domenica 3 ottobre 2010

La Passione di Mazzacurati


Un film incompiuto. La storia di un regista-uomo - Gianni Dubuois interpretato da Silvio Orlando - in una fase calante della vita che viene "incastrato" e deve occuparsi della rappresentazione del venerdì santo in un paesino della Toscana dove il telefonino ha campo solo in un piccolo ballatoio in cima alla casa di un'anziana signora.
Lì incontra diversi personaggi che con lui paventano una voglia di riscatto dalla vita che conducono, riscatto che però non arriva.
C'è la giovane ragazza polacca interpretata da Kasia Smutniak, c'è il ladro che ha saldato il suo conto con la giustizia e cerca una nuova vita, Ramiro, (Giuseppe Battiston).
Ramiro mi sembra il personaggio più positivo dell'intera storia, un "Barabba" che finisce in processione con l'essere un gesù dei tempi moderni (sovrappeso), capace di avere la sensibilità di nascondere al suo maestro di cinema tutti i giornali con l'albero dei registi italiani da cui è stato escluso. L'ultima nota è per Giovanni Mascherini, giovane, schietto e semplice amico di Ramiro.
Anche Guzzanti e la Capotondi partecipano alla storia e fanno parte di un mondo finto e patinato in contrasto con la rudezza del paesino toscano.

Complessivamente il film non si apre e non si chiude, rimane lì sospeso.
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