martedì 17 giugno 2008

Com'è Valeria Parrella

Dire di conoscere una persona in due ore significa illudersi. Ma se hai letto tre dei suoi libri qualche elemento in più per inserire le tessere giuste al posto giusto e vedere una porzione più ampia del puzzle ce l'hai.
Valeria è arrivata sul filo del rasoio in studio a Radio F2, con l'aria scanzonata di chi pensa "embè qui che si fa?". Il tempo di accennare al significato di alcuni gesti fra me e il fonico dall'altra parte del vetro ed eravamo già in diretta, le 15.00. La prima cosa che mi ha chiesto è stata: "ma se sei triste devi far vedere per forza che sei felice in radio?" ed è a questa domanda che ho agganciato il primo tassello. Valeria è una donna decisa e schietta. Pane al pane e vino al vino. Come la sua scrittura, come i suoi racconti, mai troppo annodati o complessi, con grandi giri di parole o clamorosi colpi di scena.
Poi le ho consegnato una copia di nano, e allora la radio, lo studio, i microfoni sono diventati di contorno. Allora lì un altro tassello, Valeria è una persona concreta. Alla sostanza aleatoria di ascoltatori che non vedi, ha preferito la consistenza della carta di un giornale.
I minuti passavano, i brani anche, fra una chiacchiera su Gassman e un'altra su Napoli, le due ore sono scivolate via velocemente. Alla fine della puntata sapevo qualcosa in più, di questa giovane scrittrice napoletana, dalla scrittura "sottrattiva" e dal carattere deciso.
Ed ora sono qui a scrivervelo.
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