giovedì 1 marzo 2012

Suonate ancora, suonate sempre Lucio

Il suo nome dentro detto notte mette già paura,
Sarà diversa bella come una stella sarai tu in miniatura...
Questa me la canta sempre papà. E oggi sono triste. Ciao Lucio

mercoledì 29 febbraio 2012

Sempre per sempre



Ve la consiglio se volete dire a qualcuno che sempre, e per sempre, ci sarete e sarete dalla stessa parte. E sono poche le persone a cui poter dire "sempre".

martedì 28 febbraio 2012

Nikon/Canon l'importante è scattare


Amo le fotografie. Ho cartelle su vari pc piene di file e casa (a Napoli) e casetta (a Milano) tapezzate di fotografie. Mi piace averle lì e buttarci l'occhio distrattamente ricordandomi di quella volta a Parigi, del compleanno o di come volò in alto il tappo dello spumante aperto da papà alla mia laurea triennale. Ne faccio quadretti fitti fitti di scatti come se fosse tutta un'unica immagine di un momento della mia vita.
La fotografia è un frammento dello spazio-tempo. Prova a fermare l'inafferrabile, il tempo, le emozioni. Come tale è parte della nostra identità.
E dopo questa riflessione simil-sociologica vengo al dunque del mio post. Vorrei regalarmi una reflex. La vorrei usata. Non mi importa che sia Nikon o Canon (lungi da me infilarmi in questa annosa diatriba). Ho un budget di 200 euro. Vorrei una cosa per divertirmi a mettere a fuoco, sperimentare la luce e fare - perchè no - qualche scatto. Chiedo troppo? Anche se chiedo solo qualche consiglio chiedo troppo?

lunedì 20 febbraio 2012

Perchè guardiamo Sanremo


Stavamo guardando Sanremo 2012 e mentre twittavo tutte le mie critiche mi hanno chiesto: "ma allora perchè lo guardiamo?".
Ci ho pensato e non è per il puro gusto della critica.
Lo guardo innanzitutto perchè mi interesso alla musica leggera italiana. Poi perchè Sanremo è un fenomeno di costume e di anno in anno rispecchia un po' il "dove siamo arrivati" in fatto di tendenze in questo paese e nel mondo (vedi gli ospiti stranieri). Altro motivo, i contribuenti italiani lo sovvenzionano e forse meritano uno spettacolo più decoroso, ma qui il "perchè lo guardo" si sovrappone al "perchè lo critico".
Non mi sembra poco. Un grazie a Geppi Cucciari che con la sua presenza l'ultima sera è riuscita a smarcare il clichè della donna-grechina vista nei giorni precedenti per mano delle varie: Ivanka, Belèn e Canalis. E brave alle tre vincitrici del festival, anche se al posto di Emma Marrone avrei visto una classifica fatta da: Arisa (sofisticata e cresciuta), Nina Zilli (che sofisticata era già e si conferma tale) e Noemi (con quel qualcosa di nuovo che altre non hanno).
Fra gli uomini bella la canzone di Finardi il "non do mai nome a cose più grandi di me" mi accompagnerà a lungo, e Renga che ha sempre il suo perchè anche con una canzone "sanremese".

giovedì 16 febbraio 2012

La farfalla di Belen


Seconda serata di Sanremo, fra i più brutti visti negli ultimi anni. Fra i peggior programmi della televisione italiana. Gli ascolti vanno giù e le gonne - come contraltare - vanno su. Per equilibrare. L'argomento, il thread di oggi è la farfalla di Belen, un tatuaggio sull'inguine che raffigura una farfalla "apparso" senza neanche tanto sbirciare sotto al leggero vestito della show girl? attice? valletta? Non riesco a riconoscerle un ruolo preciso.
Perchè Belen, ma anche la Canalis e la giovanissima e dolorante terza valletta di cui neanche mi preoccupo di trovare il nome sono delle "grechine". Riprendo questa definizione di Lorella Zanardo in Il corpo delle donne, perchè è perfetta.
Grechine, paperine, schedine, veline.
Elementi decorativi anche piuttosto inutili che si fanno, o diventano protagoniste solo quando la gonna si alza e si scopre come in questo caso una farfalla.
Vallette tanto inutili che per presentare un cantante con il relativo maestro a dirigere l'orchestra ne servono due, e non riescono a presentare questi nomi scritti sul gobbo, senza strafalcioni. Invece se è un uomo che presenta il "prossimo cantante in gara..." ne serve uno. Giusto.

Quando usciremo in questo paese dalla logica della donna come grechina?

