lunedì 31 marzo 2008

Manifesto ammiccante, ti aspetti che si rida, sorrida, per passare una serata diversa. Mentre vedi Grande, Grosso e... Verdone rimpiangi Bianco, Rosso e Verdone di tanti anni prima.

Quei personaggi erano insoddisfatti, sfortunati, stereotipi di un modello italiano di
(in) successo, ma non patetici e privi di originalità nonchè spessore come quelli dell'ultimo film firmato da Verdone.
Non si ride nè si sorride.
I tre episodi si aprono e si chiudono senza intrecciarsi. I primi due sono tristi e brevi, il terzo e più lungo, a metà fra Viaggi di nozze - sempre di Verdone - e i cine-panettoni degli ultimi anni.

Una famiglia romana va a Taormina per ritrovarsi. Madre, padre e figlio adolescente. Sono personaggi che abbiamo già visto, l'unica differenza è che lì lo facevano strano. Stereotipi già visti, anche con gli stessi attori, Carlo Verdone e Claudia Gerini.
La rivisitazione sta nell'aggiungere elementi che per forza di cose erano assenti negli scorsi film, le videocamere per ogni minimo evento meglio se costruito, telefonini e bizzarre suonerie annesse, reality e tutto l'inventario della televisione trash.
Grande spazio in questo film anche per il denaro e la prostituzione, meglio se intrecciati fra loro.

Se avete resistito alla tentazione di vederlo fino ad adesso, non mollate, glissate a favore di altre pellicole.

M.Sans.
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