martedì 27 marzo 2012

3 giorni a Napoli (magari per Pasqua o un ponte) #1


Ipotizziamo che vogliate passare tre giorni a Napoli, in occasione della prossima Pasqua 2012 o dei successivi ponti del 25 aprile o 1° maggio. Le previsioni su Pasqua non sono belle, anzi dovrebbe copiosamente piovere, ma confidate perchè a Napoli il sole non si arrende mai e qualche raggio riesce sempre a spuntare fra le nuvole più fitte.

Che arriviate con il treno o con l'aereo vi ritroverete direttamente in città. Meraviglioso è atterrare a Capodichino in mezzo alle case. Potrete scorgere addirittura da lì Spaccanapoli, la Chiesa di Santa Chiara (con il tetto verde), lo stadio San Paolo e Piazza del Plebiscito. Probabilmente però riuscirete a riconoscerle solo al ritorno, quindi atterrando godetevi la vista del mare se il vostro posto è sul lato giusto. Se arrivate in treno vi ritroverete nel cuore plusante e multietnico della città. Ci sono decine di Frecciarossa che entrano di testa e scarrozzano decine di emigranti e turisti.

Consiglio n.1 su Napoli: NON prendere l'hotel alla Stazione Garibaldi. Scegliere altre soluzioni per il pernottamento, per esempio la zona del Vomero ben collegata al centro con metro e funicolari. E optate tranquillamente per un B&B al massimo, non occorre la mezza pensione o la pensione completa a Napoli. Ci sono tutti i tipi di ristoranti (etnici, regionali, alla buona, trattorie, lussuosi), pizzerie (una, due, tre, quattro stelle e pizzerie "a taglio"). Bar dove fare colazione o soste ce ne sono a' mmurì (veramente tanti) e anche fast food. Potete mangiare anche con un euro e 50 centesimi una gustosissima pizza "a portafoglio" ovvero ripiegata su se stessa e vi passa la paura pranzo o cena che sia.
Accantoniamo l'argomento culinario che sarà ripreso più e più volte e torniamo al vostro arrivo a Napoli.

Due parole ancora sulla Stazione Centrale: è un brulicare di persone e sia sulla stazione che sulla immensa Piazza Garibaldi (potete scorgere una statua dedicata nel mezzo) c'è un vero melting pot. La sede della CGIL è accanto a un kebabbaro che ha imparato il napoletano, qui e lì c'è merce di tutti i tipi. Si fa ancora qualche "pacco" altrimenti detto truffa, ma se partite dal presupposto che non siete più furbi di chi ne ha viste di cotte e di crude in quei vicoli e tirate semplicemente dritto, non vi succederà niente. Ed ecco il consiglio numero 2.

Giorno numero 1 a Napoli. Visto che consigliavo di dormire al Vomero e dintorni ipotizzo un itinerario da lì. Vi accorgerete che Napoli non è una città che si sveglia presto, a tutte le ore c'è aroma di caffé consumato come un rito, provatelo per entrare nello spirito della città. Bicchiere d'acqua poggiato dal barista accanto alla tazzina, zucchero che fatica a raggiungere il fondo. Bevete un po' d'acqua prima del caffé, girate lentamente il cucchiaino mentre vi guardate intorno. Ci saranno foto di Totò, Troisi, Lavezzi. La città vive da sempre di miti e spera, spera sempre. Guardate i gesti del barista e le chiacchiere di chi vi sta intorno. Sarà il caffé stesso a richiamarvi. Probabilmente la tazzina sarà bollente. NON bevete l'acqua dopo aver sorseggiato il caffé, il barista potrebbe pensare che non era sufficientemente buono. Consiglio numero 3.
La colazione potrete farla così: sfogliatelle (ci sono le ricce e le frolle) e caffé. La riccia è la più
conosciuta per la sua forma particolare (qualche volta qualcuno ha osato chiamarla in mia presenza "cornetto"), la frolla è da intenditori questo è un segreto che mi ha passato papà, vero intenditore di dolci.

Comprate un bel biglietto UnicoCampania giornaliero qui tutte le informazioni e con circa 5 euro al giorno potrete prendere tutte le metropolitane, bus e funicolari che vi servono per spostarvi. Dal Vomero prendete la funicolare di Chiaia in via Cimarosa e fate tutte le fermate (sono 4) fino a Piazza Amedeo-Parco Margherita. Potrete beccare anche la corsa diretta senza fermate intermedie, in quel caso 10 minuti e siete giù. Oltre ad essere una bella stazione, quella di prendere un mezzo come quello della funicolare è una particolarità tutta delle città che hanno diversi dislivelli come Napoli. L'altra funicolare - la Centrale - è vicina alla funicolare di Chiaia a via Cimarosa ma vi porta all'Augusteo, via Toledo (poi chiamata via Roma in onore della Capitale).

