lunedì 19 gennaio 2009

Effetto "Costa Crociere" dopo Parigi

L'anno non poteva iniziare meglio. L'8 gennaio sono partita con la mia metà verso la metà più romantica del mondo: Parigi. Il bagaglio era scevro di condizionamenti, pieno solo di sciarpe e cappelli. Un occhio al meteo e una sfogliata alla guida, appena fuori all'aereoporto di Orly ho respirato un'aria nuova, che mi metteva euforia e allo stesso tempo serenità. Voglia di non pensare a nulla e di riempirmi gli occhi di tanta bellezza.

La città era coperta da uno strato di neve, la temperatura si attestava intorno allo zero. Un bus ci ha accompagnati dalla più grande sorpresa del viaggio, il nostro amico Marco. Gli siamo piombati così invadendo casa, città, lavoro, pranzi, cene e tutto il resto. All'inizio seri, poi a mano a mano in tre dimostravamo 15 anni appena. E ci siamo divertiti che più non si poteva.

Appena il castello di Disneyland si è profilato all'orizzonte uno dei bambini con noi sul grosso bus rosso ha esclamato: "e che ci sta e special?!", (!) evidentemente qualcosa nel meccanismo pedagogico non ha funzionato. Io ne sono rimasta incantata, non sapevo quale angolo di tutta questa magia scegliere come mio preferito. E così il primo giorno dopo la partenza lo abbiamo trascorso a Disneyland (non EuroDisney!). Il freddo non ci ha fermati, semmai esaltati ancor di più. Disneyland è un mondo incantato e parallelo che poco ha a che fare con la realtà. Ti emozioni a vedere gli occhi dei bambini, vecchi cartoni animati e ascolti tutto il tempo le colonne sonore dei film della tua infanzia. Poi mentre a mano a amano si accendono le luci del castello e Topolino saluta, si cementano amicizie.

Parigi, Parigi, l'abbiamo vista solo il giorno seguente. Di buon ora ci siamo messi in marcia e la primissima cosa che abbiamo visto è stata: Notre Dame, la cattedrale più grande che abbia mai visitato. Una visita alla biblioteca antica, un pranzo veloce e poi il mastodontico Louvre (perchè non fittano delle bici per girarlo?), per scoprire che la Gioconda è un piccolo quadretto neanche tanto bello, che se lo tengano pure i francesi.
La Tour Eiffel no, bella e imponente, lei che con grazia toca il cielo e lo fa toccare anche a te se lì sotto baci la persona amata.

Il terzo giorno (di sole) siamo partiti da Pigalle e il Moulin Rouge, poi abbiamo lasciato le donnine nude e papere (mi sto ancora chiedendo a cosa servano) e siamo andati al Sacro Cuore salendo interminabili scalini. Ma alla vista del paesaggio tutto questo sforzo è stato ampiamente ripagato.
L'area di Parigi ancora sconosciuta era quella degli Champs Eliseès, e non siamo mancati. Dall'Arco di Trionfo fino al Louvre nuovamente, passando per i Megastore (mega sul serio!) fin sopra la ruota panoramica per ammirare tutta la città al tramonto (sì ma detto fra di noi 4 giri sulla ruota son troppi).

L'ultimo giorno siamo tornati a Disneyland per vedere il magnifico Cinemagique e lo spettacolo con le auto e moto e, soprattutto, per fare incetta di souvenir per portare a casa un pò di questo viaggio. Shopping ossessivo-compulsivo per placare la malinconia della fine di questa stupenda vacanza. E al ritorno? Una pura sindrome "Costa Crociere", avete presente la pubblicità? Ecco così, e dura ancora oggi!

2 commenti:

A. Benf. ha detto...

Durissima! :(

Angelo D'Amore ha detto...

parigi ha un fascino non paragonabile ad altre citta' europee.
io ho visitato quasi tutte le capitali europee ma parigi ha quel tocco in piu' di eleganza che se vogliamo la rende piu' stilisticamente (come usi ed abitudini)vicina a noi italiani.
la visitai la prima volta nel lontano 1983(allora sedicenne) in viaggio con il liceo pontano, un tour che mi porto' per la prima volta a mettere piede oltre i confini nazionali.
ci sono tornato nel gennaio del 2000, in viaggio di nozze, prima tappa di un viaggio indimenticabile che ci porto' in polinesia.
certo l'esclamazione del bambino e' stata un po' indicativa dei tempi mutati e di come le nuove generazioni debbano essere nuovamente indirizzate verso i valori semplici della vita, rappresentati anche dall'emozionarsi nel gurdare un castello all'interno di un parco dei divertimenti.
Saluti,
angelo