lunedì 25 febbraio 2008

M-Day, resoconto

Sono le 11 passate quando l'Ecologist Squad si raduna sotto la statua di Dante, senza la sacchetta proporzionata e significativa che avrebbe avuto poco dopo appesa alla mano.
Basso e microfoni venivano accordati e provati sul palco, la scaletta della giornata con il suo susseguirsi di esperti, gruppi e cantanti non era ancora definitiva.
L'associazione Sentinella però con signore sorridenti raccoglieva firme per l'avvio della raccolta differenziata, sotto ai tendoni bianchi e un timido sole spuntato per l'occasione dopo la pioggia.
Non ci siamo fatti pregare, il tempo di recuperare i documenti dalle borse piene ci siamo messi in fila per firmare.

Vuoi vedere che serve veramente a smuovere qualcosa e avviare quella che potrebbe essere la salvezza e per noi è un miraggio lontano? la raccolta differenziata porta a porta, una procedura prevista addirittura dal un Decreto legge del 1997 ma in Campania nel 2008 è ferma ad un misero 11% (alcune città contribuiscono ad alzare una media ancor più bassa, la statistica a volte aiuta).

Giro della piazza e primi volti noti, Patrizio Rispo di Un posto al sole, l'ingegnere di Anno Zero (non me ne vogliate ma non mi ricordo come si chiama), associazioni che montavano stand, il furgoncino degli spocchiosi di Sky Tg 24, maschere di Pulcinella e gente vestita con sacchi neri della spazzatura. Un bel miscuglio folkloristico e napoletano al punto giusto.

Piazza Dante si riempie e si svuota ad ondate per tutta la giornata fino a raggiungere il picco quando intorno alle 21 Beppe Grillo fa il suo ingresso sul palco e chiede "scusa" ai napoletani, scusa per conto dei politici, scusa per conto delle altre regioni d'Italia che per anni hanno sversato rifiuti tossici, e propone ai napoletani di diventate "Kosovari".

"Se fossi nato qui - dice - non vorrei essere parte di un Paese come questo, vorrei l'indipendenza della mia regione, e vaff...". Il suo attacco è a 360°, non c'è nessuno che si salvi da Veronesi allo Psiconano, da Riotta a Mimun.

Il 25 aprile ci sarà un nuovo V-Day tutto dedicato alla liberazione "come i nostri padri e i nostri nonni". Il bersaglio è l'infomazione asservita alle logiche di potere, la stessa informazione che ha lasciato scoperto - mediaticamente parlando - questo evento, la Giornata del rifiuto.

Inutile dire che di forze politiche di ogni gradino possibile non se ne sono viste. Ma tanti, veramente tanti, cittadini hanno presenziato all'M-Day. Molti erano gli esperti, uomini di spessore umano e culturale alto, che sono intervenuti nella speranza di fare chiarezza e smuovere la consapevolezza che va fatto qualcosa e in fretta, dal gesto più piccolo a quello più grande.
Solo così possiamo tentare di salvarci e di salvare questa nostra terra.

M.S.
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