Una volta a Piazza Amedeo andate verso Via dei Mille. Vi consiglio di partire dal salotto buono della città, da una parte per me particolarmente carica di ricordi. Diverse esperienze e strade della mia vita sono partite da lì e sedimentate nel tempo.
A via dei Mille ci sono tutti i grandi marchi per lo shopping e un cinema, il Filangieri. La percorrete tutta e vi troverete ad una biforcazione. A sinistra si sale verso via Toledo, a destra si scende verso la bellissima piazza dei Martiri con al centro l'obelisco della Vittoria dedicato ai caduti partenopei. Vi trovate nella zona fra le più "in" della città e probabilmente sull'obelisco al centro della piazza c'è un cielo terso e azzurro. Qui ha sede Confindustria Campania, nel Palazzo Partanna. Di fronte c'è una grande Feltrinelli dove molto spesso si tengono conferenze e presentazioni di libri e cd. L'ultima volta lì sono riuscita a parlare con Niccolò Fabi insieme alla mia amica Tania. Ci sono diverse caffetterie sulla piazza e tutte fanno un caffé squisito. Se posso spezzare una lancia a favore di qualcuno però e dichiarare il mio preferito, voto il Caffè Cimmino, con i tavolini su via dei Mille e deliziosi biscottini che accompagneranno la vostra pausa caffé. Un altro? Eh sì. Ce vò.


A questo punto lo sentite? Se date le spalle alla strada che vi porterebbe a via Toledo e guardate attraverso via Calabritto, c'è il mare e l'inizio della Villa Comunale di Napoli. Nella Villa Comunale c'è l'Acquario di Napoli, fra i più antichi d'Europa. La varietà dell'acquario impressionò particolarmente mio fratello e me da piccoli, specialmente per le tartarughe. Sarà per questo che poi decidemmo di prenderne una che adesso è grande come un dinosauro. Proseguendo in quella direzione c'è la bellissima Villa Pignatelli aperta al pubblico però solo fino alle 14.00 e chiusa il martedì.

Da lì vi suggerisco di attraversare e raggiungere finalmente il mare di via Caracciolo. Su questo esteso lungomare potrete vedere sia persone che fanno jogging, sposi con fotografi al seguito che si fanno immortalare, fiotte di turisti, ragazzi che hanno "fatto filone" ovvero marinato la scuola e sempre - anche a dicembre - qualcuno che prende il sole sugli scogli.


Passeggiate a lungo e via Caracciolo diventerà via Partenope. Qui ci sono fra i più eleganti alberghi: Vesuvio, Royal, Continental, Santa Lucia. E di fronte il Borgo Marinari con il Castel dell'Ovo, il più antico castello di Napoli. La leggenda vuole che il monumentale castello costruito con pietra di tufo, tipica della zona, sia eretto su un uovo. La rottura di questo uovo provocherebbe mala sorte per la città. Napoli è piena di leggende e miti fra il sacro e il profano, in perenne equilibrio fra una grande modernità e un passato presente e performante.

Sarà ora di pranzo (o di cena se avete visto nel dettaglio musei, castelli e palazzi). In entrambi i casi potrete mangiare nelle tante pizzerie/ristoranti di fronte al mare. Non sarà raro vedere qualche auto di lusso sfrecciare o qualche parcheggio in seconda, terza o quarta fila. Potreste anche ascoltare della buona musica napoletana suonata da chitarra e mandolino, è l'antica "posteggia" ritornata in auge. Potete chiedere qualche canzone che vi piace particolarmente e alla fine dell'esecuzione li ricompenserete con qualche spicciolo. Fossi in voi chiederei A rumba de scugnizzi o Era de maggio (non ho scelto a caso gli interpreti, Massimo Ranieri e Lina Sastri). Se volete strafare c'è invece il ristorante Zì Teresa. Guardate anche solo le foto per farvi venire l'acquolina in bocca. L'antico menù che potete trovare sul sito è quello ritrovo (originale) a casa di mia zia Annamaria, sulla parete della cucina.

E' una zona particolarmente romantica questa, una volta un mio corteggiatore mi portò fin lì in vespa e mangiammo al Transatlantico. E qualche anno più tardi in una serata estiva mi sono ritrovata lì ad aprire un astuccio blu di velluto con un contenuto luccicante e prezioso che ancora oggi porto al dito. Un posto magico.

Per concludere degnamente questa giornata, oramai vi sarete abituati ai ritmi, ai suoni, ai profumi della città, da via Partenope salite a piazza del Plebiscito. Pensate che un tempo questa meraviglia era un parcheggio. Quando raggiungevamo il centro nei miei ricordi di bambina papà parcheggiava lì la Fiat Uno e con tutte quelle macchine si perdeva la grandezza di questa piazza spettacolare che negli anni, finita l'epoca in cui era relegata a parcheggio è diventata teatro a cielo aperto per le installazioni di arte contemporanea durante il periodo natalizio, oltre che per concerti e manifestazioni di vario tipo.

Per avere un'idea dei grandi dell'arte passati di qui per questo appuntamento guardate questo link del Museo Madre: da Paladino a Jan Fabre (qui un mio post del 2008), fino a Kounellis.

Sotto al colonnato della piazza c'è la Basilica di San Francesco di Paola la più importante chiesa neoclassica italiana. Uscite dalla Basilica dopo averne ammirato gli interni, di fronte c'è il Palazzo Reale. Ditemi un po', al centro di questa enorme piazza, non vi sentite al centro del mondo?


[Mi sono accorta che un solo post non bastava, vorrà dire che sarà a puntate]
Posta un commento