giovedì 3 maggio 2012

Multe e tvench


In pratica sono appena tornata da una settimana a casa MIA. E quindi la voglia di stare qui fra questi scaffali color "aglio" - come dice un mio caro amico - a prendere la medesima colorazione, è ai minimi storici. Di conseguenza stamattina ero in ritardissimo e mi sono tuffata sul primo autobus per arrivare in fretta e furia alla metropolitana e quindi a travailler. Su questo autobus sono saliti uno stuolo di controllori, almeno 5 o 6.
Nessun problema per me perché ho un fantastico abbonamento annuale, dato che le linee pubbliche sono le uniche che io possa utilizzare in questa città - Milano - che al contrario di quanto leggo talvolta ha treni e vetture a frequenza regolare e vivibile. Non era nella stessa situazione un ragazzone seduto nel posto immediatamente dietro l'autista. Se ne stava bel bello con il suo tvench firmato a smanettare con i-Phone quando gli hanno chiesto il biglietto. Lui ha dapprima ingaggiato una discussione sulla possibilità di raccontare il perché e il per come avesse sì due biglietti ma non obliterati, poi visto che la storia non era per niente convincente, il controllore gli ha chiesto un documento ed ha aggiunto che nel caso in cui volesse contestare la multa doveva andare in via Tal dei Tali. Presi i dati e fatta la multa, il ragazzone con il tvench ha iniziato con una risatina indisponente a dire al controllore: "bene, bella multa ha fatto stamattina". E continuato con "Lei solo questo puvuò fare". Il controllore era effettivamente una "lei", una donna. E in questa risata di scherno ci ho visto anche questo elemento. L'unica soluzione sta nelle madri. A voi il compito di crescere uomini educati e corretti, che non si fanno prendere la mano se a fargli la multa è un controllore donna. 


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