giovedì 12 agosto 2010
I AMstedam
Mulini a vento, droga, tulipani, canali, luci rosse, patatine fritte, bici, Van Gogh e poco altro. Sono appena rientrata da Amsterdam. Due giorni per girarla sono già abbastanza. Ciò che la caratterizza è in realtà l'atmosfera. Una strana alchimia fra trasgressione e regole. Un equilibrio fra le donnine in vetrina della zona rossa (che tristezza) e gli autisti della GVB che salutano e ringraziano ogni passeggero che sale sul bus o sul tram. Fra gli spinelli dei coffee shop e il sorriso degli olandesi. Fra la libertà di costumi e la rigidità del non poter mangiare o bere sul tram. Fra la carta FSC dei biglietti del treno e i motorini sulle strisce pedonali. Una lingua a metà fra l'inglese e il tedesco, con suoni biascicati. Una città in cui puoi mangiare greco o indonesiano, ma non olandese. Una città vissuta e brulicante ma senza schiamazzi, giusto qualche cartaccia qui e lì. E tante ma proprio tante, tante bici. Troppe.
giovedì 5 agosto 2010
Sfogliatelle e domande
Ora so perchè la cattiva matrigna di Cenerentola aveva quella voce orribile. Esattamente per lo stesso motivo per cui una bella persona come Rosaria Renna ha una voce così deliziosa.
Vorrei non perdere nulla di questa giornata che si va spegnendo. So che non basterebbero decine di riprese e centinaia di fotografie a conservare anche le briciole di questi momenti. Sono sicura però che i ricordi belli lascino un solco profondo, come quello di un sorriso perenne.
La stanchezza piena della soddisfazione mi permette di continuare a scrivere anche se tra poco sarò sveglia da più di 20 ore. Mi fa compagnia lo sguardo vigile di Milo che mi aspetta per andare a dormire, paziente.
Forse toccherebbe affiancare il detto "gli occhi sono lo specchio dell'anima" alla voce. Ci rappresenta e ci racconta come le impronte digitali, uniche e irripetibili. Speciali, come una giornata tutta da raccontare.
Grazie.
(non c'è bisogno di aggiungere destinatari)
Vorrei non perdere nulla di questa giornata che si va spegnendo. So che non basterebbero decine di riprese e centinaia di fotografie a conservare anche le briciole di questi momenti. Sono sicura però che i ricordi belli lascino un solco profondo, come quello di un sorriso perenne.
La stanchezza piena della soddisfazione mi permette di continuare a scrivere anche se tra poco sarò sveglia da più di 20 ore. Mi fa compagnia lo sguardo vigile di Milo che mi aspetta per andare a dormire, paziente.
Forse toccherebbe affiancare il detto "gli occhi sono lo specchio dell'anima" alla voce. Ci rappresenta e ci racconta come le impronte digitali, uniche e irripetibili. Speciali, come una giornata tutta da raccontare.
Grazie.
(non c'è bisogno di aggiungere destinatari)
martedì 3 agosto 2010
Rullo compressore all'occorrenza
Che mese è stato questo luglio. Pieno, difficile, con punte di gioia.
Si è laureato uno dei miei cugini più cari, ho festeggiato il compleanno della mia metà (con la mia metà, piccoli particolari che in determinate situazioni diventano rilevanti), ho finito gli esami della LS. Ancora non riesco a crederci. E lo so che "gli esami non finiscono mai" ma il mio tributo di 24 esami contro i 12 di chi si iscrive adesso, io l'ho "pagato". Sangue e sudore. Svogliatezza e lavoro da fare. So anche perchè ce l'ho fatta. Ho una perla d'uomo che mi ascolta anche quando sono più insopportabile del solito e ho avuto i messaggi di in bocca al lupo di mia madre a sostenermi. Così all'ultimo esame l'ho mandato io a lei: "Grazie mamma, senza di te non ce l'avrei fatta".
Non nutro alcuna malinconia sul fatto che non starò più di fronte a una persona che deve esaminarmi con il libretto universitario, anzi. Ma magari è una sensazione momentanea.
Adesso lavoro alla tesi, piano piano prende forma.
Altre cose di questo luglio appena trascorso? Novità per Econote.it nei prossimi mesi.
E poi ho tagliato dei rami secchi, ma questa è un'altra storia.
Eccomi, rullo compressore all'occorrenza.
