giardini pettinati e uccellini altrove, ma mi auguro di poter uscire di casa e non dovere avere occhi dappertutto mentre con il coltello in mezzo ai denti pronta a difenderti sto a contare tutte le anomalie di questa città a la maggior parte delle persone si è abituata credendole normalità.
Cosa ha di normale una città in cui poco più che dei bambini passano il loro tempo in sale giochi dopo la mezzanotte e vengono gambizzati? O una città in cui in pieno centro puoi essere scippata e ridotta in fin di vita. Questi ragazzini non sono recuperabili, mele marce come le loro madri che li hanno partoriti, come le famiglie che li hanno "allevati", pronti a far danni e a infettare anche le mele sane.
E me ne frego di un sindaco che non merita neanche la maiuscola, che con la sua voce stridula e la sua fascia tricolore inutile condanna un "atto gravissimo" e se ne sta al caldo di Palazzo San Giacomo. Abbia la decenza di andar via prima che alle prossime elezioni chiunque si presenti - compreso uno spaventapasseri o un neofascista - ci sia un plebiscito a suo favore.

Wind of change

La mattina del 5 novembre ho acceso la tv in cucina, non lo faccio mai. Gerardo Greco stava raccontando la notte più speciale della nazione più importante del globo.
Ho pensato per un momento che non ce l'avesse fatta a diventare il 44° Presidente degli Stati Uniti, poi ho avuto la conferma che il giovane, intelligente, democratico Barack Obama aveva vinto le elezioni con un ampio margine. E allora mi sono commossa. L'America cambia pagina e tutto questo non può che riflettersi sul mondo intero. Cavoli che Nazione è quella, mi stropiccio ancora gli occhi incredula ma felice.
Ora sì, Yes, we can.
...non ha un fratello mezzo italiano Obama?

lunedì 3 novembre 2008

La Carfagna querela Guzzanti

"Una nomina di scambio, una persona inadatta" scrive Guzzanti alla Carfagna, e lei lo querela.
"E' ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente?". Di certo no ma si conoscono i personaggi in questione, potevamo aspettarci altro?

venerdì 31 ottobre 2008

Slitta la discussione sulla legge 40

Prevista per il prossimo 4 novembre, viene adesso rinviata la discussione alla Corte Costituzionale sulla legge italiana che disciplina la fecondazione umana assistita: la legge 40. Controversa e con molti punti critici - almeno quattro - il testo è stato sottoposto a referendum abrogativo nel 2005 ma senza risultati. A votare si recarono il 25% degli aventi diritto e la consultazione venne così annullata senza la possibilità di fornire un invito alla ridiscussione della legge.
Ma da allora l'applicazione di una legge che fa acqua da tutte le parti ha portato ad un aumento dei parti plurigemellari, ad una diminuzione dell'efficacia della tecnica, ad un incremento dei viaggi all'estero per le coppie che vogliono accedere alla tecnica senza le assurde limitazioni della legge italiana. Altro aspetto, la legge 40 è in parziale contrasto con la 194 che disciplina l'interruzione volontaria di gravidanza.

Molti sono stati i ricorsi e le sentenze contro particolari punti della legge 40, una legge che si rivela essere piena di angoli da smussare bisogna andare a revisionarla, per adesso la discussione sulla costituzionalità della legge slitta a data da destinarsi, e il tema non è in agenda politica. Anzi.

mercoledì 29 ottobre 2008

Un giorno nelle scuole

Adoro quando le persone mi sorprendono positivamente. E stamattina è successo.
Con una squadra determinata e affiatata oggi ho iniziato il giro per gli Istituti di Napoli con un nuovo progetto. I ragazzi hanno dai 13 ai 18 anni, su per giù.
Si stavano preparando all'autogestione e io rubavo loro il tempo alla protesta. Nonostante questo l'incontro è stato stimolante e interessante. Con loro avevano i quotidiani e sapevano cosa fosse un Decreto Legge. Quando gli ho detto: "se sapete per che cosa protestate sappiate che noi siamo con voi" è scattato l'applauso. E anche se senza voce siam tornati a casa contenti.
Grazie a questi ragazzi e grazie ai miei colleghi/amici/fratelli.
In fondo siamo un pò tutti sulla stessa barca che affonda, neanche tanto lentamente.
E domani? Domani si medita. Si cerca una soluzione, una strada percorribile che non sia troppo tortuosa, troppo complessa. Se ci addentrassimo in migliaia di cavilli e stradine si perderebbe la consistenza della protesta per diventare un già visto sotto la sabbia. Un qualcosa che certi si sono inventati e certi altri hanno revisionato a dovere, a posteriori.
Incrociamo le dita.

venerdì 24 ottobre 2008

Benedetti referrer!

Fra i referrer di Notecologiche ne oggi compare uno bizzarro: "Marianna ti amo".
In pratica digitando queste tre parole su Google si arriva al blog del mio progetto ecologista.
Magie del web.