martedì 17 marzo 2009
domenica 15 marzo 2009
Novità editoriale: Blitz
Blitz è un nuovo quotidiano esclusivamente on line, "l'on-line che si stampa", infatti l'impostazione grafica è cartacea, squadrata ed essenziale. La presentazione copincollata per alcune righe: "La gente, colpita dalla tempesta finanziaria, ha tagliato spese di ogni tipo, compresa quella minuscola che serviva ad acquistare il giornale. Di qui le previsioni apocalittiche secondo cui il giornale cartaceo è destinato a scomparire, principalmente perché le notizie si trovano a iosa e gratuite su Internet". Per il momento non vedo firme e si nota che sia un work in progress, ma tocca seguirlo un pò per farsi un'idea.
venerdì 6 marzo 2009
Tieni duro, Patch Adams
Ha 57 anni e ci ha fatto commuovere e ridere con film come "Genio ribelle", "Patch Adams", "L'Uomo Bicentenario" e "Al di là dei sogni". Il Premio Oscar Robin Williams sarà operato al cuore per la sostituzione della valvola aortica, l'attore è da qualche giorno in osservazione in un ospedale di Miami dopo aver accusato problemi respiratori.domenica 1 marzo 2009
Il pizzaiolo donna
Simpatica parentesi del sabato sera. In attesa della partita Juve-Napoli e del deserto annesso (non perchè avessi la minima idea di passare 90 minuti a guardarla) siamo andati a comprare un metro di pizza più gusti, nella piccola pizzeria vicino casa.Con sorpresa dei signori chiusi in grossi cappotti, di ragazzi che arrivano in scooter fin dentro il negozio e di signore affaccendate, dall'altro lato del bancone, immersa in farina, mozzarella e pomodoro, c'è una deliziosa donnina con i capelli ricci. Sì, una pizzaiola. Che stende la pasta facendola roteare sulla testa con le sue mani piccole e sistema sulla superficie bianca ogni delizia: dai fagioli alla messicana alla bolognese. E tutto questo lo fa con un largo sorriso e una battuta per tutti.
L'atmosfera intorno al forno delle pizze è calda, accogliente. E non ti accorgi di aver aspettato mezz'ora per la tua margherita. L'attesa è intervallata da piccoli siparietti nei quali ti rendi conto che non potresti mai essere in un'altra città, qui puoi essere solo a Napoli. Nel momento dell'estrazione del Lotto il ritmo frenetico della pizzeria rallenta e la fame dei clienti si placa. Il volume delle canzoni spagnoleggianti viene abbassato e si fissa tutti insieme lo schermo blu con le ruote e i suoi numeri. Nessuno tira fuori i foglietti arancioni, tutti hanno in mente i numeri giocati, e poi i numeri nun se ricen, nun se fann sapè. Poi con il rammarico generale di chi non ne ha beccato uno o di chi ci è andato vicino, il ritmo riprende e la musica si alza.
La pizzaiola sentenzia: "beat a cchì e tten sti nummer" e torna ad impastare.
La maggior parte delle persone che entrano e ordinano si soffermano un pò su questa figura, gli sembra strano, ci mettono un pò a metabolizzare e poi si arrendono davanti alla sua bravura. Ma quasi nessune riesce ad andar via senza esclamare: "mai vista una pizzaiola"!
lunedì 23 febbraio 2009
Ex, un film dove gli amori non finiscono
Al contrario della malinconia che ci suscitano queste due lettere accostate "E" "X" il film non è sugli amori finiti. La pellicola di Fausto Brizzi è tutt'altro. E' uscita nel periodo sdolcinato di San Valentino e infatti non è affatto male vista mano nella mano con la persona amata davanti al grande schermo del cine. Provare per credere.E io che di solito storco il naso davanti alle commedie affollate, di più personaggi, di più persone e storie, mi sono innamorata di questo
film.Provate a pensare il nome di un attore o personaggio dello spettacolo italiano? Ecco c'è il 50% delle probabilità di ritrovarlo in questo film. Ci sono coppie come Nancy Brilli e Vincenzo Salemme, oppure Flavio Insinna e Claudia Gerini. C'è una brevissima partecipazione di Elena Sofia Ricci divorziata con Claudio Bisio, protagonista di una scena surreale sull'evoluzione del rapporto padre-figlia. Alessandro Gassman lo ritroviamo di nuovo in una specie di caricatira di se stesso o dell'uomo bello-e-basta, che si contende la fidanzata (o ex, questione di sottigliezze) con Fabio De Luigi, prototipo di uomo-sfigato. E tutte queste storie sono fra loro incrociate, o meglio stanno una dentro l'altra e in alcuni casi si toccano con delicatezza, si passano la palla in un delicato minuetto.
