lunedì 20 febbraio 2012

Perchè guardiamo Sanremo


Stavamo guardando Sanremo 2012 e mentre twittavo tutte le mie critiche mi hanno chiesto: "ma allora perchè lo guardiamo?".
Ci ho pensato e non è per il puro gusto della critica.
Lo guardo innanzitutto perchè mi interesso alla musica leggera italiana. Poi perchè Sanremo è un fenomeno di costume e di anno in anno rispecchia un po' il "dove siamo arrivati" in fatto di tendenze in questo paese e nel mondo (vedi gli ospiti stranieri). Altro motivo, i contribuenti italiani lo sovvenzionano e forse meritano uno spettacolo più decoroso, ma qui il "perchè lo guardo" si sovrappone al "perchè lo critico".
Non mi sembra poco. Un grazie a Geppi Cucciari che con la sua presenza l'ultima sera è riuscita a smarcare il clichè della donna-grechina vista nei giorni precedenti per mano delle varie: Ivanka, Belèn e Canalis. E brave alle tre vincitrici del festival, anche se al posto di Emma Marrone avrei visto una classifica fatta da: Arisa (sofisticata e cresciuta), Nina Zilli (che sofisticata era già e si conferma tale) e Noemi (con quel qualcosa di nuovo che altre non hanno).
Fra gli uomini bella la canzone di Finardi il "non do mai nome a cose più grandi di me" mi accompagnerà a lungo, e Renga che ha sempre il suo perchè anche con una canzone "sanremese".
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