Ci sono donne comode nel ruolo di "ancella", quando tutto va bene. Non l'ho mai sentito mio. Ho coordinato, ho coaduivato, ho fatto da spalla, sono stata nel backstage. Non siamo veline, nel senso di sottili e trasparenti. Siamo persone, con ruoli, capacità, esperienza, qualcosa da dire, qualcosa da pensare. Abbiamo sempre tenuto le redini di intere famiglie e generazioni. Perchè ora ci limitiamo a mostrare farfalle in diretta mondiale?

mercoledì 15 febbraio 2012

Un anno a Milano

Un anno fa sono arrivata a Milano. Non sapevo neanche quanto sarei restata, non sapevo cosa avrei fatto e avevo un unico appuntamento: un colloquio. Nella valigia avevo dei maglioni fra i più pesanti del mio cassetto e poco altro. Viaggio sempre con una valigia piccola, a prescindere da dove devo andare e quanto devo starci.

A Milano pioveva. Pioveva, pioveva, pioveva.
Sembrava non dovesse smettere mai e il cielo era coperto da una patina grigia, come un gratta e vinci, bastava passare la monetina e potevi conquistare il mondo.

Al mio colloquio sono arrivata in taxi di filato. C'era stato un incidente sull'unico tram che mi avrebbe portato a destinazione. La sede era in periferia, dove le case si fanno più rade e iniziano i capannoni. La prima impressione: tanto da dimostrare e il difficile era trovare il modo per farlo. Viaggiavo con la cartina della metro in tasca e pensavo in funzione di verde, rossa, gialla. Avevo un biglietto giornaliero ma nessuna voglia di andarmene in giro.

E' vero, Milano offre a tutti una possibilità, ma non ti regala niente. Il caffè alle macchinette te lo devi conquistare, un sorriso se ti va bene, una guardata storta quasi sempre e senza motivo.
Ma è il bello della conquista penso ora che qualche passo in avanti l'ho fatto.

Hai visto mai
che un piede poi basti
a cambiare la vita
se solo toccherà la luna
dice mia madre
ed è una bambina
di quattordici anni
negli occhi ha ancora quella luna

Ma non è la stessa
stanotte è proprio diversa
sì, uguale nel colore
ed ha lo stesso identico pallore
ma no, non è la stessa
vi giuro non è più quella
di una volta e non conserva
nemmeno più l'odore di
irraggiungibile
come tutti i nostri sogni
irraggiungibile
come la mela che non mangi

Irraggiungibile
lo era prima di quel passo
che dicevano avrebbe mosso
il mondo verso un altro mondo
e invece figlio mio
non è cambiato proprio niente
anzi ci han rubato il sogno
da una luna oggi diffidente
che è ancora troppo falsa
e per nulla
irraggiungibile

E adesso figlio mio
che non è cambiato niente
adesso figlio mio
che anche la luna oggi è diffidente
e ci guarda con sospetto
e resta
irraggiungibile

lunedì 24 ottobre 2011

Jamme, un racconto prêt-à-porter


Ci sono finalmente i vincitori del concorso "Parole in corsa"e io posso pubblicare qui il mio racconto (del resto era per questo blog che lo avevo pensato) il tutto prima che sfiorisca anche l'ultimo ricordo dell'estate.
Mi metto sempre sul lato destro del vagone, mi piace da lì scorgere il profilo del Vesuvio, d'inverno coperto di neve, d'estate baciato dal sole. È così definito che sembra ritagliato nel cielo, quello stesso profilo che vedo quando il treno corre veloce a 800 chilometri e qualcosa da qui, il cuore mi si stringe e metto gli occhiali da sole anche se è tardo pomeriggio.

Non ho mai imparato l'esatta sequenza delle stazioni, me ne perdo sempre qualcuna. Eppure Materdei, Museo, Policlinico, fanno parte della mia quotidianità. Ho visto queste carrozze d'inverno, piene di pendolari imbacuccati dentro morbidi piumini e cappelli di lana, vuote di sera con qualche temeraria che tornava dai teatri del centro sui tacchi alti e il filo di perle delle occasioni speciali. E ancora oggi, con un piccolo, sparuto gruppo di persone.

Provo a immaginare dove vadano con queste facce che mi sembrano così familiari. Io sto già pensando di andare a Piazza dei Martiri passando per via dei Mille trionfante come se fossi una garibaldina, incamminarmi verso Palazzo Reale e poi salire fino al punto più alto del Castel dell’Ovo. Lì riempirmi gli occhi e il cuore di tutta quella bellezza, scattando decine e decine di foto per cercare di fermare tutta questa meraviglia, di afferrarne anche solo un pezzetto per sempre. E in questa carrozza? Qualcuno va al mare - in metro -, una donna con il carrellino di sicuro al mercato di Antignano, al Vomero, a fare la spesa, altri dall'aria più tirata forse lavorano ancora o hanno ripreso a lavorare.

