mercoledì 15 aprile 2009
domenica 5 aprile 2009
Addio a "Sentieri"
E' stata la regina delle soap, sopravvissuta al passaggio dalla radio alla televisione, in onda da 72 anni e sta per chiudere i battenti.Sto parlando di Sentieri, o meglio nella versione americana: The Guiding Light.
Questa soap ha anticipato anche temi di grande attualità come la clonazione. Attraverso queste puntate le donne italiane hanno iniziato a scoprire dimensioni diverse e più emancipate.
Il prossimo 18 settembre sugli schermi passerà l'ultimo "This is the time to rememeber...".
Un pezzo di storia che se ne va, Sentieri un tempo era un appuntamento fisso del primo pomeriggio, da guardare insieme anche solo per criticare, per dire: "ma com'è possibile tutto questo?!".
A questo punto temiamo per Beautiful, Forrester avvisati.
giovedì 26 marzo 2009
Apre l'inceneritore di Acerra
Un mega-forno che si ostinano a chiamare termovalorizzatore dove bruceranno tutti i rifiuti - compresi quelli che potrebbero essere riutilizzati e i materiali speciali - ma soprattutto, in quella enorme bocca andrà fagocitato il futuro, la speranza. Al rogo anche le vite dei malati con diagnosi impronunciabili e incurabili, a favore del più grande e importante interesse economico.
Così l'inceneritore viene inaugurato come si vara una nave da crociera, in pompa magna.
I nostri figli e i figli dei nostri figli penseranno a noi con rammarico, perchè invece di separare ciò che non ci occorre più preferiamo respirarlo, berlo e mangiarlo.
Perchè amma pensat a oggi e nò a dimane.
sabato 21 marzo 2009
Fortapasc il film su Giancarlo Siani
La sala del cinema-teatro comunale "G. Siani" era gremita ieri sera, come ad una prima. A riempirla un pubblico trasversale mobilitato dalla proiezione di "Fortapàsc", il film di Marco Risi sulle ultime settimane del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985.
Una proiezione carica di significato, perchè il film visto già come tributo , è stato proiettato gratuitamente nel cinema comunale di Marano intitolato a lui e nella città dei mandanti del suo assassinio.
Giancarlo era corrispondente de Il Mattino di Napoli da Torre Annunziata, aspirava a fare il giornalista, non lo era ancora, era un abusivo. E lui voleva fare il “giornalista-giornalista” non il “giornalista-impiegato”, riprendendo le battute del film. Venne freddato la sera del 23 settembre sotto casa sua al Vomero con dieci colpi di pistola, aveva ventisei anni. Ma aveva la consapevolezza del ruolo di chi può mettere al corrente le persone di ciò che realmente succede. Sapeva la differenza fra giusto e sbagliato, anche se la prima strada da percorrere è infinitamente più difficile alle volte, della seconda.
Marco Risi lo dipinge proprio così in questa pellicola, nella sua sconcertante semplicità: una biro e un taccuino, tante domande e suole delle scarpe consumate. La sua storia personale, a tratti anche troppo romanzata, si incrocia con quella dei protagonisti della camorra, rappresentati secondo l’iconografia classica post-gomorra. Le ultime battute del film sottolineano come ci siano voluti 12 anni di indagini e 3 pentiti per assicurare alla giustizia gli assassini di Giancarlo Siani.
Sia per la vicinanza affettiva e geografica dei luoghi dove si svolgono i fatti che per il mestiere di Giancarlo, sin dall'inizio della pellicola sono stata presa da una sorta di nausea. Un rigetto per tutto quello che il film-realtà mi stava buttando in faccia. Sullo schermo c'era ancora una volta una Napoli orribile, irrecuperabile.
La sceneggiatura particolareggiata mi ha fatto venire in mente un sacco di domande, alcuni espedienti narrativi mi hanno fatto storcere il naso. Giancarlo parla agli studenti di allora come se fossero quelli di oggi, intendo dire la figura che è oggi. E dubito che allora il suo spessore umano fosse stato riconosciuto. Per dare un esempio di ciò che ho trovato eccessivo nella rappresentazione di Risi, e per darne un altro, il Giancarlo che abbozza un sorriso di autocommiserazione alla vista dei suoi killer.