Il film inizia con le separazioni, i litigi e cresce su questi personaggi attraverso le loro vite e le situazioni in cui si trovano. Ma verso la fine, quando hai riso e pianto a intervalli regolari, tutte le storie trovano il loro sbocco verso il "vissero felici e contenti". Don Lorenzo lascia l'abito ecclesiastico per i baci di Elisa, Marc e Giulia che si ritrovano all'aereoporto di Tokyo... Sorrisi e tenerezze a profusione.
E poi forse mi è piaciuto tanto perchè la storia più romantica riguarda Giulia e Marc, il loro amore nasce sotto la Tour Eiffel, continua davanti al Mouline Rouge e si compone di piccoli pessi di puzzle che non sono che frammenti di carta separati.
mercoledì 18 febbraio 2009
Flavio Insinna in "Senza Swing" a Napoli
Dai pacchi al palcoscenico con la stessa capacità di coinvolgere gli spettatori. Flavio Insinna tolti i panni ecclesiastici ritorna al primo amore: il teatro, e presenta uno spettacolo non inedito "Senza Swing".Lo spettacolo rivisitato aveva come titolo "La Banda", infatti intorno a una banda ruota la storia e lo stesso palco che Flavio regge per più di due ore senza interruzione. Una decina di personaggi che riesce a vestire senza trasormarsi con la sola forza dell'interpretazione. Due i personaggi principali, il Maresciallo Bellini che ha a cuore la banda e il suo futuro, e un furbetto romano che alla fine avrà il giusto compenso al suo opportunismo. Non svelo altro, la tournè di Flavio Insinna e la banda è lunga, questa settimana sono a Napoli al Teatro Diana. Lo consiglio.
mercoledì 4 febbraio 2009
Ma quand'è che ho fatto le medie?
Di fronte c'era un orto e adesso un parco residenziale, è rimasta la sala giochi però, per unire l'utile al dilettevole nei pomeriggi dopo la scuola.
Oltre i due cancelli e le scale, lo spazio che si apre varcata la soglia è ampio e chiaro. E ora che ci penso al secondo piano di questa scuola non ci sono mai salita, non c'è stato mai forte richiamo infantile di scoprire il piano alto. Chissà perchè. Le aule dove siamo stati erano sempre quelle affacciate sulla strada, calde in primavera e fredde d'inverno. Una prigione allora, un tenero ricordo adesso.
Il tempo di ruotare lo sguardo dalle targhe ai cartelloni colorati sulle pareti che ho incrociato lo sguardo di un omone con la barba quasi tutta bianca, non mi ha detto "ciao", mi ha detto: "non dire quanti anni sono passati!". Era uno dei professori che mi incuteva più timore, con quella sua barba tutta nera un tempo e la voce grossa ancora adesso. Un abbraccio e un "arrivederci" e con passo lento dal lato opposto arriva una professoressa con gli occhi azzurrissimi, circondata dalle sue alunne, si sta avviando in classe.
Nei suoi occhi c'è un guizzo improvviso e capisco che le ho ricordato qualcosa, non solo qualcosa, quando mi avvicino mi dice il nome, il cognome, com'ero piccola e schiva un tempo. Poi fa su e giù con le mani per indicare che sono cresciuta. "Eh, educata, attenta, bravissima in lettere!" mi dice e si gonfia d'orgoglio quando le racconto cosa faccio (un pò il merito è suo). Mi porta in classe e mi presenta sull'onda dell'euforia, i ragazzi su alzano in piedi, in imbarazzo gli chiedo di stare seduti perchè altrimenti "mi sento vecchia". Vorrei sedermi lì fra loro e ascoltare ancora una lezione della professoressa, Dante, I promessi sposi, Pascoli, anche le cose più noiose. Ascoltare "la prof" e fare disegnini sul libro con la matita, guardare distrattamente alla finestra mentre alla cattedra l'insegnante è distratto dai suoi crackers, e aspettare la campanella. Uh, che tuffo nella mia storia che ho fatto oggi!
