venerdì 24 maggio 2013

Liberateci da Celi, mio marito!

Inquadrature statiche, tempi televisivi assenti, interviste in cui non si lascia parlare l'interlocutore che rimane visibilmente perplesso. Sono rimasta ipnotizzata la prima volta che ho visto il programma su Rai3 Celi mio marito!.

All'inizio mi sono detta che forse le prime puntate era normale un po' di ruggine e di mancanza di fluidità. Seguendo il successivo Un posto al sole che inizia alle 20.40 mi capita di accendere la tv un po' prima e incappo in lei. Lia Celi una giornalista satirica (?) con tanti follower su Twitter.
Il programma è in diretta da una "terrazza condominale" e lì si suggeguono artisti della manualità a vario titolo, un "poeta/scrittore", un ospite del mondo della televisione che deve presentare un nuovo programma (molto spesso). E poi Lia Celi che cita alla fine l'archivio di "mamma Rai" con un montaggio approssimativo che dovrebbe sostenere il tema lanciato all'inizio della puntata via hashtag.
Risultato? Lo share si attesta sotto il 4% mentre con l'inizio della puntata di Un posto al sole sale all'8%.
Su Twitter ha 2.500 follower e su Facebook la pagina ha 586 fan.

Questa mattina ho avuto modo di avere un botta e risposta con Lia Celi partendo da un altro argomento Sud vs Nord. Le ho detto che fino alle 19.00 non sono in casa, magari spostano la fascia oraria in cui va in onda.

Rimpiango quasi le Comiche che davano fino a poco tempo fa, anche se erano tecnicamente corrotte le immagini e non mi hanno fatto mai ridere quindi che le puntate fossero con il sonoro o meno le guardavo con volume zero. I dialoghi sono surreali quando non banali. Che abbiamo fatto di male?
Cielo!




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