sabato 31 maggio 2008
Ciao Lorenzo
Napoli. Cosa, dove e quando
Non ti crucciare, c'è nano. Devi solo trovarlo.
Qualche indizio: è piccolo, è colorato, è attraente, è vivace.
Ti accompagna di giorno e ti diverte la sera.
mercoledì 28 maggio 2008
Convince e colpisce “Il Divo” di Sorrentino

L’attore protagonista è lo straordinario Toni Servillo, di cui si riconoscono a stento gli occhi sotto la trasformazione operata per renderlo Guilio Andreotti. Quasi tutto il tempo la telecamera è schiacciata su quei tratti riconoscibilissimi, e quanto più preme sul personaggio più lui rimane immobile, perennemente pacato, come se tutto gli scivolasse addosso come la lunga sequela di omicidi e di suicidi che la regia non lascia intendere ma mostra nella sua crudezza.
Il film inizia con un glossario: Brigate Rosse, Democrazia Cristiana, Loggia P2, Moro Aldo e ripercorre i fatti della storia italiana degli ultimi quarant’anni attraverso Andreotti che tiene le fila direttamente o indirettamente di tutto quello che nel paese accade. Accanto a lui Paolo Cirino Pomicino (interpretato da un convincente Carlo Buccirosso), Aldo Moro, Totò Riina, Giuseppe Ciarrapico, ma anche la moglie Livia e la storica segretaria Enea, due figure femminili chiave nella vita del vero statista.
Il ritratto di questo uomo politico è tratteggiato attraverso gesti metodici e reiterati, l’aspirina per il perenne mal di testa, i movimenti delle mani, i passi lenti, le battute ironiche. Solo sulla fine del film emerge l’uomo Andreotti, con un lungo monologo in cui – sconcertante per la figura curva che conosciamo – usa dei toni accesi. “Le reazioni incontrollate ci imbarazzano ma ci confortano perché ci ricordano che siamo umani” questa è la frase emblematica della figura di Andreotti tratteggiata da Sorrentino.
lunedì 26 maggio 2008
Jova al Palamaggiò di Caserta
Ore 21.30, precisissimo Jova appare sul megaschermo dal backstage, saluta, sorride e si racconta. Ha dovuto ricorrere alle iniezioni miracolose di una dottoressa casertana per poter salire sul palco per una distorsione alla caviglia, infatti saltellerà tutto il tempo su e giù con una gamba sola. Da dietro le quinte attacca "Bella" il pubblico si scalda ed è solo l'inizio. Jova sale sul palco con una giacca dai profili luminosi, intorno tutto tutto buio. Stupendo. E' iniziata la festa, "voi sarete il mio antidolorifico magnifico", e i primi pezzi sono tutti tratti da "Safari". Fra le prime anche "A te" l'erede naturale della canzone d'amore d'eccellenza. Molte coppie sugli spalti e gli occhi sono tutti un luccichio.
Jovanotti riesce a coincolgere tutto il pubblico, chi ha un posto a sedere raramente ne approfitta, è coinvolgente, è energico, e non fa sentire nessuno solo anche con la caviglia che - si vedeva - gli faceva un gran male. Si cambia parecchie volte: cappellino da ragazzo fortunato, giacca luminosa, frak sul finale. Tanti cambi anche per le luci e per la scenografia.
Condensati in due ore di spettacolo vent'anni della sua carriera, da Chissà se stai dormendo, all'Ombelico del mondo, da Serenata rap, a Mi fido di te, da Falla girare a Ragazzo fortunato, da Tanto a Penso positivo. E da Safari A te, In orbita, Safari, Fango, Mezzogiorno, Dove ho visto te e Come musica.
Ma c'è anche spazio per un tributo a Napoli da leggere fra le righe, Jova va nel punto più centrale del palco, in mezzo alla folla, prende un foglietto e canta "Terra mia". Tutto un brivido anche adesso a ripensarci. Alla fine, in frak lui e la sua band, dice: "vi voglio bene, mi avete accolto come un fratello e io vi voglio bene. Voi vi aspettate che io vi dica qualcosa [un cartellone durante il concerto diceva "No alla discarica"] io non vi dirò niente, perchè per cambiare per superare le cose ci vuole passione e voi siete maestri di passione, ed io non vi devo dire niente".