In più questa forte dimensione romantica-personale con cui Giancarlo viene descritto, dove inizia il "ricamo" della sceneggiatura e dove finisce il "fatto"? Qual è la percentuale di verità e finzione?
martedì 17 marzo 2009
domenica 15 marzo 2009
Novità editoriale: Blitz
Blitz è un nuovo quotidiano esclusivamente on line, "l'on-line che si stampa", infatti l'impostazione grafica è cartacea, squadrata ed essenziale. La presentazione copincollata per alcune righe: "La gente, colpita dalla tempesta finanziaria, ha tagliato spese di ogni tipo, compresa quella minuscola che serviva ad acquistare il giornale. Di qui le previsioni apocalittiche secondo cui il giornale cartaceo è destinato a scomparire, principalmente perché le notizie si trovano a iosa e gratuite su Internet". Per il momento non vedo firme e si nota che sia un work in progress, ma tocca seguirlo un pò per farsi un'idea.
venerdì 6 marzo 2009
Tieni duro, Patch Adams
Ha 57 anni e ci ha fatto commuovere e ridere con film come "Genio ribelle", "Patch Adams", "L'Uomo Bicentenario" e "Al di là dei sogni". Il Premio Oscar Robin Williams sarà operato al cuore per la sostituzione della valvola aortica, l'attore è da qualche giorno in osservazione in un ospedale di Miami dopo aver accusato problemi respiratori.domenica 1 marzo 2009
Il pizzaiolo donna
Simpatica parentesi del sabato sera. In attesa della partita Juve-Napoli e del deserto annesso (non perchè avessi la minima idea di passare 90 minuti a guardarla) siamo andati a comprare un metro di pizza più gusti, nella piccola pizzeria vicino casa.Con sorpresa dei signori chiusi in grossi cappotti, di ragazzi che arrivano in scooter fin dentro il negozio e di signore affaccendate, dall'altro lato del bancone, immersa in farina, mozzarella e pomodoro, c'è una deliziosa donnina con i capelli ricci. Sì, una pizzaiola. Che stende la pasta facendola roteare sulla testa con le sue mani piccole e sistema sulla superficie bianca ogni delizia: dai fagioli alla messicana alla bolognese. E tutto questo lo fa con un largo sorriso e una battuta per tutti.
L'atmosfera intorno al forno delle pizze è calda, accogliente. E non ti accorgi di aver aspettato mezz'ora per la tua margherita. L'attesa è intervallata da piccoli siparietti nei quali ti rendi conto che non potresti mai essere in un'altra città, qui puoi essere solo a Napoli. Nel momento dell'estrazione del Lotto il ritmo frenetico della pizzeria rallenta e la fame dei clienti si placa. Il volume delle canzoni spagnoleggianti viene abbassato e si fissa tutti insieme lo schermo blu con le ruote e i suoi numeri. Nessuno tira fuori i foglietti arancioni, tutti hanno in mente i numeri giocati, e poi i numeri nun se ricen, nun se fann sapè. Poi con il rammarico generale di chi non ne ha beccato uno o di chi ci è andato vicino, il ritmo riprende e la musica si alza.
La pizzaiola sentenzia: "beat a cchì e tten sti nummer" e torna ad impastare.
La maggior parte delle persone che entrano e ordinano si soffermano un pò su questa figura, gli sembra strano, ci mettono un pò a metabolizzare e poi si arrendono davanti alla sua bravura. Ma quasi nessune riesce ad andar via senza esclamare: "mai vista una pizzaiola"!
