martedì 4 settembre 2012

10 cose che non dimenticherò del Portogallo

1. Le rocce a picco sull'Oceano Atlantico di Sagres e Capo San Vincenzo. La sensazione di immenso e l'orizzonte infinito.
2. Un bicchiere di Porto a chiudere una settimana di spostamenti e sorprese. Ginjinha a più riprese [Aggiunta del 5 settembre, grazie Ale].
3. Gli azulejos e le decorazioni della maiolica in blu cobalto, così contaminate sia da Oriente che da Occidente.
4. Il monumento ai conquistadores. Una imponente spada piantata nell'azzurro sullo sfondo di un ponte rosso modello Brooklyn e il Cristo Rei copia di quello brasiliano.
 5. Il bagno nell'Oceano, nel momento in cui prendi coraggio per tuffarti, ne stai già trovando altre per uscire dall'acqua.
6. Pasteis de nada e cataplana. La prima una simil sfogliatella buonissima con la crema e la sfoglia (da mangiare però nei pressi della Torre di Belém), la seconda un recipiente tipico portoghese dove cuocere pesce e molluschi.
7. La difficoltà di spedire delle cartoline. Invano abbiamo cercato cassette dove imbucarle fino all'aeroporto.
8. L'allarme antincendio dell'Hotel che suona alle 2 di notte, perché qualcuno ha avuto l'idea di farsi un toast in camera.
9. Essere accolti ad Albufeira da gente che balla sui tavoli, luci al neon e musica a tutto volume.
10. Ritardo cronico dei mezzi pubblici portoghesi e 12 ore di viaggio per rientrare.


Una cosa divertente che non farò mai più. 
Qui l'album con le foto.

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