C'è calma e silenzio. Solo il tic tic dei tasti sottili sotto il peso delle dita per esprimere pensieri.
Pensavo alla relatività del concetto di "casa". Mi capita qualche volta quando racconto un aneddoto di ingarbugliarmi fra "casa" e "casa".
Qui sento dire "a casa dei miei" ma a me non viene spontaneo, che significa a-casa-dei-miei e poi cos'è questo mièi un pò buttato lì.
Io è lì che sono cresciuta, è lì che ho un bagaglio pieno e stracolmo di ricordi, vuol dire che non è casa mia? non più?
Le prime settimane a Milano per me "casa" era solo la casa di Napoli, con mia mamma, mio padre, mio fratello e il mio cane. Non esistevano altre case, io stavo poggiata in questa nuova città come una bambola sopra una soffice coperta. Ci affondavo giusto l'indispensabile ma non mi rilassavo mai.
Poi ho iniziato spegnere il pc del lavoro pensando di tornare a casa. Infilare le chiavi nel portone, salutare la portiera, imparare a riconoscere i rumori dei vicini e familiarizzare con l'odore di pane del cortile. E piano piano è diventata casa-a-milano.
Torno a casa, vado a casa. Una sola parola, due sole sillabe e molte più sfumature.
giovedì 29 settembre 2011
giovedì 8 settembre 2011
Un racconto
Data ultima per consegnare racconti sul tema del viaggio. Anche io ne ho scritto uno, e lo avevo scritto proprio da piazzare qui. E quando la giuria avrà decretato il vincitore sarà qui che lo posterò.
martedì 6 settembre 2011
Sciopero del 6 settembre

Oggi si sciopera. Ok. Per il mio "contratto" significa, lavorare e scappare prima delle 18.00, senza sapere se la mensa sarà funzionante. Niente di più.
E cosa cambierà domani? Nulla. In discussione anche l'art. 8 che tocca licenziamenti da un lato e sindacati dall'altro.
Il sindacato (come istituzione) mi sembra sempre più un pettine sdentato che non riesce a raggiungere una fetta man mano più larga di lavoratori "atipici". Non li conosce, non sa a cosa sono sottoposti, e infine non li tutela.
In quel caso non è che i rapporti fra le due parti sociali si sono interrotte, semplicemente non ci sono mai state. Non si conscono.
lunedì 5 settembre 2011
Reoose - Niente è inutile

Immaginate una prospettiva inedita, dove gli oggetti sono considerati per il loro valore d'uso e possono avere una, due anche tre vite. Che vi viene in mente? Sostenibilità, solidarietà, descrescita, baratto.
Reoose è tutto questo e io ho il privilegio di farne parte.
Funziona così, ci si apre un account gratuito, si scattano le foto a oggetti che non utilizzi più e che hai in casa a prendere polvere, aggiungi una descrizione e li 'carichi' sul portale.
A te non servono più ma possono servire a qualcun altro e così via.
Comprare e buttare via non è la strada giusta. E' necessario un cambio di prospettiva, questo.
Reoosizzatevi.
Questo è il portale, qui il blog collegato e questa è la pagina fan su Facebook. Per informazioni info@reoose.com
Che riguarda?
baratto,
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reoose,
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