Si è laureato uno dei miei cugini più cari, ho festeggiato il compleanno della mia metà (con la mia metà, piccoli particolari che in determinate situazioni diventano rilevanti), ho finito gli esami della LS. Ancora non riesco a crederci. E lo so che "gli esami non finiscono mai" ma il mio tributo di 24 esami contro i 12 di chi si iscrive adesso, io l'ho "pagato". Sangue e sudore. Svogliatezza e lavoro da fare. So anche perchè ce l'ho fatta. Ho una perla d'uomo che mi ascolta anche quando sono più insopportabile del solito e ho avuto i messaggi di in bocca al lupo di mia madre a sostenermi. Così all'ultimo esame l'ho mandato io a lei: "Grazie mamma, senza di te non ce l'avrei fatta".
Non nutro alcuna malinconia sul fatto che non starò più di fronte a una persona che deve esaminarmi con il libretto universitario, anzi. Ma magari è una sensazione momentanea.
Adesso lavoro alla tesi, piano piano prende forma.
Altre cose di questo luglio appena trascorso? Novità per Econote.it nei prossimi mesi.
E poi ho tagliato dei rami secchi, ma questa è un'altra storia.
Eccomi, rullo compressore all'occorrenza.
venerdì 30 luglio 2010
Una volta sì, ora non più
Ma lo spiego domani. Forse.
sabato 17 luglio 2010
Polvere e carta
Carta di tutti i tipi. Biglietti del cinema di come non se ne usano più, scontrini su cui oramai non leggi più cosa hai comprato, biglietti dell'autobus che costavano ancora 0.77 centesimi. Il primo giorno delle superiori, il primo giorno dell'Università, la Licenza media presa nel '97-'98, il primo esame: 9 ore d'attesa. E poi lettere, tanto inchiostro a ricoprire fogli letti più di una volta, spiegazzati e colorati, sui quali adesso - passati 5,6,7 o 10 anni - cerchi di scorgere gli elementi giusti a farti venire in mente cosa succedeva allora. Chi eri, cosa facevi, cosa ti aspettavi dagli anni che sarebbero venuti e se poi questi anni hanno veramente portato tutto ciò che ti aspettavi.
E allora polvere, carta e qualche lacrima, per i biglietti di mamma "Buon pranzo". E anche qualche smorfia a pensare che nell'età dell'incoscienza stavi con uno che scriveva "stra ordinario" e "inpazzire". Mi chiedo se poi sia andato avanti e mi interrogo sulla provvidenza del mio giudizio successivo. E ancora fiori secchi schiacciati, cuori di plastica sgonfiati. Parole su parole che il tempo non svuota di significato anche se se le è portate via.
Cuori, nastri e malinconia in una scatola verde lunga che stava sull'armadio coperta di polvere, fino ad oggi.
sabato 3 luglio 2010
Non piangere coglione, il nuovo libro ISBN
Maternità, differenze di genere surreali e divertenti. L'ho letto tutto in un giorno. Mi ha divertito e rapito questo libro appena uscito per ISBN.
Una storia surreale nella quale il lettore cerca di capire quanto ci sia di vero nelle differenze descritte fra uomo e donna. Andrea - il protagonista - è appunto un coglione ma si finisce con il comprendere anche la sua follia e ad apprezzarlo così com'è. In realtà è Lena la vera protagonista, il punto fermo della vicenda, forse ancora più matta di lui.
L'autore è Amedeo Romeo e questo è il suo primo romanzo.
Una storia surreale nella quale il lettore cerca di capire quanto ci sia di vero nelle differenze descritte fra uomo e donna. Andrea - il protagonista - è appunto un coglione ma si finisce con il comprendere anche la sua follia e ad apprezzarlo così com'è. In realtà è Lena la vera protagonista, il punto fermo della vicenda, forse ancora più matta di lui.
L'autore è Amedeo Romeo e questo è il suo primo romanzo.
mercoledì 23 giugno 2010
Astri e circostanze fortunate
20 e 21 giugno non sono state le mie giornate, se avessi letto prima l'oroscopo mi sarei rifugiata in un bunker antiatomico e avrei messo il naso fuori solo il 22 mattina. Non ho potuto.
Ma dato che è tedioso ricordare e raccontare giornate un pò bruttine voglio fermare giorni belli e pieni, come quelli della scorsa settimana.
Circostanze fortunate mi hanno portato a dormire in una suite ben 4 ore, più grande della metà di casa mia, con il wisky sul tavolino dell'ingresso, grosse tende pesanti attraverso cui guardare dall'alto la città. Un letto enorme e altissimo, scatole e scatoline con profumi e saponi, lampade da regolare e asciugamani ricamati.
4 ore di sonno dopo una cena in un locale storico della città, al tavolo con il governatore che più apprezzo e il gruppo musicale che adesso accompagna anche la mia scrittura del post in sottofondo, dolcemente. Un lungo lavoro culminato in una grande giornata, nella quale si sono alternati pioggia e sole. Un bel bagaglio di ricordi, davvero bello. Non ci sono astri che tengano.