Che dire Jova cittadino onorario di Napoli, della Campania. Il safari Tour inoltre, in collaborazione con Eni e AzzeraCO2 è a zero emissioni, saranno piantati oltre 2.500 alberi in tutta Italia.
Anche noi ti vogliamo bene Jova!
Ps Per le foto attendo che Antonio a cui ho regalato i biglietti me le mandi. Nel frattempo potete leggere anche quanto sono entusiasti del concerto lui, e Gennaro. Miei compagni di viaggio in questa bellissima serata.
sabato 24 maggio 2008
Ore 13, 24 maggio, Marano
Le camionette della polizia hanno leggermente arretrato.
Un albero è stato abbattuto. L'autobus che ieri sera occludeva il passaggio verso la Cupa dei Cani è stato tolto.
Sul modo con cui la televisione continua a parlare delle cose che qui accadono ci sarebbe da discutere a lungo. Studio aperto ha fatto vedere una giornalista ai bordi di una strada libera che ha chiamato "Chiaiano".
Tutti indisciminatamente sui Tg nazionali continuano a chiamare Chiaiano questa rotonda "Rosa dei Venti" dove infuria la protesta, che è Marano al confine con Mugnano. Tant'è che il sindaco di Chiaiano qui non si è visto e sono stati intervistati i sindaci
M.Sans.
Ore 11.00, 24 maggio 2008
Faccia a faccia con i militari del presidio di Marano
Il blocco è imponente a dimostrare che lo "Stato c'è". Una ventina di poliziotti nella strada che porta alla "Rosa dei Venti" di Marano, quattro camionette di traverso occludono il passaggio. Chi è in là è in "piazza" chi è al di qua non può arrivarci e viceversa.
Il tono di questi poliziotti è giustamente autoritario, sbarrano la strada. Il loro equipaggiamento non l'ho mai visto da vicino, fa molto assetto da stadio. Davanti a me ce ne sono per la precisione due, uno navigato ma la fisionomia del buon padre di famiglia, l'altro è un ragazzo più giovane con la faccia pulita. E' soprattutto in lui che si vede il disagio dall'inizio.
A mano a mano un piccolo gruppo affolla quell'entrata che presidiano e inizia il chiacchiereccio. Passano i minuti, le ore, il piccolo gruppo si assottiglia, gli argomenti sono la politica, lo Stato, la raccolta differenziata che non parte, ognuno dice la sua e a volte gli animi si scaldano in questa serata così fredda. Sandro Ruotolo va via con il suo staff, sono le 23.30.
Rimaniamo solo noi, mio padre, mia madre e i due poliziotti. Il poliziotto giovane racconta della Cecenia, quello maturo del suo stipendio da fame. Non vorrebbero stare da quella parte della barricata ma non è pensabile neanche una totale anarchia o il blocco delle strade così come va avanti da settimane. E' inevitabile pensare anche a quanto sia duro per loro tutto questo.
Oltre il cordone si alternano al microfono diverse persone su questo "Titanic" diventato un palco.
La notte scende, il freddo pure. L'unica concretezza è che la situazione è molto grave, per tutti.
M.Sans.
venerdì 23 maggio 2008
Guerra Civile anti-discarica a Chiaiano
Riusciamo ad arginare il primo blocco, siamo del posto e conosciamo un piccolo vialetto sterrato che bypassa il Bivio di Mugnano chiuso. Siamo più vicini al sit-in adesso. Scavalchiamo un cancello e ci troviamo al di là di quella che è stata battezzata “piazza”. Non lo è e non lo è mai stata, questa rotonda era chiamata il “Titanic” adesso sarà ribattezzata. Centinaia di persone la riempiono.
Un autobus è stato messo di traverso all’imbocco del Poggio Vallesana, dove da settimane c’è il presidio anti-discarica. La folla prosegue a perdita d’occhio verso il Corso di Marano, riempie gli spazi lasciati liberi dalla rotonda e si ferma troncata da un cordone di Poliziotti, Guardie di Finanza e Carabinieri. Questi sono più giovani del primo troncone, forse vorrebbero essere al di là della barricata, rimangono immobili. Cittadini e cittadini, separati da scudi e manganelli.
Il capopopolo è giovane ha un foulard colorato al collo, urla con il megafono di stare seduti. Qualcuno si sente male e cercano di fargli spazio, le guardie non arretrano e la tensione sale. Dopo un po’ – un po’ troppo – arriva l’ambulanza e le camionette sono costrette ad arretrare per farla passare. I manifestanti fanno passare le donne avanti, a loro il compito di fare da prima barriera.