lunedì 23 febbraio 2009
Ex, un film dove gli amori non finiscono
Al contrario della malinconia che ci suscitano queste due lettere accostate "E" "X" il film non è sugli amori finiti. La pellicola di Fausto Brizzi è tutt'altro. E' uscita nel periodo sdolcinato di San Valentino e infatti non è affatto male vista mano nella mano con la persona amata davanti al grande schermo del cine. Provare per credere.E io che di solito storco il naso davanti alle commedie affollate, di più personaggi, di più persone e storie, mi sono innamorata di questo
film.Provate a pensare il nome di un attore o personaggio dello spettacolo italiano? Ecco c'è il 50% delle probabilità di ritrovarlo in questo film. Ci sono coppie come Nancy Brilli e Vincenzo Salemme, oppure Flavio Insinna e Claudia Gerini. C'è una brevissima partecipazione di Elena Sofia Ricci divorziata con Claudio Bisio, protagonista di una scena surreale sull'evoluzione del rapporto padre-figlia. Alessandro Gassman lo ritroviamo di nuovo in una specie di caricatira di se stesso o dell'uomo bello-e-basta, che si contende la fidanzata (o ex, questione di sottigliezze) con Fabio De Luigi, prototipo di uomo-sfigato. E tutte queste storie sono fra loro incrociate, o meglio stanno una dentro l'altra e in alcuni casi si toccano con delicatezza, si passano la palla in un delicato minuetto.
Il film inizia con le separazioni, i litigi e cresce su questi personaggi attraverso le loro vite e le situazioni in cui si trovano. Ma verso la fine, quando hai riso e pianto a intervalli regolari, tutte le storie trovano il loro sbocco verso il "vissero felici e contenti". Don Lorenzo lascia l'abito ecclesiastico per i baci di Elisa, Marc e Giulia che si ritrovano all'aereoporto di Tokyo... Sorrisi e tenerezze a profusione.
E poi forse mi è piaciuto tanto perchè la storia più romantica riguarda Giulia e Marc, il loro amore nasce sotto la Tour Eiffel, continua davanti al Mouline Rouge e si compone di piccoli pessi di puzzle che non sono che frammenti di carta separati.
mercoledì 18 febbraio 2009
Flavio Insinna in "Senza Swing" a Napoli
Dai pacchi al palcoscenico con la stessa capacità di coinvolgere gli spettatori. Flavio Insinna tolti i panni ecclesiastici ritorna al primo amore: il teatro, e presenta uno spettacolo non inedito "Senza Swing".Lo spettacolo rivisitato aveva come titolo "La Banda", infatti intorno a una banda ruota la storia e lo stesso palco che Flavio regge per più di due ore senza interruzione. Una decina di personaggi che riesce a vestire senza trasormarsi con la sola forza dell'interpretazione. Due i personaggi principali, il Maresciallo Bellini che ha a cuore la banda e il suo futuro, e un furbetto romano che alla fine avrà il giusto compenso al suo opportunismo. Non svelo altro, la tournè di Flavio Insinna e la banda è lunga, questa settimana sono a Napoli al Teatro Diana. Lo consiglio.
mercoledì 4 febbraio 2009
Ma quand'è che ho fatto le medie?
Di fronte c'era un orto e adesso un parco residenziale, è rimasta la sala giochi però, per unire l'utile al dilettevole nei pomeriggi dopo la scuola.
Oltre i due cancelli e le scale, lo spazio che si apre varcata la soglia è ampio e chiaro. E ora che ci penso al secondo piano di questa scuola non ci sono mai salita, non c'è stato mai forte richiamo infantile di scoprire il piano alto. Chissà perchè. Le aule dove siamo stati erano sempre quelle affacciate sulla strada, calde in primavera e fredde d'inverno. Una prigione allora, un tenero ricordo adesso.
Il tempo di ruotare lo sguardo dalle targhe ai cartelloni colorati sulle pareti che ho incrociato lo sguardo di un omone con la barba quasi tutta bianca, non mi ha detto "ciao", mi ha detto: "non dire quanti anni sono passati!". Era uno dei professori che mi incuteva più timore, con quella sua barba tutta nera un tempo e la voce grossa ancora adesso. Un abbraccio e un "arrivederci" e con passo lento dal lato opposto arriva una professoressa con gli occhi azzurrissimi, circondata dalle sue alunne, si sta avviando in classe.