Su tutto svetta un cartellone pubblicitario. Dalla tasca di un paio di jeans esce una tessera, sotto c’è scritto: economica, ecologica e qualcos’altro. Serve a spostarsi in maniera diversa in questa brulicante città che vuole cambiare e ritrovare se stessa. Gli dice corri, respira, muori, pazzea, vivi, allucc, mangia, soffri, prega, ridi, chiacchiarea, scrivi, canta, leggi, suona, balla, come solo tu sai fare. Jamme.


giovedì 29 settembre 2011

Torno a casa, vado a casa

C'è calma e silenzio. Solo il tic tic dei tasti sottili sotto il peso delle dita per esprimere pensieri.
Pensavo alla relatività del concetto di "casa". Mi capita qualche volta quando racconto un aneddoto di ingarbugliarmi fra "casa" e "casa".
Qui sento dire "a casa dei miei" ma a me non viene spontaneo, che significa a-casa-dei-miei e poi cos'è questo mièi un pò buttato lì.
Io è lì che sono cresciuta, è lì che ho un bagaglio pieno e stracolmo di ricordi, vuol dire che non è casa mia? non più?
Le prime settimane a Milano per me "casa" era solo la casa di Napoli, con mia mamma, mio padre, mio fratello e il mio cane. Non esistevano altre case, io stavo poggiata in questa nuova città come una bambola sopra una soffice coperta. Ci affondavo giusto l'indispensabile ma non mi rilassavo mai.
Poi ho iniziato spegnere il pc del lavoro pensando di tornare a casa. Infilare le chiavi nel portone, salutare la portiera, imparare a riconoscere i rumori dei vicini e familiarizzare con l'odore di pane del cortile. E piano piano è diventata casa-a-milano.
Torno a casa, vado a casa. Una sola parola, due sole sillabe e molte più sfumature.

giovedì 8 settembre 2011

Un racconto

Data ultima per consegnare racconti sul tema del viaggio. Anche io ne ho scritto uno, e lo avevo scritto proprio da piazzare qui. E quando la giuria avrà decretato il vincitore sarà qui che lo posterò.

martedì 6 settembre 2011

Sciopero del 6 settembre


Oggi si sciopera. Ok. Per il mio "contratto" significa, lavorare e scappare prima delle 18.00, senza sapere se la mensa sarà funzionante. Niente di più.
E cosa cambierà domani? Nulla. In discussione anche l'art. 8 che tocca licenziamenti da un lato e sindacati dall'altro.
Il sindacato (come istituzione) mi sembra sempre più un pettine sdentato che non riesce a raggiungere una fetta man mano più larga di lavoratori "atipici". Non li conosce, non sa a cosa sono sottoposti, e infine non li tutela.
In quel caso non è che i rapporti fra le due parti sociali si sono interrotte, semplicemente non ci sono mai state. Non si conscono.

lunedì 5 settembre 2011

Reoose - Niente è inutile


Immaginate una prospettiva inedita, dove gli oggetti sono considerati per il loro valore d'uso e possono avere una, due anche tre vite. Che vi viene in mente? Sostenibilità, solidarietà, descrescita, baratto.
Reoose è tutto questo e io ho il privilegio di farne parte.

Funziona così, ci si apre un account gratuito, si scattano le foto a oggetti che non utilizzi più e che hai in casa a prendere polvere, aggiungi una descrizione e li 'carichi' sul portale.
A te non servono più ma possono servire a qualcun altro e così via.
Comprare e buttare via non è la strada giusta. E' necessario un cambio di prospettiva, questo.
Reoosizzatevi.

Questo è il portale
, qui il blog collegato e questa è la pagina fan su Facebook. Per informazioni info@reoose.com

sabato 20 agosto 2011

Stereotipi

Ho letto "Benvenuti al sud" e il link riportava a qualche sacchetto di spazzatura in un angolo.
I luoghi comuni semplificano, appiattiscono, fanno perdere in ricchezza e definizione. Lasciatevi prendere dai particolari e conoscete sul serio ciò che vi circonda.

giovedì 4 agosto 2011

Capri


Atmosfera anni '50, colori vividi, occhi pieni di bellezza e compagnia speciale, per me sei stata questo.

martedì 19 luglio 2011

Sempre affollata, devota.



Ma è la mia città (Edoardo Bennato)
Di nuovo Napoli in prima pagina, ci butti l’occhio un pò perplessa e scopri che in realtà è una bella notizia. Una di quelle che ti fa inorgoglire delle tue origini e ti mostra uno spaccato edificante della terra che ami. Come se avessi nelle mani una splendida farfalla colorata da mostrare agli altri solo un secondo prima di farla tornare a volteggiare.
[Qui]