Quelle madri possiamo star certi che da lì non si schioderanno.
M.Sans.
giovedì 22 maggio 2008
E' finito l'anno scolastico
mercoledì 21 maggio 2008
Barricate che non fanno rumore
Eppure da una settimana il bivio è transennato in lungo e in largo da cassonetti rovesciati, scie di rifiuti e striscioni fatti con lenzuola bianche. Qui e lì spunta sfacciato qualche divieto d’accesso.
Una processione silenziosa si muove lenta ai due lati della grande arteria – Santa Maria a Cubito – che collega la periferia con la metropolitana Collinare. Ci si rassegna in breve anche ad arrivare a piedi alla metro per andare a scuola o a lavorare in questa città, anche se dista un km. O a dover macinare km in più in macchina per arginare questo enorme ostacolo. Nessun autobus delle linee 162, 163, 164 e 165, può valicare la maleodorante barricata e quindi ci si arrangia. Tutto frutto della montante protesta contro la “Mega-discarica” nelle Cave di Chiaiano. E più cresce la protesta più su di essa cade il silenzio. Silenzio dei governanti, silenzio dei media, silenzio di chi s’incammina per non litigare con gli uomini dei presidi. E mi chiedo a che cosa serve che la stazione di Chiaiano della metro sia blindata dalle camionette della polizia, se tutto lo scempio e il disordine me lo sono lasciata alle spalle non più di
Uno striscione accoglie chi arriva da Napoli “Mugnano resiste” mentre un bambino sul cartellone pubblicitario fa la faccia sorpresa e sbigottita.
M.Sans.
Incredibile
Scatta che ti passa
Attenzione ai giavellotti
E pare che non sia la prima volta che capita.
24 Grana
lunedì 19 maggio 2008
Sciopero a sorpresa
Il consiglio dei Ministri è fissato per mercoledì.
"Svelti o daranno la colpa a me", Berlusconi sui rifiuti di Napoli
Non è detto ci sono problemi di "ordine pubblico" secondo molti dei Ministri. Il Premier accelera, non vuole su di lui l'onta di un problema irrisolto e che non è possibile scaricare più di tanto sulla passata legislatura. Quello dei rifiuti è un piano "Salva-Napoli" una potenziale emergenza sanitaria con il caldo, che probabilmente sarà affidato un responsabile ad hoc - forse Giudo Bertolaso non nuovo a questa puzzolente faccenda - senza scalzare De Gennaro che rimane al suo posto. La Prestigiacomo in tutto questo? Figura decorativa, ma pur sempre Ministro dell'Ambiente.
Tre le direttrici per il Presidente del Consiglio:
1-Una decina di aree da adibire a discariche, anche oltre i confini campani e soprattutto convincendo i Sindaci dei luoghi individuati.
2-Sveltire la procedura di costruzione di termovalorizzatori bypassando la gara d'appalto e assegnando in maniera diretta.
3- Intervento dell'esercito per la rimozione della spazzatura e per il presidio delle discariche e dei termovalorizzatori.
C'è bisogno di commentare?
Ieri ho visto cose
sabato 17 maggio 2008
Una dedica
Marianne
johnnybgoode Dice:
Maggio 17, 2008 alle 10:13 amoh, Marianne, un nome che sa di libertà. Se Delacroix ti ha dedicato un quadro, il vecchio Johnny non può essere da meno. Questa è per te dolce Marianne:
So long, Marianne di Leonard Cohen.
http://www.youtube.com/watch?v=vZ61su9H5RUJohnny.
venerdì 16 maggio 2008
Gomorra al Cine-teatro Siani di Marano

La pellicola, in concorso al Festival di Cannes, avviato proprio in questi giorni, è in programma domani, 16 maggio 2008, alle ore 17, con un'anteprima riservata agli studenti, ai quali saranno distribuiti questionari e con i quali ci sarà un breve dibattito. Il secondo spettacolo è previsto alle 21. Le proiezioni proseguiranno fino a giovedì 22 maggio con due proiezioni, alle 18,45 ed alle 21.
