lunedì 15 dicembre 2008

Su e giù fra l'Emilia e la Romagna fra passato e futuro

E come li riassumo questi giorni?
Ho dormito in 5 giorni in 3 posti diversi. Credo di essere stata bagnata da centinaia di gocce di pioggia. Ho rivisto i miei amici di sempre, Noemi e Simone, che preparano il terreno ad una nuova famiglia. Vedere il corredo e i mobili mi ha emozionato. Sembra un battito di ciglia che giocavamo con le barbie, poi ci siamo diplomate, siamo andati a Londra... Ho pensato: allora siamo cresciuti, possiamo dirci "grandi"? Difficile dirlo. Ogni vita è così diversa e a sè e segue un percorso suo, tortuoso o meno, ma suo. E allora da una Natale all'altro gli amici comprano casa e cambiano città, pensano ad un bambino, o - semplicemente - cambiano lavoro. Il cambiamento impercettibile di quello che viviamo per chi ci guarda segue brusche frenate o accelerazioni. La prossima volta che sarò a Ravenna forse la casa sarà pronta e la nuova famiglia pure.
Oggi si è anche sposata Sonia, immagino solo come sarà stata emozionata. Sono sicura che tirerà fuori dei bellissimi racconti da questa fase così felice.

E poi sono stata in due città nuove. Prima a Bologna, di cui ho visto per anni sono la piccola porzione di città che offre la stazione. Stavolta l'ho vista e apprezzata meglio. Il suo fermento culturale, le tante librerie, lo Urban centre, il caldo dei negozi e il freddo umido della strada, i portici della città, il grande albero in piazza e le luminarie sui negozi griffati. e il Paladozza, il palazzetto dello sport in cui ho tentato l'ardua impresa delle 100 risposte in un'ora dopo 5 ore al freddo seduta sul giornale per evitare il contatto diretto con lo scalino.

La seconda città è stata Reggio Emilia, inizialmente non prevista nell'itinerario e per questa variazione ho provato anche l'ebrezza di cambiare i biglietti del treno con sommo dispiacere del bigliettaglio pennellato dalla evidente ricrescita. Anche Reggio Emilia mi è piaciuta, e lì ho conosciuto una persona dai capelli biondi e ricci, con gli occhi sinceri. La ringrazio della bella giornata trascorsa insieme e delle tante chiacchiere fatte insieme.

Il viaggio di ritorno è stato lungo, a Roma è salita una signora con tre cagnolini minuscoli, uno di loro si è acciambellato sulle mie gambe e così abbiamo continuato il viaggio. Come faceva a sapere che avevo nostalgia di Casa, del mio Milo?
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