Nei suoi occhi c'è un guizzo improvviso e capisco che le ho ricordato qualcosa, non solo qualcosa, quando mi avvicino mi dice il nome, il cognome, com'ero piccola e schiva un tempo. Poi fa su e giù con le mani per indicare che sono cresciuta. "Eh, educata, attenta, bravissima in lettere!" mi dice e si gonfia d'orgoglio quando le racconto cosa faccio (un pò il merito è suo). Mi porta in classe e mi presenta sull'onda dell'euforia, i ragazzi su alzano in piedi, in imbarazzo gli chiedo di stare seduti perchè altrimenti "mi sento vecchia". Vorrei sedermi lì fra loro e ascoltare ancora una lezione della professoressa, Dante, I promessi sposi, Pascoli, anche le cose più noiose. Ascoltare "la prof" e fare disegnini sul libro con la matita, guardare distrattamente alla finestra mentre alla cattedra l'insegnante è distratto dai suoi crackers, e aspettare la campanella. Uh, che tuffo nella mia storia che ho fatto oggi!
sabato 31 gennaio 2009
Sette Vite, Muccino e Smith di nuovo insieme

Il pubblico premia – il film è al secondo posto negli incassi Usa - e la critica demolisce. Un copione già visto. La pellicola in America è vietata ai minori di 13 anni non accompagnati e nel primo weekend di programmazione nelle sale ha incassato 3.896.159 euro. Il titolo italiano, come spesso succede, non traduce perfettamente il significato di “Seven Pounds” che sta per sette libbre e fa riferimento al pound of flesh (una libbra di carne umana) che “il mercante di Venezia” shakespeariano chiedeva ad Antonio per estinguere il suo debito.
“Seven Names. Seven Strangers. One secret” dietro questo trailer il candidato all’Oscar Will Smith è nei panni di Ben Thomas, un agente dell’IRS logorato dall’aver commesso un irreparabile errore: aver causato la morte di sette persone in un incidente stradale. Ben non riesce a darsi pace e schiacciato dai sensi di colpa inizia un cammino di redenzione nel quale cambierà la vita a sette persone. Per farlo però prima osserva le loro vite e valuta se le loro anime meritano di essere salvate. E qui si incastra il tassello romantico del film, entra in scena di Emily, una delle sette anime di cui il protagonista decide di prendersi cura, interpretata dalla bellissima attrice Rosario Dawson. La donna malata di cuore, sarà capace di donargli proprio quell’amore che lui pensava di aver perduto per sempre. Emily lo metterà di fronte ad un bivio: tornare a vivere o lasciar vivere.
Il regista Muccino parla di “una vicenda simbolica, cupa, estrema, sul potere salvifico dell’amore”, una storia dura da digerire e che una volta alzati dalla poltrona del cinema continua a scorrerti dentro. Il montaggio lascia molto spazio al non detto, al celato e la trama per metà del film rimane non chiara. Ma proprio tutta questa suspance lascia gli spettatori incollati allo schermo per tutta la durata del film.
Per quanto riguarda Will Smith, l’interprete dopo la redenzione economica del broker Chris Gardner, che intendeva la felicità come ricchezza in La ricerca della felicità, indossa i panni di questo Ben Thomas che stavolta è alla ricerca di redenzione spirituale che metta a tacere il dolore provocato e il rimorso. Negli occhi scuri di Smith durante i 125 minuti del film passano tante sfumature di emozioni, dall’angoscia alla commozione: “in sette giorni Dio creò il mondo, in sette secondi io ho distrutto il mio”. Insomma una nuova ricerca per l’ex Principe di Bel Air che parla del film come “un’opportunità di raccontare una storia sul fondamentale tema umano che continua ad affascinarmi: come riescono le persone a superare dei grandi traumi? Come fare ad andare avanti quando tutto va storto? In questo senso, Sette anime è una storia di redenzione, che ha anche un finale decisamente inaspettato”.
martedì 27 gennaio 2009
Notecologiche, dove siamo un anno dopo
Un piccolo progetto intrapreso con amore in un pessimo momento per la terra in cui affondano le mie radici. E un anno dopo lo trovo segnalato sull'Unità. E' una soddisfazione personale voltarmi indietro e vedere quanta strada questo progetto partito dal nulla ha fatto, e spero che sia servito ad informare e mettere in comunicazione quanti, questa città vogliono guardarla rifiorire anche sotto il punto di vista ambientale.Un "grazie" ad Antonio: preciso, attento e puntuale redattore, con cui adesso condivido questo progetto e la mia vita.
giovedì 22 gennaio 2009
Il risultato della legge 40?
(la Repubblica)