sabato 31 gennaio 2009
Sette Vite, Muccino e Smith di nuovo insieme

Il pubblico premia – il film è al secondo posto negli incassi Usa - e la critica demolisce. Un copione già visto. La pellicola in America è vietata ai minori di 13 anni non accompagnati e nel primo weekend di programmazione nelle sale ha incassato 3.896.159 euro. Il titolo italiano, come spesso succede, non traduce perfettamente il significato di “Seven Pounds” che sta per sette libbre e fa riferimento al pound of flesh (una libbra di carne umana) che “il mercante di Venezia” shakespeariano chiedeva ad Antonio per estinguere il suo debito.
“Seven Names. Seven Strangers. One secret” dietro questo trailer il candidato all’Oscar Will Smith è nei panni di Ben Thomas, un agente dell’IRS logorato dall’aver commesso un irreparabile errore: aver causato la morte di sette persone in un incidente stradale. Ben non riesce a darsi pace e schiacciato dai sensi di colpa inizia un cammino di redenzione nel quale cambierà la vita a sette persone. Per farlo però prima osserva le loro vite e valuta se le loro anime meritano di essere salvate. E qui si incastra il tassello romantico del film, entra in scena di Emily, una delle sette anime di cui il protagonista decide di prendersi cura, interpretata dalla bellissima attrice Rosario Dawson. La donna malata di cuore, sarà capace di donargli proprio quell’amore che lui pensava di aver perduto per sempre. Emily lo metterà di fronte ad un bivio: tornare a vivere o lasciar vivere.
Il regista Muccino parla di “una vicenda simbolica, cupa, estrema, sul potere salvifico dell’amore”, una storia dura da digerire e che una volta alzati dalla poltrona del cinema continua a scorrerti dentro. Il montaggio lascia molto spazio al non detto, al celato e la trama per metà del film rimane non chiara. Ma proprio tutta questa suspance lascia gli spettatori incollati allo schermo per tutta la durata del film.
Per quanto riguarda Will Smith, l’interprete dopo la redenzione economica del broker Chris Gardner, che intendeva la felicità come ricchezza in La ricerca della felicità, indossa i panni di questo Ben Thomas che stavolta è alla ricerca di redenzione spirituale che metta a tacere il dolore provocato e il rimorso. Negli occhi scuri di Smith durante i 125 minuti del film passano tante sfumature di emozioni, dall’angoscia alla commozione: “in sette giorni Dio creò il mondo, in sette secondi io ho distrutto il mio”. Insomma una nuova ricerca per l’ex Principe di Bel Air che parla del film come “un’opportunità di raccontare una storia sul fondamentale tema umano che continua ad affascinarmi: come riescono le persone a superare dei grandi traumi? Come fare ad andare avanti quando tutto va storto? In questo senso, Sette anime è una storia di redenzione, che ha anche un finale decisamente inaspettato”.
martedì 27 gennaio 2009
Notecologiche, dove siamo un anno dopo
Un piccolo progetto intrapreso con amore in un pessimo momento per la terra in cui affondano le mie radici. E un anno dopo lo trovo segnalato sull'Unità. E' una soddisfazione personale voltarmi indietro e vedere quanta strada questo progetto partito dal nulla ha fatto, e spero che sia servito ad informare e mettere in comunicazione quanti, questa città vogliono guardarla rifiorire anche sotto il punto di vista ambientale.Un "grazie" ad Antonio: preciso, attento e puntuale redattore, con cui adesso condivido questo progetto e la mia vita.
giovedì 22 gennaio 2009
Il risultato della legge 40?
(la Repubblica)
lunedì 19 gennaio 2009
Effetto "Costa Crociere" dopo Parigi
La città era coperta da uno strato di neve, la temperatura si attestava intorno allo zero. Un bus ci ha accompagnati dalla più grande sorpresa del viaggio, il nostro amico Marco. Gli siamo piombati così invadendo casa, città, lavoro, pranzi, cene e tutto il resto. All'inizio seri, poi a mano a mano in tre dimostravamo 15 anni appena. E ci siamo divertiti che più non si poteva.