Il prezzo del biglietto è 3,50 euro.
giovedì 15 maggio 2008
Napoli, Trl Music Awards
L'appuntamento è a Piazza del Plebiscito alle 20.00.
martedì 13 maggio 2008
La Prestigiacomo sulle Leggi 40 e 194
Interessanti spunti nella lunga intervista fatta da Aldo cazzullo di Repubblica a Stefania Prestigiacomo, neo Ministro dell'Ambiente che nella passata legislatura guidata dal centro-destra era al Ministero senza portafoglio delle Pari Opportunità.
Sulle quote rosa la Prestigiacomo non ha cambiato idea, così come sulla legge 40: «La fecondazione assistita andava regolamentata, la legge è ottima, ma contiene due o tre norme orride. Come quella che vietava la diagnosi preimpianto anche a coppie portatrici di malattie genetiche. Ora il ministro Turco ha corretto quella stortura. Noi sbaglieremmo a ripristinarla».
E la legge 194 sull'aborto? «Sono stanca di sentir ripetere che la 194 non si tocca. Non lo accetto. È una legge di trent'anni fa; dobbiamo tener conto dei progressi scientifici. A 22 settimane, il feto è già un bambino. I casi di cui ha scritto Giuliano Ferrara mi hanno colpita molto. Se davvero nascono vivi, se c'è la possibilità di rianimarli, allora — fatti i necessari approfondimenti — quel limite di 22 settimane andrebbe abbassato. L'ha detto anche Alessandra Kustermann della Mangiagalli, una donna straordinaria». «Non solo. Alcuni consultori sono covi di sinistra. Sembrano sezioni del vecchio Pci. Sollecitano le donne a sbarazzarsi del bambino. Così si generano reazioni sbagliate, come la richiesta di inserire figure religiose. I consultori vanno ammodernati. Devono spiegare alle donne che è possibile avere aiuti economici, partorire in ospedale anche se clandestine, disconoscere la maternità e dare il neonato in adozione anche dieci giorni dopo il parto; perché magari, dopo averlo tenuto in braccio, cambiano idea...». Ha ragione il Papa, a parlare di aborto «ferita per l'Italia?». «La Chiesa fa bene a combattere la sua battaglia per la vita. Al legislatore tocca trovare un punto d'equilibrio. Il principio della 194 resta valido: la scelta tocca alla donna. Ma la legge non è intoccabile».
Tutte le leggi possono essere sottoposte a revisione. La società evolve, cambia e le rettifiche talvolta si rendono necessarie. La 194 però ha arginato una vera e propria piaga sociale. La questione dei consultori come covi di sisistra mi sfugge totalmente, pur consapevole che il nemico contro cui puntare il dito è sempre questo spauracchio della "sinistra" per una parte del centro-destra.
L'intervista continua sulla questione ambiente: termovalorizzatori, nucleare etc. Passa per la Brambilla e la Carfagna, e approda anche allo stretto di Messina.
Ma il risultato, ahimè, non cambia.
E' morto Robert Rauschenberg

Il percorso artistico di Robert Rauschenberg è caratterizzato da un costante processo di sperimentazione dei linguaggi pittorici mediante tecniche e tematiche in continua evoluzione, e possiede, come caratteristica fissa, la capacità di rivolgersi alla realtà, in un atteggiamento fondamentalmente estroverso che non vuole ricreare l’esistente, ma piuttosto combinarlo per poterne abbracciarne l’interezza in tutte le sue peculiarità. Dagli anni cinquanta l’arista include stoffe, ritagli di giornale, fotografie e objects trouvés nelle sue opere creando “combine paintings”: pitture-sculture ibride che uniscono la libertà e l’amore per l’oggetto di rifiuto, mutuato dal collage dadaista, alla pennellata e alla gestualità dell’Espressionismo astratto.
Nel 1962, dopo una visita nello studio di Andy Warhol, Rauschenberg scopre la serigrafia, che gli permette di trasferire sulle sue opere immagini e fotografie con una libertà maggiore nell’uso dei colori e nelle dimensioni rispetto al collage o alle varie tecniche di decalcomania che aveva utilizzato fino a quel momento.