Ma dato che è tedioso ricordare e raccontare giornate un pò bruttine voglio fermare giorni belli e pieni, come quelli della scorsa settimana.
Circostanze fortunate mi hanno portato a dormire in una suite ben 4 ore, più grande della metà di casa mia, con il wisky sul tavolino dell'ingresso, grosse tende pesanti attraverso cui guardare dall'alto la città. Un letto enorme e altissimo, scatole e scatoline con profumi e saponi, lampade da regolare e asciugamani ricamati.
4 ore di sonno dopo una cena in un locale storico della città, al tavolo con il governatore che più apprezzo e il gruppo musicale che adesso accompagna anche la mia scrittura del post in sottofondo, dolcemente. Un lungo lavoro culminato in una grande giornata, nella quale si sono alternati pioggia e sole. Un bel bagaglio di ricordi, davvero bello. Non ci sono astri che tengano.
"I leghisti qui non sono graditi" cartelli in città
E questo non si fa. Noi siamo il popolo dell'accoglienza, siamo quelli che trovano un punto in comune con tutti. Io proporrei invece di mostrare il meglio della città e dei suoi abitanti, la pizza più buona e il migliore sorriso del personale per il leghista in visita. Magari ricorda le sue origini terrone e gli si scalda il cuore.
giovedì 17 giugno 2010
Uno scatto al cospetto della monnezza
Napoli. Una turista si fa scattare una foto, indossa un paio di pantaloncini corti, gli occhiali da sole, le scarpe comode e il suo sorriso più smagliante. La foto è di quelle da condividere sui social network o da incorniciare ed appendere alle pareti di casa. Sullo sfondo non il Maschio Angioino, non il Golfo con il suo profilo morbido, ma sacchetti della spazzatura. La foto la pubblica il Corrieredelmezzogiorno.it.
La turista è a via Toledo, dove Reginella con un vestito scollato e parlando francese incontra l'uomo che era innamorato di lei (a Tuledo gnorsì?).
Altri tempi, altre storie.
Rabbrividisco malgrado i 40°.
Questo è quello che i turisti trovano caratteristico in una città dove ogni pietra ha una storia? Quello che si portano via queste persone non è la Napoli dei vicoli e delle vedute mozzafiato, non è il calore di chi ti accompagna fin dove devi arrivare, non è la terra dove il dialetto è una lingua, ma è la città dai brulicanti sacchetti colorati della spazzatura?
Non ci sto a tutto questo.
La turista è a via Toledo, dove Reginella con un vestito scollato e parlando francese incontra l'uomo che era innamorato di lei (a Tuledo gnorsì?).
Altri tempi, altre storie.
Rabbrividisco malgrado i 40°.
Questo è quello che i turisti trovano caratteristico in una città dove ogni pietra ha una storia? Quello che si portano via queste persone non è la Napoli dei vicoli e delle vedute mozzafiato, non è il calore di chi ti accompagna fin dove devi arrivare, non è la terra dove il dialetto è una lingua, ma è la città dai brulicanti sacchetti colorati della spazzatura?
Non ci sto a tutto questo.
mercoledì 16 giugno 2010
E questa è fatta
Guarda che è un lavoraccio.
Lo so.
Io sarei piacevolmente sorpreso se ce la facessi.
Va bene.
Prima fase conclusa. Ho compilato almeno sette moduli con nome cognome, data di nascita, luogo di nascita, matricola. Sette diverse volte. Hanno attestato in biblioteca che non ho libri custoditi indebitamente che appartengono alla facoltà, e questo mi è costato andare e venire 2 volte con una tempetatura media di 35-40 gradi rigorosamente con messi pubblici. A uno degli allegati ho applicato una marca da bollo e sullo stesso allegato ho trascritto come un amanuense tutti ma proprio tutti gli esami che ho fatto, la data, il voto in trentesimi (uno storico da stampare no?).
Evviva la sburocratizzazione, evviva le autocertificazioni. Devo far dei documenti per cose che in segreteria e in presidenza già sanno, anzi dovrebbero comunicarmi loro.
Una volta stappato lo spumante della gloria e indossata la corona d'alloro per la seconda volta, giuro che non voglio neanche più sentire nominare la facoltà. Voglio rimuovere, come per un trauma, anche dove si trova.
Lo so.
Io sarei piacevolmente sorpreso se ce la facessi.
Va bene.