Appena il castello di Disneyland si è profilato all'orizzonte uno dei bambini con noi sul grosso bus rosso ha esclamato: "e che ci sta e special?!", (!) evidentemente qualcosa nel meccanismo pedagogico non ha funzionato. Io ne sono rimasta incantata, non sapevo quale angolo di tutta questa magia scegliere come mio preferito. E così il primo giorno dopo la partenza lo abbiamo trascorso a Disneyland (non EuroDisney!). Il freddo non ci ha fermati, semmai esaltati ancor di più. Disneyland è un mondo incantato e parallelo che poco ha a che fare con la realtà. Ti emozioni a vedere gli occhi dei bambini, vecchi cartoni animati e ascolti tutto il tempo le colonne sonore dei film della tua infanzia. Poi mentre a mano a amano si accendono le luci del castello e Topolino saluta, si cementano amicizie.
Parigi, Parigi, l'abbiamo vista solo il giorno seguente. Di buon ora ci siamo messi in marcia e la primissima cosa che abbiamo visto è stata: Notre Dame, la cattedrale più grande che abbia mai visitato. Una visita alla biblioteca antica, un pranzo veloce e poi il mastodontico Louvre (perchè non fittano delle bici per girarlo?), per scoprire che la Gioconda è un piccolo quadretto neanche tanto bello, che se lo tengano pure i francesi.
La Tour Eiffel no, bella e imponente, lei che con grazia toca il cielo e lo fa toccare anche a te se lì sotto baci la persona amata.
Il terzo giorno (di sole) siamo partiti da Pigalle e il Moulin Rouge, poi abbiamo lasciato le donnine nude e papere (mi sto ancora chiedendo a cosa servano) e siamo andati al Sacro Cuore salendo interminabili scalini. Ma alla vista del paesaggio tutto questo sforzo è stato ampiamente ripagato.
L'area di Parigi ancora sconosciuta era quella degli Champs Eliseès, e non siamo mancati. Dall'Arco di Trionfo fino al Louvre nuovamente, passando per i Megastore (mega sul serio!) fin sopra la ruota panoramica per ammirare tutta la città al tramonto (sì ma detto fra di noi 4 giri sulla ruota son troppi).
L'ultimo giorno siamo tornati a Disneyland per vedere il magnifico Cinemagique e lo spettacolo con le auto e moto e, soprattutto, per fare incetta di souvenir per portare a casa un pò di questo viaggio. Shopping ossessivo-compulsivo per placare la malinconia della fine di questa stupenda vacanza. E al ritorno? Una pura sindrome "Costa Crociere", avete presente la pubblicità? Ecco così, e dura ancora oggi!
Il video della premiazione di "Scienziato per un giorno"
venerdì 16 gennaio 2009
Scienziati, per qualche giorno
Il progetto prevedeva incontri preventivi con i ragazzi delle scuole, con lezioni, questionari, insomma una preparazione all'evento vero e proprio: l'incontro con gli scienziati, quelli veri, nei centri d'eccellenza campani. Dal 21 al 28 si sono svolti gli itinerari scientifici.
Da un lato preparavamo i ragazzi con l'aiuto indispensabile delle professoresse (qualcuna adorabile qualcun altra meno) e dall'altro ci interfacciavamo ai referenti: gran cervelli e ottime persone.
I ragazzi per classe hanno preparato dei report e oggi c'è stata la premiazione dei migliori. Erano tutti emozionati, la sala Newton gremita, la macchina ben oleata di Città della Scienza tutta in moto in questa strana giornata di sole. E tutto è andato per il meglio, che più di così non si poteva.
E visto che questo è stato un successo, ringraziati tutti quelli che hanno reso possibile questo grande evento, voglio dedicare questo momento bello a te nonno, che te ne sei andato quando questo bel cammino era in corsa.
M.
sabato 3 gennaio 2009
Quel che l'uomo di bronzo scrive sull'acqua
venerdì 2 gennaio 2009
Perchè Carlo Conti?
Le risposte sono interessanti.