domenica 1 maggio 2011

Domande senza risposta


Se penso all'immagine di un lavoratore mi immagino una tuta blu, con le mani sporche e screpolate, un panino nella borsa e tanto sonno arretrato. Uno di quelli che non va alle Maldive e che non si fa il problema se la frutta della sua macedonia è tagliata grossa.
Se penso ad un lavoratore chino il capo al mio panettiere. Mi alzo alle 7 e lui è già alle prese con farina e acqua da ore, eppure quando la sera passate le 7 (di sera) gli chiedo se posso entrare a prendere una ciabatta mi sorride lo stesso.

Chi non si sporca le mani, chi raggiunge tutto facile, non mi sa di lavoratore. Sarà un retaggio politico e culturale.

Eppure adesso che senso ha festeggiare il primo maggio? Lo festeggio anche io? Festeggio adesso un lavoro precario che limita il mio orizzonte a 3-6 mesi? Che paga poco un aver investito tanto mio e dei miei genitori?

Un ricercatore che studia tutta la vita se è borsista (se lo è) porta a casa a fine mese meno di mille euro, uno spiantato famoso per essere famoso sta 2 ore in una casa piena di telecamere e poi fa le serate in giro. Prende fino a 10.000 euro. Dov'è la nostra uguaglianza sociale? Dov'è il criterio meritocratico in questo strampalato paese?

Che (mi autocensuro) c'è da festeggiare oggi in Italia?
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