martedì 5 ottobre 2010

Premio Nobel al padre della fecondazione umana assistita


L'importanza delle parole: fecondazione umana assistita è nella percezione di alcuni - i cattolici ad esempio - diversa da fecondazione umana artificiale. Qualifica qualcosa verso cui essere contro.

Mi ricordo ancora lo scetticismo di mia nonna quando nel 2005 cercavo di convincere le persone ad andare a votare per i 4 referendum abrogativi sulla legge 40, mi disse: "c'amma fa cu sti cose artificiali?". Ma la mia nonna pur avendo vissuto la grande epoca referendaria dell'Italia, quando le persone, le donne (!) si davano da fare per far progredire questa nazione sul piano civile, ha comunque 70 anni e se il prete dal pulpito le dice di non votare per le cose "artificiali", lei lo fa (episodi realmente accaduti durante la campagna referendaria).

Mi dicevo però che sì, forse la nonna era comprensibile, ma gli italiani avrebbero votato, anche solo abbastanza da mettere in discussione una legge che "fa acqua da tutte le parti", così dicevano autorevoli studiosi. Il referendum fu un fallimento (un ennesimo fallimento).

La cosa mi colpì talmente tanto da farci la Tesi della laurea triennale in Sociologia.
Aveva fallito lo strumento referendario o aveva vinto il fronte del "no"?
Lo strumento referendario è un'arma spuntata e il fronte del no ha dalla sua il crollo della partecipazione politica. Come se "sì" e "no" gareggiassero uno con le stampelle e l'altro in bici.

Ieri è stato consegnato il premio Nobel per la medicina a Robert Edwards padre della tecnica che fino ad oggi ha permesso la nascita di 4 milioni di bambini in tutto il mondo. In provetta sì, ma bambini, figli di genitori che altrimenti non avrebbero potuto metterli al mondo.

La Chiesa attacca e bolla la scelta del Nobel come "Fuori luogo".

E' davvero il Nobel ad essere fuori luogo? O è il momento che la Chiesa si sintonizzi sulla realtà e guardi alle cose senza preconcetti?
Posta un commento