Calendar è il frutto di questi primi esperimenti. Sulla tela sono serigrafate in bianco e nero diverse immagini: in alto un bicchiere d’acqua, fotografato dallo stesso Rauschenberg ed utilizzato anche in altre occasioni, ed in basso una fotografia presa da un rotocalco, in cui si distinguono degli uomini affaccendati attorno ad un missile degli Stati Uniti d’America. Nonostante questi inserti di cruda realtà, il quadro mantiene una intensa qualità espressiva che si manifesta nelle aree dipinte a mano che, con larghe pennellate, suggellano l’unione fra le due anime della sua poetica.
lunedì 12 maggio 2008
La Michela, dove la metto?

Povera Michela, avrà pensato: "Ecco se ero figa come la Carfagna..."
sabato 10 maggio 2008
Attenzione, Leo si è perso

Un cucciolone a dire la verità, coperto di macchie nere, stranamente felino... è un leopardo di nome Leo.
Se lo vedete avvicinatelo con una bistecca gigante (sarà affamato), dovrebbe nascondersi nei cespugli alti.
Geniale, da sbellicarsi.
venerdì 9 maggio 2008
La piccola Rossella alla testa del corteo
Buone Notizie 2
Ragazzi queste son soddisfazioni, piccoli passi verso il miglioramento. Olè.
Allestita la postazione a Città della Scienza
giovedì 8 maggio 2008
Baleari, Francia, Spagna scegliete dove lavorare quest'estate

Visto come stanno messe le cose è da tenere in considerazione sul serio.
Maggiori info e qualche link qui.
mercoledì 7 maggio 2008
Ostaggi in casa nostra nel nuovo fronte-caldo della Campania
Siamo ostaggi di un manipolo di violenti che nel rovesciare rifiuti e chiudere le strade agli altri trova la sua dimensione. Non so se mi fanno più schifo loro che sbraitano contro chi vorrebbe uscire o entrare dalla zona Chiaiano-Marano-Mugnano per tornare a casa o andare a lavorare, o le forze dell’ordine con i loro posti di blocco in zone tranquille a
Nessuno che si occupi più di come la libertà, la salute – diritti fondamentali dell’uomo – siamo per noi fortemente in forse, quaggiù.
Stamattina per andare a via Partenope ho dovuto arginare la “zona rossa” e prendere la linea 1 da Scampia. Nessuno è salito a Chiaiano. Per tornare a casa mia stasera ho dovuto fare il giro del mondo. All’altezza dell’incrocio fra
Poco distante da questo presidio a due incroci, quello dell’ospedale Monaldi e di Marano verso i Camaldoli, c’erano rispettivamente due volanti dei Carabinieri e una della Polizia.
Tutto intorno lo scempio continuava, i rifiuti erano stati sparpagliati lungo le strade e i marciapiedi. Per strada nessuno. Uno spicchio di luna illuminava questo pessimo quadro senza il Golfo.
Capisco e comprendo che i criteri di notiziabilità subiscono un profondo mutamento davanti al protrarsi di una situazione d’emergenza, ma non condivido. La velina o la pubblicità shock di turno non possono avere più importanza del fatto che qui stiamo vivendo una guerra civile.
La tensione è salita esponenzialmente in queste ore, e non potrà salire per sempre. Prima o poi questa pentola a pressione in cui viviamo e a cui siamo assuefatti esploderà e non travolgerà solo i napoletani.
Radio F2
martedì 6 maggio 2008
Violet Hill, il singolo dei Coldplay

I primi 40 secondi del pezzo sono tagliati nella radio edit. Il brano che starete ascoltando fra le new hit inizia con il cantato.
E' un brano con piano e chiatarra elettrica molti presenti, non nuovo per la band inglese. Il ritmo al secondo, terzo ascolto ti prende, soprattutto il giro di chitarra al centro del brano, la particolarità della voce fa il resto, specialmente nel parlato/sussurrato finale. Perfetto pop/rock nello stile della band.
Non resta che aspettare l'intero album, Viva la Vida, in uscita a Luglio. Che avrà in copertina la "Marianna", la libertà che guida il popolo di Delacroix.
domenica 4 maggio 2008
De Gennaro e San Gennaro
Milletrecento tonnelate di rifiuti per strada, disordini nei siti individuati dove impiantare discariche, e raccolta differenziata che non parte.
Nel frattempo mandato prorogato fino alla fine del mese a De Gennaro che dice sì alla discarica di Chiaiano, tanto tutto sommato San Gennaro ha fatto il miracolo, e allora: "Napoli ce la può fare" secondo il Vescovo. Quand'è così.