Prima fase conclusa. Ho compilato almeno sette moduli con nome cognome, data di nascita, luogo di nascita, matricola. Sette diverse volte. Hanno attestato in biblioteca che non ho libri custoditi indebitamente che appartengono alla facoltà, e questo mi è costato andare e venire 2 volte con una tempetatura media di 35-40 gradi rigorosamente con messi pubblici. A uno degli allegati ho applicato una marca da bollo e sullo stesso allegato ho trascritto come un amanuense tutti ma proprio tutti gli esami che ho fatto, la data, il voto in trentesimi (uno storico da stampare no?).
Evviva la sburocratizzazione, evviva le autocertificazioni. Devo far dei documenti per cose che in segreteria e in presidenza già sanno, anzi dovrebbero comunicarmi loro.
Una volta stappato lo spumante della gloria e indossata la corona d'alloro per la seconda volta, giuro che non voglio neanche più sentire nominare la facoltà. Voglio rimuovere, come per un trauma, anche dove si trova.
martedì 8 giugno 2010
Ottobre

Mi sono ritrovata a fare troppi discorsi sul futuro in questi giorni, ho la testa confusa. Ho sentito di mutui, di prestiti. Ascoltato storie di "chi ha svoltato" e chi è stato licenziato. Diversi racconti lontani da me e qualcuno vicino al mio vivere.
Oggi si profila la possibilità di mettere un punto fermo nel mio di futuro.
Ottobre, ottobre è un bel mese per fare tante cose. Del resto io ad ottobre, ci sono nata.
L'unica cosa da fare adesso è darsi da fare.
Ottobre, sì.
mercoledì 26 maggio 2010
Ho 15 minuti prima che la batteria del pc si scarichi e mi lasci davanti al monitor spento. La mia di batteria è già bella e scarica da un pò. E' stata una giornata impegnativa mentalmente. Domani promette lo stesso copione.
Però sto leggendo un libro bellissimo, che mi sta facendo riflettere e pensare. Il corpo delle donne, il libro che prosegue l'opera del documentario e del blog di Lorella Zanardo. Come la tv italiana sta svilendo la donna attraverso l'ossessivo schiacciamento sul corpo e l'immagine, al punto che le donne stesse, noi stesse, ci guardiamo con (presunti) occhi maschili. Ci ritornerò.
Però sto leggendo un libro bellissimo, che mi sta facendo riflettere e pensare. Il corpo delle donne, il libro che prosegue l'opera del documentario e del blog di Lorella Zanardo. Come la tv italiana sta svilendo la donna attraverso l'ossessivo schiacciamento sul corpo e l'immagine, al punto che le donne stesse, noi stesse, ci guardiamo con (presunti) occhi maschili. Ci ritornerò.
martedì 25 maggio 2010
Cosa non voglio essere
Forse non ho un'idea precisa di chi voglio diventare, ma so cosa non voglio essere.Voglio un vestito a pois portato con leggerezza anche senza volant. Preferisco i miei dittonghi chiusi alle "o" e alle "e" aperte alla milanese. Non voglio le rughe sul labbro superiore, quelle del disappunto. Voglio quelle ai lati della bocca dei sorrisi fatti alla gente in tram e delle risate sugli aneddoti buffi. Voglio rispondere al telefono "ehi" e non "sei già in riunione? ascolta".
lunedì 24 maggio 2010
Let me go home
Ore 21.05, Michael Blublè inizia a cantare la prima traccia dell'album Crazy Love, al Forum di Assago di Milano. Sold out da settimane per questa data, il Forum è pieno e facciamo in tempo ad entrare e trovarci un posto ad hoc.
Michael è simpatico, carismatico. Scherza sul suo essere "engaged", ringrazia di aver pagato un biglietto "di questi tempi". Umile, parla di Michael Jackson come il "numero uno" e poi canta un pezzetto di canzone ballandolo.
Si vede che tutto è costruito nei minimi dettagli. Immagini che dietro ci sia uno studio maniacale di tutto ciò che vedi. Dall'orchestra al palco c'è un scivolo su cui lui passa e balla, l'asta del microfono va giù con un colpo di punta, il filo del microfono viene avvolto con gesti studiati. Le luci, le immagini sono perfettamente sincronizzate. Eppure nonostante tutto questo studio invece di diventare asettico, lo spettacolo piace e anche molto.
Canzoni piacevoli anche se non le conosci, perfette da ascoltare mano nella mano, con te.
Fine spettacolo, un sipario bianco cala sul palco, occhio di bue su Michael in completo nero: canta a cappella senza microfono. Il Forum di Assago sizittisce di colpo in estasi. Una signora alle mie spalle fa: "voce!". E' stata una giornata troppo bella anche per girarmi e farle un'occhiataccia.
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